Dossier stranieri a Rimini. 33 milioni di euro di rimesse all’estero

Rimesse immigrati RiminiI lavoratori stranieri residenti in provincia di Rimini, nel 2014 hanno inviato ai rispettivi Paesi una cifra complessiva di 33 milioni di euro, in calo rispetto al 2013, segno che la crisi economica ha colpito anche gli occupati migranti.
Nel 2005 la cifra totale era di  13 milioni, meno della metà di oggi

di Primo Silvestri

Come in passato lo è stato per l’Italia, quando le rimesse dei migranti riminesi (dalla Svizzera, Germania, America, ecc.) servivano a bilanciare i conti con l’estero, lo stesso avviene oggi con i nuovi migranti, che dal sud del mondo cercano fortuna al nord, nei paesi più sviluppati.
Dalla provincia di Rimini, nel 2014, gli immigrati presenti hanno inviato a casa circa 33 milioni di euro (5,3 miliardi di euro dall’Italia), due in meno dell’anno prima, a testimonianza che la crisi pesa anche sui loro bilanci.
Nel 2005 le rimesse, sempre da Rimini, erano state di 13 milioni di euro, meno della metà di oggi. Ma anche gli immigrati presenti erano circa la metà. Infatti, dividendo le rimesse totali per i migrati presenti la cifra che se ne ricava è poco meno di 900 euro a testa, all’incirca la stessa di dieci anni fa.
Tra i Paesi che, nel 2014, hanno ricevuto di più dai propri cittadini emigrati a Rimini ci sono la Romania con 6,1 milioni di euro, il Senegal con 4,9 milioni, il Bangladesh con 3,6 milioni, l’Ucraina con 2,7 milioni e l’Albania con 1,7 milioni di euro (dati Bankitalia).
Nel mondo, secondo calcoli della Banca Mondiale, le rimesse degli immigrati verso i paesi più poveri hanno superato, nel 2013, i 400 miliardi di euro, che diventeranno 500 miliardi nel 2016. Cifre che equivalgono a tre volte gli aiuti ufficiali degli Stati più ricchi allo sviluppo di quelli più poveri.
Rimesse che agli stessi migranti costano, per inviarle con metodi più o meno legali, tra il 7 e il 13% degli importi, secondo le aree geografiche (l’invio più caro è proprio verso i Paesi più poveri dell’Africa Sub-Sahariana).
Le rimesse servono a sostenere le famiglie nei paesi d’origine, a farsi una casa, magari ad avviare una attività, far studiare i figli, ecc.. Niente di nuovo, perché facevano lo stesso anche i nostri migranti.