Dipendenti pubblici: a Rimini meno della media nazionale

dipendenti pubblici posteIn provincia di Rimini operano 7 mila addetti statali, regionali, provinciali (da ricollocare sul mercato dopo la chiusura dell’Ente) e comunali. Più della metà lavora nella sanità e un terzo nei 27 comuni. Il loro peso sugli occupati totali si ferma al 5%, molto meno della media nazionale.

di Primo Silvestri

Fare un confronto dell’occupazione pubblica tra paesi non è cosa facile, perché gli Stati hanno articolazioni diverse ed anche i servizi che forniscono possono differire molto (per esempio: la Germania occupa nei servizi per l’impiego molte più persone che in Italia).
Qualche confronto però si riesce a fare. A cominciare dalla spesa della pubblica amministrazione, di cui gli “statali” sono una voce importante: l’Italia, nel 2012, ha speso 13 mila euro per abitante (il dato si riferisce solo alla spesa statale, centrale e periferica), un valore di poco superiore alla media europea, inferiore a Francia e Germania, molto distante dagli oltre 20 mila euro per abitante di Finlandia, Svezia e Danimarca, per non parlare dei 35 mila euro per abitante del Lussemburgo.
A lavorare per il settore pubblico nazionale sono, in Italia, il 14,3 per cento di tutti gli occupati, circa 3 milioni, un punto percentuale in meno rispetto al 2000 (va tenuto conto che questo dato, del 2008, probabilmente è sceso ulteriormente per via del blocco delle assunzioni). E’ una percentuale che sta leggermente sotto la media dei paesi sviluppati (Stati Uniti compresi), che è del 15 per cento, lontanissima da quella dei Paesi nordici come Svezia, Danimarca e Norvegia, compresa tra il 26 e il 29 per cento, ma anche della Francia che è al 22 per cento, mentre la Germania non arriva al 10 per cento (fonte Ocse).
Conferma un recente studio di Eurispes che attribuisce all’Italia 58 impiegati pubblici ogni mille abitanti, contro i 135 della Svezia, i 94 della Francia, i 65 della Spagna e i 54 della Germania. In controtendenza anche i flussi: mentre l’occupazione del settore pubblico nazionale è scesa, negli ultimi dieci anni, del 5 per cento circa, in diversi paesi, compreso Spagna e Irlanda, che non hanno avuto minori problemi economici, le assunzioni nel pubblico sono continuate.

Interessante anche la distribuzione dei dipendenti pubblici tra Amministrazione centrale e periferica, che un po’ misura il grado di decentramento della Pubblica Amministrazione: in Italia, fatti cento gli impiegati pubblici, 52 lavorano al centro e 48 in periferia (Regioni, Province e Comuni). Le differenze, col resto del mondo, sono piuttosto marcate. Alcuni esempi chiariscono meglio: negli USA la stessa ripartizione è 12 in centro e 88 nel livello decentrato, in Germania e Spagna 20 e 80. Due terzi in periferia e un terzo nel centro anche nei Paesi del Nord Europa.
In sintesi: non è vero che in Italia gli impiegati pubblici sono troppi (semmai la differenza sta nella qualità dei servizi erogati al cittadino), mentre è evidente che in tanti altri paesi, dove i servizi sono migliori e più efficienti, il “centro” è meno ingolfato e più snello. Quindi il problema del BelPaese non è la quantità assoluta dei dipendenti pubblici, ma la loro collocazione e organizzazione sul territorio. Ce ne vogliono meno al centro e più in periferia, dove si erogano il grosso dei servizi.
Un problema non di poco conto, per ridare slancio e competitività all’Italia, riqualificando anche il personale, tra il più vecchio d’Europa (conseguenza del blocco delle assunzioni che non consente l’ingresso di forze fresche).

LA SITUAZIONE IN PROVINCIA DI RIMINI

Come mostrano anche le cifre di Rimini, il settore pubblico, con oltre 7 mila addetti complessivi, mille in più del 2000, di cui il 57 per cento nel sistema sanitario e il 36 per cento impiegati nei 27 Comuni della provincia, è la “fabbrica” del lavoro più importante sul territorio. Considerando che nello stesso 2011, l’anno dell’ultimo censimento, in provincia di Rimini gli occupati erano 142 mila, il peso relativo dei dipendenti pubblici si ferma poco al di sopra del 5 per cento, a quasi un terzo dal dato medio nazionale. Svolgendo però servizi essenziali, per le persone come per le imprese, il loro ruolo nell’ambito dello sviluppo locale è molto importante. Ma spesso i singoli, pur armati di competenza e buona volontà, non possono fare quello che l’organizzazione non gli consente.
Per questo, rivedere il funzionamento della macchina pubblica, nelle sue varie articolazioni, non serve solo a spendere meglio ma a dare uno stimolo in più alla ripresa dell’economia.