Expo 2015, le opportunità per Rimini

Turisti-cinesi_8 Turismo: in occasione dell’Expo 2015 è previsto almeno un milione di visitatori solo dalla Cina, il triplo rispetto a quelli arrivati nel 2013. Ma ci vorrà un’azione congiunta sull’offerta turistica e l’accoglienza perché la previsione si concretizzi. Il punto di vista di una riminese da Pechino

di Veronica Molinari

L’industria culturale-creativa e il turismo rappresentano una tangibile opportunità per l’ulteriore rafforzamento delle relazioni economiche bilaterali tra Cina e Italia, specialmente nel contesto di Expo Milano 2015. Design, moda, agroalimentare, vino, audiovisivo, cinema, smart cities, recupero delle città d’arte e monumenti, patrimonio immobiliare italiano di pregio, oltre alla presentazione del turismo di qualità, sono stati i temi caldi al centro del dibattito tra i partecipanti all’atteso evento che Milano ospiterà, per sei mesi, a partire da maggio 2015.
L’interesse della Cina verso l’Expo Milano 2015 è forte sia da parte delle imprese che delle istituzioni. Com’è noto, a Milano, ci saranno tre padiglioni cinesi: uno istituzionale, uno delle piccole e medie imprese dell’area territoriale di Shanghai e un terzo di un grande gruppo immobiliare, Vanke.
In parallelo, l’interesse è forte anche da parte del pubblico e del popolo cinese: un po’ perché l’Italia è un Paese attraente e molto desiderato, un po’ perché è l’occasione di andare a visitare l’esposizione universale ed altri Paesi europei, e farsi ammirare a propria volta, perché con i suoi tre padiglioni la Cina ci tiene a mostrare i successi raggiunti negli ultimi trent’anni di rapida modernizzazione.

I dati
Quello cinese è un mercato turistico che ha registrato una forte espansione negli ultimi anni e continua a far parlare di sé: il tasso di crescita del turismo in uscita è dell’ordine del 20% annuo. Solo lo scorso anno, ci sono stati più di 100 milioni di turisti cinesi che hanno varcato la frontiera. Molti, un 70% circa, sono andati nei Paesi limitrofi, che sono quelli più facilmente raggiungibili, a cominciare da Hong Kong, ma un buon 30% ha scelto altre mete, compreso l’Europa.
L’Italia deve cercare di intercettare i flussi che escono dal sud-est asiatico e domandano prodotti specifici come: crociere nel Mediterraneo, visite nelle terre di produzione del vino, le città d’arte, l’agriturismo e le terme, oltre al recente interesse per le Alpi e il turismo sciistico.

Expo: una scommessa da vincere, ma come?
L’Expo Milano 2015 è una piattaforma ideale per presentare all’Impero Celeste la destinazione Italia, ma ciò sicuramente non basta. E’ necessario che gli operatori turistici italiani inizino a predisporre pacchetti ad hoc che siano in grado di rispondere a una domanda che cresce in quantità, ma anche in qualità.
Come prima cosa sarebbe utile ampliare le adesioni delle imprese del settore al circuito Union Pay, carta di credito cinese, per rendere più agevole e facile i loro pagamenti.
E’ necessario, in altri termini, che tutti gli attori della filiera dell’ospitalità (hotel, ristorazione, informazioni, ecc.) si mettano in rete per poter offrire al visitatore il meglio dei propri servizi, ma anche della storia, cultura e tradizioni del territorio (stando ai dati rilevati nel primo semestre 2014 dal World Tourism Cities Federation, circa il 67.98% dei tour cinesi in Italia si rifanno alla scoperta della cultura locale).
Più concretamente, su cosa potrebbe puntare Rimini per costruire pacchetti turistici specifici?
Uno dei fattori di maggior richiamo della provincia di Rimini è costituito dalla vicinanza con San Marino, da cui i turisti cinesi sono molto attratti. Amano moltissimo anche l’enogastronomia, inquadrata nel contesto locale, e sono estremamente incuriositi da eventi fuori dall’ordinario, per la loro cultura, come ad esempio i presepi di sabbia e la Notte Rosa.
Inoltre, varrebbe la pena puntare sui matrimoni e i viaggi di nozze, altro settore di grande interesse: in tal modo, sarebbe possibile proporre Rimini non solo come luogo di villeggiatura (la “tintarella” non si confà troppo al gusto dei cinesi che, per un retaggio estetico, privilegiano un carnato pallido), ma come meta romantica, facendo perno sull’aspetto emozionale/esperienziale, magari riscoprendo e valorizzando la storia di Paolo e Francesca.
L’Expo 2015 è una opportunità, ma bisogna prepararsi in tempo, penando al presente e sapendo di dover investire molto per il futuro.

BOX

TITOLO:
SOTT: Il punto di vista opposto sul turismo asiatico nel BelPaese: quello di un cinese in Italia, che sul tema ha discusso la tesi di laurea

di Mengqiao Guo

Il filosofo Confucio disse ‘E’ bello accogliere amici che vengono da lontano’. Ma l’Italia è pronta ad aprire la porta ai turisti cinesi?
La mia tesi di laurea specialistica alla Sapienza di Roma (rel. Prof. Giuseppe Chicchi) si focalizza sulla potenzialità di crescita del turismo outbound (in uscita) cinese verso l’Italia analizzando le caratteristiche dei turisti cinesi ed i prodotti turistici italiani preferiti dai cinesi. Grazie alla semplificazione della procedura per il rilascio dei visti, annunciata dal Presidente del Consiglio Renzi in vista di Expo 2015, lo sviluppo del turismo cinese sarà facilitato.
La Cina è diventata il primo mercato al mondo del turismo outbound nel 2012, superando la Germania e gli Stati Uniti. La spesa complessiva dei turisti outbound cinesi è 102 miliardi di dollari. L’Italia si trova ai primi posti tra i paesi europei per i flussi turistici cinesi. Prevalgono i viaggi organizzati e i Grand Tour nell’Europa, ma c’è stato un notevole aumento dei viaggi individuali negli ultimi anni: +45.22% nel 2012 rispetto al 2011. In aumento anche la spesa pro-capite giornaliera, da 135 euro al giorno nel 2009 a 171 euro nel 2012.
Alcuni punti di debolezza del sistema turistico italiano: la barriera linguistica e le informazioni non scritte in cinese, la grave insufficienza dei collegamenti aerei diretti, la scarsa consapevolezza delle esigenze dei turisti cinesi medi, le infrastrutture obsolete, la microcriminalità ed i mezzi di trasporti pubblici insufficienti.
Il marchio di qualità ‘Chinese Friendly Italy’ può aiutare gli operatori turistici italiani a risolvere queste problematiche. Lo scopo del progetto è quello di far conoscere le numerose strutture italiane che apprezzano, conoscono ed accolgono i turisti cinesi secondo standard qualitativi appositamente elaborati. Gli hotel, i musei, i castelli, i ristoranti, le boutique, gli shopping mall, le città, gli itinerari che aderiscono alla rete sono stati tutti selezionati con attenzione, nel rispetto della cultura cinese e degli standard di accoglienza richiesti dal turista cinese, salvaguardano l’identità dell’offerta.