Aumentano i vegetariani riminesi, e gli affari “no cruel”

frutta vegetariani

Non è una moda, ma una presa di coscienza mossa da valori etici e ambientali. Il popolo dei vegetariani e vegani aumenta, anche in terra riminese. E intorno a loro si sviluppa un nuovo business legato ad una cucina esclusivamente basata su prodotti vegetali

di Laura Carboni Prelati

Lo dicono le cifre. 4.600.000 persone in Italia non mangiano più né carne, né pesce (6%) e rifiutano tutti i derivati animali (3%). Nell’ultimo report pubblicato da Repubblica/Salute è il 9% della popolazione (Fonte Eurisko 2015) a fare una scelta di consapevolezza legata anche a valori etici e salutistici. Il profilo del vegetariano/vegano? Vive soprattutto nel Nord Italia (36%), abita in grandi città (13%), occupa posizioni dirigenziali (25%), è una donna (58%), ha tra i 40 e i 55anni (28%) e spesso è in possesso di una laurea (17%). Dietro questa scelta, ponderata, di cambiare il proprio stile di vita, mossa dalla presa di consapevolezza dell’orrore e delle violenze applicate tavolta sulle pratiche di allevamento e uccisione di animali, c’è un fine salutistico. L’unico problema, oggi, potrebbe essere rappresentato dalla reperibilità di prodotti vegani/vegetariani nei supermercati e negozi specializzati così come al ristorante, agriturismo o altri punti di ristoro. In attesa che aumenti la diffusione di questi prodotti, un primo risultato è già stato ottenuto: nel 2009, in linea con le normative alimentari, è nata VeganOk, la prima società di certificazione con disciplinare molto rigoroso,che conta 400 aziende: le domande sono in crescita e si certificano anche corsi di cucina.

Paolo Franceschini Con.Bio

Paolo Franceschini Con.Bio

CON.BIO. VEGETALE E BIOLOGICO

Vegetale e Biologico sono i pilastri su cui si fonda tutta la filosofia aziendale e produttiva di Con.Bio, azienda di Santarcangelo. “Da oltre quindici anni produciamo utilizzando materie prime esclusivamente vegetali e biologiche – spiega il titolare, Paolo Franceschini –. Gli ingredienti base della cucina vegana come tofu, seitan e tempeh sono tradotti in pratiche soluzioni pasto come burger, piatti pronti, creme e condimenti”.
Sono aumentati i consumatori di prodotti vegetariani/vegani?
“Inizialmente, nel ‘98 è stata una sfida, un’attività pionieristica. Era un mercato di nicchia. La volontà era offrire una risposta a chi, per motivi etici o legati al benessere, desiderava un’alimentazione vegetale, ma al tempo stesso pratica e veloce da preparare, rivoluzionando il concetto di piatto pronto. La sfida di allora oggi si è dimostrata vincente; un mercato fiorente che cresce a doppia cifra ogni anno”.
Quanti tipi di prodotti preparate?
“Circa 50 referenze con due marchi diversi: BioAppetì, distribuito nel canale bio specializzato, e Con.Bio, presente nelle principali insegne GDO italiane. L’azienda produce anche in private label (conto terzi) sia in Italia che all’estero”.
Cosa prediligono i vostri clienti?
“Oltre a tofu, seitan e tempeh, c’è una grandissima richiesta di ‘pronti all’uso’ per occasioni veloci (solo da scaldare) che consentono di seguire un’alimentazione povera di grassi saturi e ricca di fibre, vitamine e sali minerali”.
Avete nuove preparazioni per la vostra clientela?
“Se nuove realtà si affacciano sul mercato, aumentano i prodotti e il numero di famiglie che acquistano. Il consumatore è sempre più attento e informato, le sue scelte sono più consapevoli. Il mercato è in grande fermento positivo, questo si rispecchia anche in Con.Bio: nel 2015 il nostro reparto ricerca ha sviluppato 22 nuove ricette; in primo piano la riscoperta di cereali antichi, l’utilizzo di legumi alternativi alla soia (lupino), delle spezie a discapito del sale, e altre ricette tradizionali rivisitate in chiave vegetale”.
Qual è la fascia di età del consumatore medio?
“Ricerche di mercato rilevano una tendenza positiva nella scelta di questo cibo dai 25 ai 40 anni”.
Occupazione e fatturato?
“Abbiamo 60 dipendenti, mentre il fatturato 2014 è di 9milioni di euro”.

Renzo Agostini di "Terra e Sole"

Renzo Agostini di “Terra e Sole”

TERRA E SOLE: I PIONIERI RIMINESI

Terra e Sole è il negozio specializzato più fornito del riminese in questo settore. Dal 1985 i titolari Renzo Agostini e Antonella Baldazzi propongono alla clientela un modo diverso di approcciarsi al cibo. Formano e informano, anche con corsi specifici, per offrire alle famiglie e in maniera capillare, proposte e consigli per una sana alimentazione a base di prodotti agro-alimentari/integrali bio. L’ultima svolta è stata l’apertura del ristorante Bio’s Kitchen, sempre a Rimini.
In questo territorio siete stati i pionieri: perché?
“La nostra mission – dice Agostini – corrisponde ad uno stile di vita, una convinzione che nasce da lontano e si innesta in una forma di etica, di rispetto per ambiente e animali. E la scelta di cibarsi di prodotti sani, integrali/bio, coltivati con scrupolo (compreso il mondo delle radici che apporta sostanze minerali) ha marcato tracciabilità della filiera produttiva, selezione accurata, certificazioni e… fiducia, che ci siamo guadagnati negli anni”.
Sta aumentando il popolo dei vegetariani/vegani?
“Si. Un grosso salto si è verificato negli ultimi due anni dopo l’intervista in Tv (al programma Le Iene) in cui il malato di tumore afferma di essere guarito grazie all’alimentazione vegana. La notizia è rimbalzata ovunque. Poco tempo prima (2011) è uscito il libro The China Study di Colin Campbell, un enorme volano che ha fatto decollare nuove consapevolezze sullo stile vegano”.
Se il vegano ieri era limitativo e restrittivo, oggi cosa accade?
“Accade quel che succedeva un tempo con la dieta mediterranea – aggiunge Baldazzi-: pensavamo di uscire da una situazione di povertà mangiando proteine animali, come fosse il cibo della ricchezza. E su questo hanno lavorato le industrie. Il problema è che questo tipo di alimentazione oggi significa malattie; abbiamo una popolazione malata fin dalla prima infanzia, un incremento impressionante dell’obesità e malattie come il Diabete tipo 2 ci sono anche nei bimbi in tenera età”.
Così fate informazione…
“Proponiamo di iniziare, di esaminare le sensazioni. La consapevolezza crescerà. Invece di mangiare tutti i giorni carne, verrà consumata due tre volte la settimana, poi una volta, poi alle feste, e così via…”.
Quindi cambiare, oggi, non è più una scelta punitiva, ma è motivo di orgoglio?
“Esatto. Solo poco tempo fa i vegani si sentivano diversi, adesso invece fanno tendenza”.
Quanti prodotti avete in negozio?
“Abbiamo circa2800 articoli e prevediamo, per i prossimi anni, ancora crescita”.

Giulio Marchi e Mirko Ricchi de "La M iMama"

Giulio Marchi e Mirko Ricchi de “La M iMama”

LA MI MAMA: “NO CHIAMATELA MODA”

Nel cuore della città, in Piazza Malatesta, c’è un angolo di stampo vintage che conserva i veri sapori legati alla buona cucina di un tempo: è il Ristorante La Mi Mama. Qui, esattamente 10 anni fa (maggio 2005) si è scritta una delle prime pagine della ristorazione vegana riminese. Incontriamo i soci Mirko Ricchi, Giulio Marchi e Massimiliano Alvisi.
Nel menù possiamo contare molti piatti dedicati alla cucina vegana.
“Si – conferma Mirko Ricchi- abbiamo circa 25 piatti. Le ricette sono tutte a base di verdure di stagione; le usiamo anche per preparare aperitivi e centrifughe”.
E’ molto impegnativa la cucina veg; i piatti richiedono tempo e attenzione…
“E passione. Non utilizziamo nulla di preparato; solo buone verdure fresche. Le proposte veg sono completamente elaborate da noi, non usiamo congelati”.
In quale occasione è avvenuta la”svolta”?
“Già all’apertura avevamo inserito qualche piatto vegan perchè mia moglie, sensibile al mondo vegano, mi proponeva questi piatti a casa. Ho iniziato ad apprezzare questa cucina perché ne vedevo i benefici; digerivo bene, mi sentivo meglio. Mi sono documentato; il tema mi incuriosiva e affascinava. Volevo sapere il perché di quest’orientamento, di questa convinzione…”.
State seguendo l’onda della moda?
“No. La convinzione è nata tempo fa dopo un’attenta riflessione. Così nacque anche La Mì Vegan, la nostra Cucina Vegana. Lo chef Luca Zannoni, un creativo, molto competente in materia, si sbizzarrisce creando piatti che sono un vero concentrato di salute, un connubio di sapore e genuinità, dove si sposano semplicità e raffinatezza”.
Sappiamo che avete anche una Naturopata…
“Per il percorso salutare c’è Paola Di Giambattista che spiega al cliente perché è giusto mangiare spinaci o zucca a novembre. Con lei abbiamo creato un dono vegano; a fine serata ogni ospite riceve in omaggio una piccola, preziosa confezione di semi bio: erbe/ortaggi di stagione per l’orto amatoriale sul balcone di casa”.
”Secondo me – aggiunge Marchi- questa ristorazione/alimentazione sarà il futuro; noi stiamo cercando di specializzarci non per un discorso di moda, ma perché diventerà un’esigenza per tutti. Non c’è crisi sul vegano, la curiosità e l’interesse sono crescenti. Un tempo compravamo 1 Kg di seitan alla settimana, oggi abbiamo quintuplicato gli acquisti. Il 30% del fatturato lo dobbiamo al menù vegetariano/vegano”.

Alessandra Lucarini di Veggy Days

Alessandra Lucarini di Veggy Days

VEGGYDAYS – VEGANO DAL GUSTO ITALIANO

Un ricco buffet di prelibatezze accoglie i clienti, grandi e piccoli al Veggydays in Vicolo Pescheria a Rimini, accanto alla storica Piazzetta delle Poveracce.
“Non è più tempo di piatti ‘tristi’, vegano è colore, fantasia, sapore, genuinità e…salute!”, commenta la titolare Alessandra Lucarini. “Qui organizziamo feste di compleanno o merendine tra amici di scuola; c’è tutto un mondo di sapori sfiziosi”.
Da quanto tempo ha aperto?
“A giugno. Volevo dare un’alternativa al solito cibo che gli italiani sono abituati a consumare; si può cambiare il proprio menù e il proprio stile di vita, soprattutto se ci sono delle problematiche, qui è tutto bio”.
A Rimini si è recepito il messaggio?
“Alcuni hanno recepito che benessere e salute passano attraverso l’alimentazione. Le nostre materie prime sono biologiche e vegane, nulla di vegetariano. Bevande, bibite, cocktail, spritz, prosecco sono bio (Galvanina)”.
C’è anche l’aperitivo?
“Il clou del vegano è l’aperitivo, e noi serviamo un ricchissimo buffet. Tania è un’abile cuoca: prepara involtini di bresaola (mopur) burger, involtini di formaggio, verdurine fresche (cruditè) e piatti nuovi particolarmente gustosi”.

UNA CUCINA… “GRAZIOSA”

“Essere vegetariani è facile, essere vegani è anche una piccola felicità” commenta Manuela dell’Agriturismo La Graziosa che da tempo inserisce tra le sue proposte un menù tutto vegano. “La zucca, ad esempio, piatto antico e tipicamente autunnale è il cibo cult di chi passa al veganesimo. Noi lo abbiamo sempre proposto ai nostri clienti a questa stagione”.
E’ di moda essere vegetariani?
“Lo eravamo tutti un tempo, senza saperlo. La carne si mangiava in occasione delle feste, uova, formaggio e frutta secca (cibo vegetariano) completavano quella dieta. Per noi che abbiamo rispetto della natura, amiamo la terra, seminiamo i campi, cogliamo le verdure nell’orto, tutto questo è patrimonio culturale, un’eredità che ci hanno lasciato le nostre famiglie”.
La vostra origine toscana vi ha favorito nella preparazione delle vivande vegane?
“Si. Prepariamo la ribollita, le zuppe, i crostini ai funghi, l’antipasto con le lorette farcite (schiacciatine) e le verdure del nostro orto”.
C’è anche molta fantasia e tradizione-”Certo, la millefoglie di patate e verdura viene tagliata a mattonella, le frittatine con le verdure cambiano sempre, le cipolline, i gelati alla frutta (vegani) e i nostri pani fanno parte del nostro menù dove figura anche tutta la classica ristorazione tradizionale romagnola (pappardelle con ragù di cinghiale fatto a punta di coltello)”.