Contenziosi tributari in forte calo a Rimini

La sede dell'Agenzia delle Entrate di Rimini

La sede dell’Agenzia delle Entrate di Rimini

Contenziosi tributari: nel 2014 sono stati 700 quelli gestiti dalla Commissione provinciale di Rimini, in netto calo rispetto a qualche anno fa. Il 60% riguarda avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate, un altro 25% è contro Equitalia. In più della metà dei ricorsi è lo Stato ad avere la meglio

di Primo Silvestri

Come risposta ad una pressione fiscale sempre più elevata (quella ufficiale, in Italia, è arrivata al 43,5 per cento, ma in realtà supera il 50 per cento), con balzelli che si aggiungono invece di diminuire come i sostenitori del federalismo fiscale avevano promesso, ci si potrebbe attendere un contenzioso col fisco altrettanto dinamico, considerando che non sempre quanto si chiede di pagare appare completamente giustificato e ragionevole.
I ricorsi alle Commissioni Tributarie Provinciali non mancano. Sono loro ad emettere un giudizio di primo grado (per il secondo grado – che è anche quello definitivo salvo ricorrere alla Corte di Cassazione – bisogna andare alla Commissione Tributaria Regionale). Ma la provincia di Rimini, seppure ne risultano pendenti, a fine 2014, poco meno di 700, non risulta, da questo punto di vista la più litigiosa in rapporto alla popolazione. Così, alla fine dell’anno scorso risultavano pendenti 4,6 ricorsi per mille abitanti, che è il rapporto più basso della Romagna, dove in testa c’è Ravenna con 7,1 contenziosi pendenti ogni mille residenti.

Questi i valori assoluti, quali sono invece gli argomenti dei ricorsi? Lo abbiamo chiesto a Michele Zavatta, Direttore della Commissione Tributaria della provincia di Rimini.
“Del totale dei ricorsi, un 60-65% si riferisce ad avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate o altri, in cui si contesta un maggior valore, qualcosa non dichiarato, una esenzione non dovuta, ecc. Un altro 20-25% dei ricorsi è invece contro Equitalia, l’Agenzia incaricata della riscossione, per l’invio dell’avviso di pagamento ad un indirizzo sbagliato, commissioni giudicate troppo elevate, ecc. Un ulteriore 10% sono ricorsi contro le imposte di pubblicità, per l’affissione di manifesti, cartelli stradali, ecc. L’ultimo 5% è invece costituito da ricorsi contro i Comuni per la rettifica di valori catastali, su cui poi verranno calcolate le imposte, come quelle sulla casa”.

Come finiscono i ricorsi ?
“In media, nel 60-65% dei casi vince lo Stato, quindi il ricorrente è costretto a pagare quanto contestato, più le spese del contenzioso”.

I contenziosi, complice anche la crisi, sono in crescita?
“No, sono in calo. A Rimini, negli ultimi anni, siamo passati da circa 2mila contenziosi annui ai 700 di oggi. Questo avviene per l’affermarsi di formule conciliative che possono portare a buoni sconti (la filosofia, che anche lo Stato ha fatto propria, è che meglio incassare un po’ meno subito, che attendere l’incertezza e i tempi lunghi della giustizia). In genere risolviamo il contenzioso in 9-12 mesi, che è un tempo ragionevole”.

Si va verso la costituzione di un’unica Commissione tributaria romagnola?
“Per il momento rimaniamo una Commissione provinciale, ma anche per noi si inizia a discutere di unificare tutto a livello di Romagna”.

L’accorpamento sub-regionale a livello di Area Vasta (le AUSL, i trasporti, ecc.) sta diventando una moda, le motivazioni addotte sono in genere condivisibili (razionalizzazione, taglio dei costi, ecc.), ma raramente finiscono, poi, per essere dimostrate con indicatori che ne rendano conto. Dimenticando che anche la vicinanza è un elemento che qualifica un servizio. Provate ad immaginare se per aprire un contenzioso tributario dovete ogni volta recarvi a Forlì o Ravenna. Quanto tempo si perde, e quanto costerebbe di più?   Aspetti, non solo per questo caso specifico, che andrebbero considerati prima di decidere.