Crollo fotovoltaico: l’allarme della Ubisol

L’incertezza, forse più del calo degli incentivi, ha comportato una brusca frenata per il fotovoltaico, tanto che il Rapporto 2012 curato da Ubisol parla di una caduta della potenza installata nazionale del 74% nell’ultimo anno, del 66 per cento a livello regionale e del 30% nel Riminese. In cifra assoluta, a fine 2012, Rimini risulta settima, su nove province emiliano-romagnole, per numero di impianti complessivi installati (3.299) e ultima per potenza sfruttabile (67.078 Kwp).  Ultimo posto per Rimini anche quando si passa alla potenza installata ogni mille abitanti (208 Kw). Risale invece alla quinta per numero di impianti su mille residenti (10,2), indicatore che vede decisamente in testa Ravenna, con 14,6 impianti.

In breve, la provincia si allinea con la media regionale per numero di impianti in rapporto alla popolazione, ma scende in fondo alla classifica per potenza installata.  Cosa vuol dire? Che mancano gli impianti medio-grandi. Si può rimediare costruendoli, oppure installandone un numero maggiore di piccoli.

Ad oggi la produzione annuale di energia fotovoltaica nel Riminese (1 kwp produce circa 1.350 kwh l’anno) rappresenta appena il 5% del consumo totale di energia elettrica (fatto di circa 1,7 Gw) della stessa provincia. Per arrivare al 20% dei comuni tedeschi, di impianti ce ne vogliono ancora parecchi.

Tutti lodano l’economia “verde” ma il tema dell’energia è stato assente anche nell’ultima campagna elettorale. Premesso che gli incentivi vanno a diminuire, cosa si dovrebbe fare per dare nuovo impulso alle rinnovabili? Lo abbiamo chiesto all’Ad di Ubisol, Francesco Rinaldi.

“Basterebbe operare su due leve: la semplificazione burocratica e le detrazioni fiscali – spiega Rinaldi -. Per essere chiari: in Italia servono almeno 19 documenti e un paio di mesi per attivare un impianto fotovoltaico in un’abitazione; in Germania bastano un paio di dichiarazioni on line e qualche giorno d’attesa. L’altra leva è quella della detrazione fiscale del 55%: sarebbe importante che quest’opportunità venisse confermata alla sua scadenza, nel giugno prossimo. Nel contempo si potrebbe pensare a un nuovo Conto energia, con incentivi alla produzione tarati in maniera più intelligente e riservati alle famiglie e alle piccole e medie imprese, ossia a impianti di piccole e medie dimensioni.

Al nostro settore, con i suoi 100mila addetti creati dal nulla in questi anni, resta un rammarico: pochi pensano a questo tema in campagna elettorale e quei 100mila lavoratori presto potrebbero tornarsene a casa senza un’occupazione”.