Camere di Commercio: Rimini e Forlì-Cesena insieme dal 2016

L'attuale Giunta della Camera di Commercio di Rimini

L’attuale Giunta della Camera di Commercio di Rimini

Avviato il processo per la nascita della “Camera di Commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini” in base al processo di autoriforma del Sistema Camerale

Quasi 100mila imprese, 56 Comuni, oltre 730mila abitanti e un valore aggiunto prodotto ogni anno dalle diverse attività economiche e produttive di 19,5 miliardi di euro. Sono i numeri della nuova Camera di Commercio della Romagna che nascerà dalla fusione tra gli Enti Camerali di Rimini e Forlì-Cesena. Ora dunque è ufficiale: prende il via il processo di accorpamento spontaneo in base a quanto previsto dalla legge sulla riorganizzazione della Pubblica Amministrazione.
Rimini e Forlì-Cesena, dunque, cammineranno insieme e separate da Ravenna e Ferrara che, in primo momento, sembrava potessero far gioco della partita. A loro volta, come annunciato dal Presidente della Camera di Commercio di Rimini, Fabrizio Moretti, daranno vita ad un altro maxi Ente Camerale.
“In questa fase non abbiamo ritenuto opportuna un’estensione anche a questi territori” afferma Moretti spiegando che tutti gli altri enti pubblici, nei processi di accorpamento, si stanno muovendo esclusivamente nell’ambito territoriale della Romagna. Moretti comunque auspica un buon rapporto con la futura Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna.

Qualche numero. L’accorpamento tra Rimini e Forlì-Cesena permettera un risparmio sulle spese di funzionamento (escluse quelle per il personale) di 1 milione e mezzo di euro (da 5.420.000 nel bilancio preconsuntivo 2015, ai 3.900.000 stimati per il 2017). Le economie di scala riguarderanno le spese sulle strutture, le infrastrutture e i servizi. Buona parte dei risparmi riguarderà anche i software gestionali. Non verranno invece tagliati i dipendenti, assicura il Presidente Moretti insieme al segretario generale dell’Ente Camerale riminese Maurizio Temeroli. In entrambe le Camere di Commercio sono una settantina. Considerando qualche pensionamento da qui ai prossimi tre anni, nel 2017 (primo anno di attività della nuova Camera di Commercio della Romagna) si arriverà a 140 dipendenti.

Le entrate, sempre considerando la somma dei due bilanci preconsuntivi del 2015 e 2017, passeranno da 16 milioni a 12,4 milioni di euro complessivi. Un calo dovuto al taglio dei diritti annuali delle imprese, che rappresenta l’80% delle entrate delle Camere di Commercio. Il taglio è del 35% per il 2015, del 40% per il 2016 e del 50% per il 2017. Le prospettive, al di là delle economie di scala e dei risparmi che consentirà l’accorpamento, non sono delle più rosee. “E in questo caso non si può nemmeno parlare di Spending Review” precisa Temeroli. “Le Camere di Commercio non ricevono nemmeno un centesimo dalle Casse dello Stato, mentre per le imprese il risparmio sui diritti annuali è risibile a detta di molto imprenditori”. Le imprese individuali, la stragrande maggioranza di quelle attive nel Riminese, versano agli Enti Camerali meno di 100 euro l’anno. Per le altre i diritti annuali vanno in base al fatturato. Il risparmio, con i tagli previsti dalla Riforma, è, in media, di 55 euro l’anno.
Moretti, da imprenditore, incalza ricordando i tempi in cui non era ancora Presidente della CCIAA: “Versavo 800 euro l’anno, ma solo per le fiere all’estero ricevevo oltre duemila euro di contributi dalla Camera di Commercio di Rimini”.

Dopo l’approvazione dei Consigli dei due Enti Camerali si attende ora il Decreto Istitutivo della nuova Camera di Commercio della Romagna da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. Il prossimo anno si cominceranno a definire i nuovi organi: Consiglio, Presidente (per il quale Moretti auspica un’alternanza tra Rimini e Forlì), Giunta e Collegio dei Revisori.