Crisi, la Cgil di Rimini: “Rifinanziare gli ammortizzatori”

Il 2013 è stato un anno orribile per il lavoro. Oltre mille (1.035 per la precisione) le persone licenziate in provincia, oltre 9 milioni di ore di cassa integrazione, numero di poco inferiore al 2012, con un forte aumento della cassa in deroga, a testimonianza di una crescente sofferenza delle piccole aziende che non possono accedere agli ammortizzatori ordinari.

I numeri diffusi questa mattina dalla Cgil di Rimini, dipingono un territorio dove non solo le opportunità occupazionali sono sempre meno (in calo del 13% le assunzioni) ma si raccolgono i drammatici effetti di una crisi che dura ormai da più di cinque anni. Allarmante, a questo proposito, il numero dei fallimenti che si stanno moltiplicando, come sottolinea Silvia Zoli, responsabile vertenze legali per la Cgil riminese. Le procedure concorsuali sono state 135 nel 2013, 93 i fallimenti, 39 i concordati, tre le liquidazioni coatte amministrative.
“E’ una situazione davvero preoccupante – riassume Graziano Urbinati, segretario generale Cgil Rimini -. La crisi arriva a consuntivo. Se dovessero venire a mancare gli ammortizzatori sociali ci sarebbero 5 mila persone senza lavoro, a tanto corrisponde, infatti, il monte ore di cassa integrazione fatto nell’ultimo anno”.
L‘appello del sindacato è che si tenti ogni mossa possibile per salvare le aziende in difficoltà. “E’ necessario rifinanziare gli ammortizzatori – conclude Urbinati – e tutte le realtà del territorio devono mettersi insieme per salvare le aziende, evitare i fallimenti, perché quei posti di lavoro una volta persi, lo sono definitivamente”.