Donne riminesi, persi 3.000 posti di lavoro con la crisi

Rimini, 10/03/10:ditta pintura a riccione, operaia©Riccardo Gallini_GRPhotoOccupazione femminile: rispetto alle altre province dell’Emilia-Romagna Rimini è in ritardo. Le riminesi vedono diminuire le opportunità di trovare un nuovo impiego (ancora più delle altre “colleghe” romagnole) e subiscono un arresto anche nell’imprenditoria: in crescita fino al 2013, le aziende femminili hanno ripreso a diminuire nell’ultimo anno

Da una parte sono state meno toccate dalla crisi rispetto agli uomini, dall’altra però fanno ancora molta fatica nella ricerca di un impiego, a Rimini più che nel resto della regione. Il lavoro “made in Rimini”, insomma, continua a non vedere rosa.
Dal 2011 (quando l’occupazione nella nuova provincia di Rimini a 27 comuni raggiunge il massimo) a fine 2013, sono andati persi 8 mila posti di lavoro.
In tempo di crisi il calo ha però colpito più gli uomini delle donne: se, infatti, i primi hanno perso 5 mila addetti, le seconde si sono fermate a meno 3 mila. Dunque, sempre in questi due anni, la componente femminile, sul totale degli occupati riminesi, è passata dal 39 al 42%.
Va però considerato che nonostante questi dati apparentemente positivi, lo scoppio della crisi (anno 2008) ha profondamente inciso sulle possibilità lavorative delle donne, interrompendo la risalita del tasso di occupazione femminile (gli occupati/popolazione in età di lavoro) che veniva avanti ininterrottamente dal Duemila. Risultato, nel periodo 2008-2013 il tasso di occupazione delle donne in provincia di Rimini, da sempre il più basso dell’Emilia Romagna, ha perso otto punti percentuali, retrocedendo dal 58 al 50 per cento.

PERCHE’ QUESTO RITARDO?

Le donne occupate in provincia di Rimini sono di meno non perché non abbiano voglia o necessità di lavorare, ma semplicemente a causa delle minori occasioni presenti, ad eccezione dei pochi mesi estivi (ma solo per alcune figure). Lo dimostra il tasso di disoccupazione provinciale 2013 (disoccupati/popolazione in età di lavoro), doppio rispetto a quello maschile (16% per le donne a fronte dell’8% degli uomini) e ben cinque punti sopra il dato medio regionale.
Le donne, tra l’altro sempre più istruite, cercano lavoro ma non lo trovano. Una difficoltà non nuova che viene da lontano, a conferma di un problema strutturale, che la crisi ha solo peggiorato.

LE IMPRESE “ROSA”

Le donne riminesi comunque non si arrendono e lo conferma il loro spirito imprenditoriale, che progredisce mentre quello degli uomini retrocede.
Dietro a questo trend ci sarà anche una parte di necessità, legata alla riduzione delle entrate familiari, ma dal 2014 anche loro sono costrette ad una parziale marcia indietro. Infatti, se dall’anno d’inizio della crisi (2007) a fine 2013 le imprese a conduzione femminile sono cresciute di circa 800 unità (da 7,4 mila a 8,2 mila), di cui 195 negli ultimi quattro anni, in contemporanea al calo di quelle maschili, nel 2014 il meccanismo pare essersi inceppato e le imprese delle donne sono ridiscese a 7,4 mila, perdendo in un anno più di quelle a conduzione maschile. In rapporto al totale delle imprese di Rimini quelle dirette da donne sono, a fine 2014, un po’ più del 21%, percentuale che rappresenta due punti di meno di un anno prima.
Costante la ritirata delle imprese femminili nel manifatturiero e nelle attività immobiliari (dove la crisi ha colpito più duro), è invece altalenante la presenza in due settori tradizionali come commercio e ricettivo turistico, che ad un iniziale slancio (2013) fa seguito una parziale di ritirata l’anno successivo (2014).
Tra la varietà di servizi riuniti nella dizione “altro” (vedi grafico), anche questi in discesa, è stato forte il calo, tra 2013 e 2014, della sezione “attività finanziarie e assicurative”, “attività professionali, scientifiche e tecniche” e “attività artistiche, sportive e d’intrattenimento”. Per molte forse una prova imprenditoriale non superata. Nel quadro di una perdita generale delle imprese attive in provincia, questo conferma che anche per le donne non è agevole intraprendere.
Comunque sia, dietro alle imprese ci sono tante donne imprenditrici, circa 17 mila in provincia di Rimini, che rappresentano il 30 per cento dell’intera imprenditoria provinciale. Un dato però ferma da circa quindi anni.