Crisi di liquidità? A Rimini debutta “Quinc”

Prove di acquisto con il “Quinc" al negozio "Poco di Buono" di Rimini

Parte la sperimentazione di Quinc: il progetto di circuito tra imprese riminesi che utilizza unità di conto virtuali al posto degli euro. Quaranta aziende al via.

Liquidità. È questo il problema principale, insieme a quello della disoccupazione, che la crisi si porta dietro da più di cinque lunghi anni. Le banche concedono sempre meno prestiti e investire in un nuovo macchinario o servizio, per un’impresa, diventa molto problematico. Senza contare i ritardi dei tempi di pagamento, dovuti proprio all’indisponibilità di moneta. La crisi però sta aguzzando l’ingegno riminese anche su questo fronte, favorendo iniziative di compravendita o scambio di servizi che possano fare a meno, dove possibile, delle banconote. E’ il caso di Quinc, il progetto della Camera di Commercio di Rimini e dell’Associazione Figli del Mondo che prende il nome dall’antica moneta romana “Quincunx”. Si tratta di una rete economica di scambio tra imprese dello stesso territorio, ma di diversi settori, disposte ad effettuare transazioni di compravendita in parte in euro e in parte, appunto, in Quinc, ossia unità di conto.
La rete, gestita dai due partner tecnici Serint Group e Openlinea, funziona così: ogni azienda appartenente al circuito potrà vendere i propri prodotti o servizi alle altre aziende aderenti applicando uno sconto volontario. Questo sconto non corrisponderà ad una perdita di valore per il venditore, ma sarà quantificato in unità di conto virtuali (Quinc) che potranno essere usate dallo stesso quando dovrà comprare un bene o un servizio da un’altra azienda aderente al circuito. E così via.

Dopo una prima fase di analisi, verifiche e messa a punto di tutti i processi necessari per l’avvio del progetto e dopo, soprattutto, un primo periodo di promozione e coinvolgimento delle imprese locali, Quinc può fare il suo debutto. Le prime 40 adesioni, necessarie per poter partire con gli scambi, sono arrivate da parte di realtà di vari settori. Aderiranno alla sperimentazione della moneta virtuale aziende del manifatturiero (come Adriaplast e Calzaturificio Madame Mirabò), imprese agricole (Azienda Paolo Benaglia), realtà del mondo cooperativo (Consorzio Sociale Romagnolo, La Formica, Poco di buono), aziende di servizi (Magina e Polistudio Aes) e del settore turistico (Hotel Spiaggia Marconi).
“Le prime attività consulenziali – spiega il coordinatore Enzo Mataloni di Serint Group –sono focalizzate sull’analisi delle singole aziende partecipanti al fine di individuare il mercato reale e potenziale di interesse e i possibili fornitori e clienti, sia quelli già in essere sia nuovi. Si procederà quindi all’affiancamento ad ogni azienda da parte dei consulenti e dei tecnici responsabili di Rete Quinc per verificare e sfruttare al meglio tutte le potenzialità che il territorio propone: il tutto favorito sia da strumenti tecnologicamente avanzati (come il Portale che fungerà da vetrina virtuale) sia da metodologie già ampiamente sperimentate quali le transazioni non monetarie”.

Terminata la fase di sperimentazione (e, come auspicato dai responsabili del progetto, ampliato il numero delle realtà economiche aderenti) si lavorerà all’estensione dell’utilizzo del buono sconto circolante al mercato Consumer (con scambi, quindi, non più solo limitati alle imprese) e, soprattutto, ad avviare il vero e proprio circuito di baratto attraverso un meccanismo di compensazione multilaterale di crediti e debiti.
La fase di sperimentazione, a cui è ancora possibile iscriversi (www.retequinc.it) durerà da febbraio 2014 a giugno 2014.

 

Per saperne di più

Chi si può iscrivere alla rete Quinc?
La Rete ha un’estensione territoriale: possono iscriversi le imprese e i professionisti con sede nella provincia di Rimini

Quanto costa aderire?
L’adesione nella prima fase sperimentale è gratuita

Come funziona Quinc?
E’ un circuito di sconto riutilizzabile per lo scambio di prodotti e servizi tra imprese del circuito

Cosa significa che lo sconto è riutilizzabile?
Lo sconto è quantificato in unità di conto: valore spendibile nelle successive operazioni di acquisto. L’accettazione delle unità di conto da parte delle aziende aderenti è volontaria

Com’è inquadrato lo sconto a livello fiscale?
Lo sconto, quantificato in unità di conto, si configura come una riduzione incondizionata di prezzo e, di conseguenza, non concorre alla base imponibile.

Lo sconto ha un limite?
E’ libero e volontario sebbene si suggerisca di non superare la soglia del 20-30%.

Cos’è un’unità di conto?
E’ l’unità di misura che indica la parte del valore di un prodotto o servizio non pagata in euro (corrisponde alla quantità di sconto riutilizzabile dall’impresa o professionista).

Quanto vale?
Corrisponde al valore di un euro.

Le unità di conto Quinc possono essere convertite in euro?
No.

Chi regola gli scambi? Chi tiene il calcolo delle unità di conto riutilizzabili?
Una piattaforma on line gestisce gli scambi. Ogni azienda dispone di un conto on line dal quale sono caricate e scaricate le unità di conto rispettivamente accumulate nelle vendite e negli acquisti.