Dossier stranieri a Rimini. Impresa, lavoro e tasse

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Un’impresa su dieci parla straniero in provincia di Rimini. Gli occupati sono quasi 30mila, dei quali il 70% sotto i 45 anni. E le tasse? Complessivamente, versano alle casse pubbliche 96 milioni di euro.

di Primo Silvestri e Mauro Bianchi

Gli imprenditori. I migranti regolarmente residenti in Italia producono il 9% della ricchezza nazionale (Pil), equivalente a circa 123 miliardi di euro, di cui 14,8 miliardi prodotta in Emilia Romagna. Insomma, tamponare la perdita subìta dalle imprese locali ci pensano anche loro.
Tuttavia, la crisi degli ultimi anni è stata avvertita anche dagli immigrati, perché se le opportunità si ristringono, questo vale per tutti. Così, se fino al 2013 le imprese a guida straniera in provincia di Rimini hanno continuato ad aumentare, da 3,6 mila del 2011 a 3,8 mila nel 2013, nel 2014 qualche decina di attività ha dovuto chiudere i battenti e a fine anno se ne contavano poco più di 3,7 mila, il 10% delle imprese attive in totale in provincia. La perdita è comunque minore di quella fatta registrare dal totale delle imprese riminesi (un migliaio). A livello nazionale, tra il 2009 e 2014, le aziende straniere sono cresciute del 21 per cento.
I settori di attività dove le imprese degli immigrati fanno registrare, nel 2014, una maggiore presenza – entrambi con più di mille aziende attive ciascuno – ci sono le costruzioni e il commercio all’ingrosso e al dettaglio. Seguono a distanza alloggio e ristorazione (330 imprese) e le attività manifatturiere (207).
Riducendosi le imprese calano anche gli imprenditori immigrati, che erano 4,3 mila nel 2007, poi sono diventati 5,4 mila nel 2013, infine sono scesi a 5,2 mila nel 2014, continuando comunque a rappresentare più del nove per cento dell’imprenditoria provinciale complessiva.
Solo i titolari di ditte individuali nati all’estero superano a Rimini, nel 2012, il numero di 3 mila, contro i 2,5 mila del 2008, coprendo anche in questo caso il 9% del totale dei titolari di lavoro autonomo, leggermente sopra la media regionale. Costruzione e commercio, con oltre 2 mila titolari di imprese individuali, sono i due settori più gettonati. Circa un quinto dei titolari di ditte individuali straniere sono donne.
Tra le nazionalità più intraprendenti, con il maggior numero di titolari stranieri di ditte individuali, presenti a Rimini figurano: Albania, Romania e Cina.

Il lavoro. C’è l’intraprendenza che porta a creare un’impresa, ma c’è anche il lavoro dipendente dei migranti, senza i quali alcuni dei settori più importanti dell’economia locale si fermerebbero per mancanza di manodopera.
Nel 2013, secondo la rilevazione continua delle forze di lavoro dell’Istat, le persone straniere, di cittadinanza non italiana, occupate in Emilia-Romagna ammontano ad oltre 250mila, il 12,7% dell’occupazione totale, di cui 111mila donne e quasi 140mila uomini. Mentre il complesso dell’occupazione ha risentito fortemente della crisi economica, la componente straniera risulta essere in costante crescita, tanto da compensare la contrazione dell’occupazione italiana.
La provincia di Rimini con 28.888 lavoratori dipendenti stranieri è quinta in regione per incidenza (9,4%), mentre è quarta alla voce imprese individuali. Delle 33.658 attive, ben 2.630 hanno per titolare un cittadino straniero. Oltre all’importanza produttiva, l’apporto dei lavoratori migranti ne ha anche da punto di vista fiscale, contributivo e dei consumi. In regione dall’occupazione straniera sono arrivati 733 milioni di contributi previdenziali e 358 di gettito fiscale (tra Irpef, Iva, imposte sui fabbricati), per un totale di oltre 1 miliardo. Di questi però solo 59milioni da Rimini, penultima. Ad incidere il fatto che il livello dei redditi dei lavoratori stranieri è mediamente più basso e si traduce così in un minor gettito nonostante i loro contributi rappresentino un vantaggio per l’Inps.
E’ evidente che si tratta di un’occupazione molto giovane con oltre il 70% dei lavoratori che non supera i 45 anni, percentuale che fra le femmine scende al 65,5% ma che cresce fra i maschi al 75,5%, con un terzo che si concentra nella classe 35-44 anni, senza distinzione di genere.

Come stanno andando nello specifico le assunzioni di persone straniere?
Nel 2014, i cittadini stranieri avviati al lavoro in provincia di Rimini sono stati un po’ meno di 17 mila (il 29 per cento di tutti gli avviati dell’anno, che sono stati 57 mila). Di questi, 10 mila hanno origine non comunitaria. Dal 2010 la presenza di questi lavoratori si è stabilizzata, facendo registrare una leggera flessione nell’ultimo anno, ma rispetto al 2007, quando è iniziata la crisi, gli avviati al lavoro di origine straniera sono cresciuti, sul totale delle persone avviate, di tre punti percentuali.
Normalmente le donne straniere avviate al lavoro, in primo luogo le romene, seguite da albanesi e ucraine, sono sempre più numerose degli uomini, e questo si spiega con il ruolo preponderante che svolge il turismo (alberghi, ristoranti e pubblici esercizi), dove vengono attivati la metà dei rapporti di lavoro, ancorché stagionali, dell’anno. Infatti, sono di origine straniera, nel 2014, ben il 26% degli avviamenti (sono i contratti di lavoro stipulati, da non confondere con gli avviati che si riferiscono alle persone) registrati nel turismo, cioè 12 mila su un totale di 47 mila.
In cifre assolute i numeri sono più piccoli, ma in termini relativi (cioè in rapporto al totale) gli avviamenti di stranieri sono ancora maggiori nelle costruzioni, quasi il 29%, e nell’agricoltura, dove addirittura superano il 61%. Tradotto: tre settori importanti della nostra economia, se non ci fossero gli immigrati, non saprebbero come andare avanti.
Non va poi trascurato il ruolo delle donne immigrate nel lavoro domestico riminese: erano, nel 2012, 5.590 su un totale di 6.284 (l’89%).

E le tasse? Il lavoro degli immigrati regolari ha assicurato un gettito di contributi previdenziali, nel solo 2011 (ultimo dati disponibile), di 62 milioni di euro, cui si devono aggiungere altri 34 milioni come gettito irpef, imposte sui consumi e tasse per il rinnovo dei permessi di soggiorno, portando il totale stimato del gettito fiscale dei lavoratori stranieri presenti in provincia di Rimini a 96 milioni di euro (Osservatorio regionale fenomeno migratorio 2014).