“Busatti” chiude a Rimini centro. “Colpa di costi e tasse”

Grazia Villa all'interno del suo negozio

Grazia Villa all’interno del suo negozio

Grazia Villa, 35 anni, una laurea in ingegnere ambientale, aveva aperto tre anni fa il negozio di tessuti pregiati “Busatti” in centro storico a Rimini per uscire da una situazione occupazionale precaria. Oggi è costretta a chiudere l’attività e a inventare di nuovo il suo futuro

di Melania Rinaldini

Le vetrine di Busatti, a Rimini, si trovano in Corso d’Augusto dal 2012, quando Grazia accolse l’invito dei genitori ad aprire un nuovo punto vendita di tessuti made in Italy.
“Mia madre ha sempre fatto la commerciante nel settore tessuti e merceria. Aveva aperto un negozio a Coriano, di prima merceria, poi rivendita di tessuti e lavorazione artigiana a marchio Busatti, un’azienda toscana” racconta Grazia Villa, 35enne negoziante in procinto di non esserlo più.
Proprio a causa della precarietà della condizione lavorativa di Grazia, ingegnere ambientale, la madre la aiuta ad aprire un negozio in centro storico a Rimini.
“Trattiamo prodotti di fascia medio–alta, scegliendo il centro storico pensavamo di poter andare incontro ad una clientela più propensa a spendere per prodotti di qualità.”
Nel frattempo la madre continua a gestire il suo negozio a Coriano, fino a un anno fa, quando decide di chiudere. “Mia madre – prosegue Grazia – ha ormai l’età di poter decidere se smettere di lavorare e andare in pensione, io invece mi sono ritrovata a far fronte a una situazione che non era quella che avevo progettato, mi sarebbe piaciuto poter assumere una commessa, invece mi trovo a dover chiudere del tutto l’attività.”

Quali sono le condizioni che determinano questa decisione?
“Mi sono resa conto che purtroppo si parla molto dell’importanza del made in Italy ma sono ben poche le persone disposte a investire in prodotti durevoli. Purtroppo mi rendo conto anche che la crisi economica ha cambiato le disponibilità di molti. La concorrenza al ribasso è davvero tanta, aprono negozietti con cartelli ‘tutto a 5 euro’ e ovviamente è tutta merce d’importazione. Niente a che vedere al servizio di confezionamento e ricami che faccio io qui… Le condizioni sfavorevoli sono tante, la prima i costi fissi troppo alti, le tasse non sono state abbassate nonostante il periodo negativo, devo pur sempre pagare l’affitto, anche se il proprietario dei muri è sempre stato molto disponibile, venendomi incontro. L’anno 2014 è stato il peggiore in assoluto. Non ho più né voglia e né possibilità di aspettare che la situazione migliori, così a giugno chiuderò definitivamente. A fine aprile inizio la svendita ma già da ora sto facendo sconti sui prezzi degli articoli.”

Busatti è il nome della ditta che le rifornisce i tessuti, il negozio è in sorta un monomarca, come hanno reagito alla sua decisione?
“Sono un po’ di anni che comunque ci sono problemi a far quadrare i conti, in vari negozi in Italia. Diciamo che hanno preso atto della situazione. Io ho cercato di inventarmi anche nuove idee, come quella del commercio online, ma dopo tre mesi che lavoravo alla piattaforma online mi hanno comunicato che non mi davano il permesso di utilizzarla per vendere i loro prodotti. Questa è stata la cosa che mi ha definitivamente fatto cambiare piani sul mio futuro.”

Rimarrà nel commercio?
“No, non penso proprio. Ripartirò un po’ da dove ero rimasta prima di intraprendere quest’avventura e cioè dal fatto che sono ingegnere ambientale. Penso mi rimetterò alla ricerca di un’occupazione in quel senso e non escludo di spostarmi, in Italia o all’estero, anche se vorrei poter rimanere qui. In fondo non ho ancora una mia famiglia quindi posso cambiare più facilmente vita.”