Bandi europei, i consigli dell’Agenzia Centuria: “prima l’obiettivo”

bandi europei horizon2020Prima di ingegnarsi per un bando europeo, l’azienda dovrebbe sempre partire dal bisogno preciso che tenta di perseguire. I consigli del direttore di Centuria, Agenzia per l’innovazione della Romagna

di Alessandra Leardini

Un’azienda privata che vuole accedere a bandi europei, da dove deve iniziare? Cosa deve fare concretamente? Lo chiediamo a Alessandra Folli, direttore di Centuria, Agenzia per l’Innovazione della Romagna senza fini di lucro, con sede a Cesena, che ha per oggetto sociale la promozione dell’imprenditorialità, della ricerca industriale e dell’innovazione nelle sue diverse espressioni.

I fondi europei offrono, potenzialmente, moltissime opportunità anche per le imprese private, ma non tutte le imprese riescono ad intercettarli. In particolare le imprese della provincia di Rimini, come emerge dalle statistiche, appaiono tendenzialmente poco attive su questo fronte. Le risulta questo “ritardo” delle imprese riminesi rispetto a quelle degli altri territori dell’Emilia Romagna?
“Sì, la provincia di Rimini come in generale il territorio romagnolo, è poco presente sulle opportunità che l’Unione Europea offre. Questo scarso dinamismo è probabilmente legato, da un lato, alla dimensione delle imprese, dall’altra ai settori produttivi che esse rappresentano”.

Da dove iniziare nell’elaborare un progetto europeo? A chi rivolgersi? E per chi volesse fare tutto “in casa”?
“In primo luogo, direi all’impresa di individuare bene il proprio bisogno, prima del bando. Sembra banale, ma tante volte ci capita di essere contattati perché ‘c’è il bando X e quindi volevo capire…’ etc etc: poi, approfondendo la conoscenza del bisogno, ci si rende conto che lo strumento utile è tutt’altro rispetto al bando inizialmente ipotizzato. Per questo motivo, e soprattutto per programmi di finanziamento complessi, è comunque importante avere qualcuno (esterno o interno all’impresa) che sappia districarsi tra i diversi programmi, e che quindi sappia ‘leggere il bisogno’ in funzione degli obiettivi e dei requisiti di finanziamento che ogni programma ha”.

Quali possono essere, se ci sono, i fattori più di successo nella redazione di un buon progetto europeo?
“Ovviamente dipende dal singolo programma: dove è necessaria, ad esempio, la dimensione transnazionale, ovvero la costruzione di un partenariato europeo serio e affidabile, è strategica. Altri elementi normalmente importanti sono la conoscenza tecnica dei contenuti del progetto, la sostenibilità economica anche oltre il termine del progetto, una valutazione accurata del budget da proporre. Requisito indispensabile per la progettazione europea, è ovviamente la capacità di leggere e scrivere contenuti tecnici in lingua inglese: un aspetto che nelle nostre realtà imprenditoriali è ancora, tutto sommato, piuttosto critico”.

Oggi molta attenzione è proiettata al Bando Horizon 2020: chi può partecipare, quali sono i requisiti e quali invece i vantaggi?
“Il programma Horizon 2020 è il nuovo strumento europeo che cofinanzia iniziative di ricerca e innovazione. Rispetto alle precedenti programmazioni, c’è una novità potenzialmente molto interessante per il tessuto imprenditoriale del nostro territorio: lo ‘strumento per le PMI’ (piccole medie imprese). Si tratta di uno strumento studiato ad hoc per le PMI, che possono essere beneficiarie dirette di progetti di innovazione. Lo strumento offre due possibilità: con la Fase 1, una PMI può ottenere un contributo pari a 50.000 euro per realizzare, entro 6 mesi, uno studio di fattibilità relativo ad un processo/prodotto/servizio innovativo. Nella fase 2, una PMI può presentare un vero e proprio progetto di innovazione, in cui sono finanziabili attività di prototipazione, di realizzazione di dimostratori, etc. In questo caso il contributo è variabile così come la durata del progetto. Lo Strumento per le PMI è già aperto, e ogni anno ci saranno 3-4 deadline (termini) entro le quali presentare una proposta”.

Può segnalarci altri bandi europei, ad oggi, particolarmente interessanti per le aziende private?
“Sicuramente il programma europeo LIFE, che cofinanzia attività connesse alle tematiche ambientali, può essere interessante per tutte quelle imprese che operano in linea con i temi della sostenibilità. Il nuovo bando dovrebbe uscire a breve. Un altro programma nuovo da tenere sotto osservazione è il COSME per la competitività, che metterà a disposizione meccanismi finanziari e supporto per le PMI”.