E-commerce, mercato ancora tutto da sviluppare per Rimini

e-commerce riminiVendite on line. Rimini è in ritardo rispetto alla media regionale e cresce meno. Una panoramica del commercio elettronico in “salsa riminese” e l’esperienza di alcune aziendedel territorio

Di Mauro Bianchi

Una ricerca effettuata dal Politecnico di Milano ha calcolato che il fatturato complessivo delle aziende italiane off-line che utilizzano il web per vendere i propri prodotti/servizi è di circa 10 miliardi di euro. I settori più importanti sono il turismo (46%), l’abbigliamento (11%), l’elettronica-informatica (10%) e le assicurazioni on-line (10%) (Rapporto dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm-School of Management, dati 2012). D’altra parte solo il 7% delle imprese italiane utilizza l’e-commerce per distribuire i propri prodotti.

La situazione in Italia

Il Gruppo DADA ha di recente presentato i risultati della ricerca “e-shop in Italy” per indagare il mondo del commercio elettronico in Italia, su un campione di oltre 1.100 siti di e-commerce, condotta tra gennaio e marzo 2013 sui dati consuntivi del 2012.
Tra i dati più significativi emerge il boom di shop online aperti negli ultimi due anni, più che raddoppiato (+55%). Il totale degli ordini è cresciuto in proporzioni significative (+144% su base annua), confermando una crescente attenzione delle imprese verso l’e-commerce per raggiungere un pubblico più vasto a costi minori.
I risultati per chi ha investito sul web si sono registrati anche in tempi rapidi: le imprese campione, attive online dal 2011, dichiarano di aver incrementato del 161% le proprie entrate e del 57% la media degli ordini ricevuti, evidenziando l’importanza strategica di attivare un mix di canali, on e off-line, per sostenere le vendite e mantenere alto il livello di competitività.
Tra le regioni più attive nel commercio elettronico primeggiano Lombardia e Lazio (dove si collocano rispettivamente il 25% e il 16% delle aziende con siti Register.it), seguite da Emilia Romagna (8%), Veneto (8%), Piemonte (8%) e Toscana (7%). Le regioni meridionali, come nel mondo del commercio tradizionale, manifestano un certo ritardo.

La situazione in Emilia Romagna

Il trend di crescita su scala regionale è testimoniato dai dati di Infocamere, da cui risulta un incremento dell’ e-commerce nel triennio 2011-2013 di quasi il 40%.
A fine 2013 le imprese del commercio on-line in regione erano 1.131 pari all’ 1,7% del totale delle imprese commerciali al dettaglio. Bologna rappresenta il 26,6% del totale delle imprese on-line (nel 2009 era il 28,8%). Ottimo piazzamento anche per Modena (17%) e Reggio Emilia (12,5%). Rimini è quarta con il 10,5%.
Il dato più interessante è però quello che riguarda il saldo, che risulta positivo, non solo a livello di tutta la regione (+36,6%) ma anche di ogni singola provincia. Nell’ordine, dal maggiore al minore incremento, troviamo: + 47,3% a Moden, +46,3 a Piacenza, +43,4 a Ravenna, +42,3 a Bologna, +39,6 a Reggio Emilia, +25,3 Rimini, +25% Forlì-Cesena, +22,9 Ferrara, +22,5 Parma.
Il fenomeno dunque aumenta anno per anno, collegato naturalmente allo sviluppo della rete e dei sistemi di pagamento elettronici. La stragrande parte delle imprese attive nel commercio elettronico ha iniziato l’attività a partire dal 2000 (435 su 455), ma molte di queste negli ultimi tre anni (331 su 435, pari al 73% delle imprese attive).

Il ritardo riminese

Qualche rallentamento nel trend di crescita lo registriamo proprio nella nostra provincia dove il commercio on-line cresce del 25% nell’ultimo triennio, a fronte di una media regionale del +36,6%.
Perché questa stasi tutta riminese?

L’ostacolo maggiore è la diffidenza del pubblico riguardo alla sicurezza delle transazioni on-line. In questo ambito i due standard per garantire la sicurezza sono SET (Secure Electronic Transaction)  e LSS (Secure Socket Layer), che consentono di effettuare transazioni elettroniche criptate e protette, e che comunque forniscono una garanzia per le transazioni con  i principali attori dell’ e-commerce.
C’è poi il fenomeno delle truffe informatiche, che nella nostra provincia, pur se in calo rispetto all’anno scorso (-6%) misura più di un centinaio di casi denunciati alle forze di polizia e un 57% di persone denunciate in più per questo specifico reato rispetto all’ultimo anno.
D’altra parte – come gli indicatori internazionali tendono ad evidenziare, l’e-commerce è un canale di vendita sempre più utilizzato da potenziali acquirenti e le barriere psicologiche che ne rallentavano l’utilizzo negli anni passati (specie in Italia, rispetto ad esempio a USA e Nord-Europa) si stanno sempre più abbassando, ad esempio grazie alla diffusione di carte prepagate per acquisti online, alla sempre più capillare diffusione degli strumenti e delle abilità informatiche necessarie per fare acquisti on-line: in questa ottica, probabilmente molti micro imprenditori emiliano-romagnoli, spesso giovani e con skill professionali variegati alle spalle, intravedono una concreta possibilità di mettersi alla prova per fare business in modo innovativo.

Il punto di vista delle aziende del territorio

Tra i brand più conosciuti a livello locale, spicca nel mondo dell’ e-commerce Oliviero.it. La nota azienda multimarca di Misano ha puntato con decisione al commercio on line. Ne abbiamo parlato con Stefano Pancrazi, della Direzione di Oliviero.it.
“Oliviero.it è presente su Internet dal 1997 con il suo sito, ma dal 2000 con una piattaforma specifica di e-commerce. La scelta strategica di canalizzare le vendite sul mercato elettronico – spiega Pancrazi – ha spostato importanti risorse economiche in quanto l’investimento per il ‘negozio virtuale’ dal momento della sua partenza è stato di circa 10, 15 milioni di euro.”
Qual è la vostra clientela on line?

“Il negozio è rivolto principalmente ad una clientela locale (Emilia-Romagna, Marche più regioni limitrofe) e per questo Oliviero.it è solo in italiano. Importanti sono anche le risorse umane impegnate nella gestione del sito, per questo vi dedicano il loro lavoro nove addetti”.
Negli anni è rilevabile una progressiva evoluzione delle piattaforme di vendita on-line sia dal punto di vista tecnologico che in chiave marketing. Che valutazione fare a questo proposito?

“Rispetto al costo della gestione tecnologica è molto più importante e decisivo l’investimento in strategie di web marketing. In definitiva il giudizio sullo strumento del commercio elettronico è certamente positivo, anche se il rapporto tra investimento effettuato e ritorno ottenuto non ha ancora espresso tutte le sue potenzialità, e comunque si pensa di investire ulteriormente per il rafforzamento dell’attività di e-commerce. Pensiamo di ampliare l’attività di negozio tradizionale con presenza su internet, in un mix di off e on line”.
Quali pensa siano le principali difficoltà di espansione dell’e-commerce?

“I competitor piccoli lavorano con margini molto bassi, mentre quelli internazionali fanno “concorrenza sleale” perché sfuggono al fisco italiano..”

Marketing Informatico è invece una web agency specializzata in attività di web marketing per la diffusione del brand e dei prodotti dei propri clienti. Il fondatore, Massimo Tegon, è attivo in questo campo dal 2002. “Marketing Informatico investe intorno ai 50mila euro l’anno nella sua piattaforma on-line, impiegandovi due addetti”. Si punta molto a investire in strategie di web marketing, anche per il futuro: “D’altra parte la nostra è un’impresa che opera solo ed esclusivamente nell’on-line e il nostro campo di battaglia è proprio quello dell’e-commerce”.
Quali pensa siano le principali difficoltà di espansione dell’e-commerce su base locale ?

“Dal punto di vista interno non vedo nessuna difficoltà, dal  punto di vista esterno ritengo che i clienti debbano ancora maturare e fare proprio questo nuovo metodo di acquisto. In più gli investimenti economici non sono marginali, occorre avere personale dotato di elevato know-how, ma anche clienti sufficientemente preparati. Non so se a livello locale ci sia questo mix di fattori di sviluppo per l’e-commerce”.