Economia riminese: dati peggiori che in Emilia R. e Italia

Rimini Economia

Ancora segnali negativi dall’indagine congiunturale sulle piccole e medie imprese nel 1° trimestre 2014, della Camera di Commercio di Rimini. Per il manifatturiero e il commercio dati peggiori rispetto alla media regionale e nazionale. Crisi frenata solo dall’export: +11,9%

di Alessandra Leardini

Cambia la persona, non lo scenario. Ci eravamo lasciati con Manlio Maggioli che alla sua ultima uscita ufficiale da presidente della Camera di Commercio di Rimini, non ha potuto fare altro che tracciare un quadro di lacrime e sangue per l’economia riminese, e ci ritroviamo con il suo successore fresco di nomina, Fabrizio Moretti, costretto a fare altrettanto.
Già, perché i dati del primo trimestre 2014, per la provincia riminese, sono ancora drammatici sotto tutti gli aspetti, ad eccezione dell’export che segna un +11,9%. È questa dunque la strada su cui puntare, e Moretti lo conferma pur sottolineando che si tratta di quote ancora piccole rispetto all’export registrato a livello regionale (appena il 3,6%) e la grande difficoltà delle piccole e medie imprese nell’andare oltre confine. “Per questo il sostegno che la Camera di Commercio di Rimini ha sempre dato, deve continuare, sempre continueranno ad esserci le risorse per poterlo fare” afferma il neo presidente alludendo alla riforma degli enti camerali che prevede un taglio del 50% dei contributi da parte delle imprese, oltre ad un accorpamento delle Camere a livello regionale.

Scendendo nei dettagli dell’indagine congiunturale trimestrale sulle piccole e medie imprese, i dati riminesi sono addirittura peggiori di quelli regionali e nazionali, segno di come la nostra economia, dove la crisi è partita dopo, stia facendo più fatica ad uscirne.
Al 31 marzo, sono 2.680 le imprese attive (-2% in un anno), 77 le cessazioni nei primi tre mesi contro le 40 iscrizioni. Cala del 5,3%, rispetto al primo trimestre 2013, il numero degli occupati (20.722) mentre la cassa integrazione cresce del 18,7%. Nel manifatturiero, la produzione subisce un decremento dello 0,3%, il fatturato quasi del 2% contrariamente a quanto accade in Emilia-Romagna (+0,2%) e in Italia (+1,1%). Sorride solo il fatturato estero (+2,1%) che però cresce meno che a livello regionale (+4,8%) e nazionale (+4,7%). Parallelamente, le esportazioni delle nostre imprese segnano un deciso aumento: +11,9%.
È ancora una volta l’edilizia il settore più al collasso: al 31 marzo sono 5.339 le imprese (-3,4%) con 232 cessazioni e solo 108 iscrizioni. Gli occupati (11.490) calano del 7,7%, il fatturato del 3,5%.
Soffre anche il commercio: -2,4% di imprese, -4,5% di occupati, -3,6% di vendite (contrazione più forte di quella regionale, pari al -2,8%), +1,8% di cassa integrazione.