Covered bond: quali garanzie per i risparmiatori?

obbligazioni gantiteLe obbligazioni “garantite” si differenziano da quelle tradizionali per la sicurezza del rimborso all’investitore in caso di fallimento della banca emittente. Ma i rendimenti sono inferiori a quelli di un BTP a dieci anni

Poche settimane fa un giornale on line è uscito con questo titolo: “C’è la fila per acquistare i covered bond bancari (obbligazioni garantite)”. Si parlava di una offerta di collocamento per 750 milioni di euro che ha avuto una richiesta per 3 miliardi, cioè quattro volte tanto.
Penserete che per esserci una domanda così alta, il tasso di rendimento sarà piuttosto appetibile. Invece si parla di una cedola dell’1,25% e di un rendimento complessivo annuo dell’1,35%, meno di una pari emissione precedente e al di sotto di un BTP a dieci anni che paga invece il 2,40% di interessi. E pensare che tra i sottoscrittori si citano banche centrali, assicurazioni, fondi pensione… non proprio degli sprovveduti.
La spiegazione di questa corsa non sta tanto nel rendimento ma nelle garanzie che il titolo offre: non a caso covered bond in italiano si traduce in “obbligazioni garantite” e sta ad indicare un titolo di credito emesso da una banca, o altro intermediario finanziario, poco rischioso e molto liquido, cioè facilmente rivendibile.

Le obbligazioni garantite sono state introdotte nell’ordinamento italiano da una legge del 2005 (L. n. 80/2005) con l’obiettivo di aiutare la raccolta di denaro a basso costo delle banche e, contemporaneamente, offrire agli investitori titoli con poco rischio. Le obbligazioni garantite si differenziano, infatti, dalle obbligazioni bancarie ordinarie per la sicurezza del rimborso in caso di fallimento (eventualità, per fortuna, piuttosto rara, almeno in Italia) della banca emittente. Si tratta di titoli assicurati (vincolati) da crediti fondiari, ipotecari o crediti nei confronti della pubblica amministrazione, ritenuti più sicuri (anche se lo scoppio di bolle speculative nel mercato immobiliare, come avvenuto di recente a livello internazionale, anche se meno in Italia, non offre proprio una garanzia assoluta).
In sintesi, a differenza delle normali obbligazioni, quelle garantite danno qualche sicurezza in più per la restituzione del capitale e il pagamento degli interessi grazie al vincolo di una fetta dell’attivo patrimoniale della banca, destinato esclusivamente alla remunerazione ed al rimborso dell’obbligazione. Su tutto vigila poi la Banca d’Italia.
C’è però un aspetto da considerare: raccogliere denaro a basso costo, per le banche, dovrebbe far prevedere prestiti con interessi altrettanto bassi, ma non sempre è così.

QUALE ALTERNATIVA?

Se Pubblico è sinonimo di maggiore garanzia, si può pensare di investirci anche direttamente, senza passare per le obbligazioni garantite, che non sono operazioni gratuite.
Stando alle ultime aste, gli interessi per investimenti a tre anni sono piuttosto bassi (0,68% netto) e per ottenere qualcosa di più bisogna allungare fino a sei anni (rendimento BTP 1,54%), oppure scegliere i titoli a dieci anni e oltre. Ma sulla durata preferibile, è bene che ciascuno prenda in attenta considerazione i suoi impegni personali.