Commercio elettronico: quattro semplici consigli per risparmiare

Dalla pagina Consumatori del sito della Regione Emilia Romagna, le regole e i consigli per chi non è pratico ma non vuole rinunciare alle comodità e al risparmio del commercio elettronico

È un dato di fatto che acquistare sul web è per molti italiani una pratica sempre più diffusa. Del resto i vantaggi sono svariati a cominciare dal poter confrontare, con  pochi clic e in qualsiasi momento della giornata, i prezzi di decine di prodotti. Pratica che consente di risparmiare tra il 10 e 20 per cento minimo, secondo i prodotti. Ma non è tutto rose e fiori: bisogna “capire” l’ambiente, dotarsi degli strumenti giusti, conoscere i siti più affidabili, riconoscere quelli poco trasparenti. Allo stesso modo occorre evitare fregature, avere modo di restituire la merce acquistata, chiedere un rimborso, far valere la garanzia di legge.

1. Dotarsi di uno strumento di pagamento semplice e sicuro. Dal bonifico bancario alla carta di credito, dal contrassegno alla carta prepagata. Ciascuno presenta pro e contro, ma uno dei metodi più efficaci è la carta prepagata, magari associata a un conto Paypal. Del tutto simile a una carta di credito tradizionale, non richiede di aprire un conto corrente e non consente di “andare in rosso”. Di volta in volta si carica la carta dei soldi necessari all’acquisto, con la certezza che non ci potrà essere addebitato più di quanto abbiamo depositato. A seconda del marchio (Postepay, Superflash, You&Eni ecc) il costo di attivazione varia da 3,50 a 10 euro mentre per le singole ricariche si spendono dai 45 centesimi ai 3 euro a seconda dei casi. Ottime per i pagamenti on line, le prepagate hanno un solo punto debole: in caso di frode è molto complicato riuscire a recuperare il denaro speso.

2. Informarsi sul venditore. Più informazioni si avranno sul venditore (identità, indirizzo fisico, telefono, mail, partita Iva ecc.), maggiore sarà la probabilità che tutto vada per il verso giusto. Chi è “digiuno” della materia farà meglio ad affidarsi a piattaforme già consolidate, ciascuna specializzata nel proprio ramo: eBay, Amazon, Pixmania, Zalando, Spartoo, Yoox, Ibs, Expedia, Mediaworld, ePrice, Monclick, per citarne alcune. Comprando da siti conosciuti si è pressoché certi di andare sul sicuro: chiarezza nella descrizione dei prodotti, facilità di acquisto, sistemi di pagamento protetti (con protocollo di crittografia SSL), assistenza via mail e telefono, meccanismi di restituzione della merce, rimborso. È sempre consigliato verificare ciascuno dei passaggi sopraelencati e in caso di lacune o informazioni poco chiare, desistere dall’acquisto.
Le cose cambiano invece per siti come Subito.it, Kijiji.it, Secondamano.it e altri, dove il venditore è quasi sempre un privato e non un’azienda.
Qualche dritta: verificare che l’annuncio di vendita non sia presente in luoghi diversi (contemporaneamente a Milano e a Palermo ad esempio) e che il prezzo non sia vistosamente più basso rispetto alla media di altri annunci; se presente un numero di telefono o un indirizzo e-mail “googlateli”, cioè cercateli su Google. Così facendo se quel numero o mail sono collegati a episodi sospetti o a persone diverse, è chiaro che c’è qualcosa che non torna.

3. Le spese di spedizione. Diffidate di un venditore che non fornisce indicazioni precise sulla spedizione. Chiedete sempre informazioni dettagliate su modalità (pacco ordinario, prioritario, assicurato, corriere ecc), tempi. I costi finali devono essere sempre indicati con chiarezza. Alcune grandi catene di elettronica (Euronics ad esempio), negozi e siti specializzati (Pixmania) prevedono per il cliente il ritiro a mano che consente di risparmiare.

4. Recesso, restituzione e rimborso. Nella vendita a distanza il diritto di recesso è garantito e disciplinato dagli articoli 50-68 del Codice del Consumo (d.lgs 206/2005). Può essere esercitato dal consumatore entro 10 giorni lavorativi dal ricevimento della merce, ma se il venditore omette di comunicare al consumatore le condizioni e le modalità di recesso, la finestra temporale si allunga fino a 90 giorni.

Dal sito della Regione Emilia Romagna
www.regione.emiliaromagna.it/