Economia: una provincia ancora afflitta dalla crisi

Da destra, il presidente della Fondazione dei Dottori Commercialisti di Rimini, Giuseppe Savioli, il presidente della Camera di Commercio Manlio Maggioli e Roberta Piergiovanni, dell’Ufficio Territoriale ISTAT per l’Emilia Romagna e le Marche

La grande sofferenza dei giovani riminesi, sia tra chi tenta di aprire una sua attività sia tra chi cerca invano lavoro, il crollo del turismo straniero ed il cedimento delle imprese sotto i colpi della tassazione. Sono questi gli elementi principali della fotografia della provincia di Rimini, tracciata questa mattina al Palas dalla Camera di Commercio di Rimini per la Giornata nazionale dell’Economia.

Se il Rapporto sull’economia della provincia di Rimini dello scorso 31 marzo, aveva evidenziato come l’economia del territorio fosse ancora dentro una crisi che perdura ormai dal 2009, i dati statistici aggiornati che sono stato oggi divulgati dal Presidente della Camera di Commercio di Rimini, Manlio Maggioli, in occasione della XII Giornata Nazionale dell’Economia confermano questo quadro con numeri sempre più allarmanti.

Lavoro. Il dato più preoccupante è la crescita della Cassa Integrazione Guadagni (CIG): da gennaio ad aprile 2014 il suo utilizzo, rispetto al 1° quadrimestre 2013, è cresciuto del 30,4%. A fronte di un calo della CIG ordinaria, aumentano sia la CIG straordinaria del 52,5% sia quella in deroga del 26,1% (quest’ultima riservata per via eccezionale alle imprese solitamente non coperte da questo ammortizzatore sociale).
Dal mercato del lavoro arrovano brutte notizie per gli avviati (persone che hanno instaurato almeno un rapporto di lavoro dipendente nell’anno), diminuiti rispetto al 1° trimestre 2013, del 18,8%. In calo anche gli avviamenti (rapporti di lavoro dipendente instaurati) del 15,5%. La precarietà si evince anche dalla tipologia contrattuale: il contratto di lavoro dipendente a tempo determinato, con il 60,9% sul totale, costituisce la tipologia più diffusa (+4% sul 1° trimestre 2013), mentre scende ancora il peso del lavoro a tempo indeterminato, che si attesta al 7,6% contro l’8,4% del primo trimestre 2013.

Giovani. Ad essere maggiormente colpita dalla crisi è l’imprenditoria giovanile sotto i 30 anni: -0,6% su marzo 2013; addirittura -17,7% negli ultimi cinque anni. le imprese over 30 passano dalle 2.571 unità del 1° trimestre 2009 alle 2.116 unità del 1° trimestre 2014. Resta poi alto il tasso di disoccupazione attestatosi all’11,5% (era al 9,8% nel 2012) soprattutto per i giovani: in provincia di Rimini è senza lavoro il 25% nella fascia di età 15-29 anni e addirittura il 30% nella fascia 15-24 anni, entrambe con una forte crescita negli ultimi anni, (per la fascia 15-29 la disoccupazione era all’11,8% nel 2011, per la classe 15-24 era al 15,5%).

Sistema bancario. Continuano a diminuire gli impieghi alle imprese, secondo i dati della Banca d’Italia aggiornati al 1° trimestre 2014. -2,2% su marzo 2013, con la variazione peggiore nel settore edile (-21,9% di impieghi vivi rispetto all’anno precedente). Allarmante anche il dato sulle sofferenze bancarie che in provincia di Rimini al 31/12/13 ammontano a 1.365 milioni di euro (erano 927 milioni al 31/12/12), con un incremento del 47,2% rispetto al 2012. In questo complesso scenario l’intervento dei Confidi è stato sempre più importante per le imprese: nel 2013 in provincia, ne hanno fatto ricorso il 23,9% delle imprese riminesi (in aumento rispetto al 21,3% del 2012).

Export. E’ l’unica positiva anche se l’aumento registrato dalle imprese della provincia di Rimini è di appena lo 0,3% con un import praticamente invariato. Il saldo della bilancia commerciale è però ampiamente positivo: +1.189.721.827 euro.

Demografia delle imprese. Diminuiscono le imprese attive in provincia di Rimini nel
1° quadrimestre del 2014: sono 34.923, contro le 35.633 dello stesso periodo dell’anno precedente, con un calo del 2%. Nei primi quattro mesi del 2014 in provincia, le cessazioni, con 1.622 unità, hanno largamente superato le iscrizioni, arrivate a 1.153, determinando un saldo nati-mortalità delle imprese molto negativo (-469 imprese). Nel confronto con il periodo gennaio-aprile 2013, si ha un decremento delle imprese iscritte del 13,7%, a cui si associa un analogo incremento delle imprese cessate del 13,7.

Movimento turistico. Preoccupa in vista della nuova stagione estiva il trend registrato nei primi quattro mesi dell’anno. Per la prima volta si nota una forte diminuzione degli stranieri che avevano contribuito a tenere alta l’asticella negli ultimi anni contrassegnati dalla crisi del mercato italiano: -6% di arrivi da gennaio ad aprile 2014  contro il +2,1% registrato tra gli italiani, per un bilancio finale, per gli arrivi totali, del +0,2%. Calano del 3,1% le presenze complessive (-0,4% per le presenze italiane e -9% per quelle estere). Il dato più evidente è la forte diminuzione degli stranieri, che si registra per la prima volta negli ultimi anni. Confrontando i dati con quelli dell’anno precedente, primo quadrimestre 2013 rispetto al primo quadrimestre 2012, gli arrivi calano del 6,6%, le presenze dell’8%.

Scenari previsionali 2014-2016. Per il mercato del lavoro i prossimi due anni continueranno ad essere molto duri con una crescita stimata minima, quantificabile in un +0,2% medio annuo, variazione inferiore a quella che si registrerà sia in ambito regionale (+0,5%) che in ambito nazionale (+0,3%). Inoltre, tale incremento si verificherà solo a partire dal 2015.

I bilanci delle società di capitale. Dallo studio condotto sui bilanci di quasi 3.000 imprese della provincia, dalla Fondazione dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Rimini per il 2010-2012, emerge una forte volatilità del fatturato e un calo della redditività (soprattutto nelle costruzioni).
Nel presentare l’indagine, il Presidente della Fondazione, Giuseppe Savioli, ha annunciato nuovi studi futuri sul peso della tassazione sulle imprese locali. Un peso che, ha detto Savioli, in alcuni casi arriva a superare il 100% del fatturato.