Fatture e ricevute: come conservarle e per quanto tempo

timbri_notarili_2a cura di Lega Consumatori Acli

«Le parole volano, gli scritti rimangono», sostenevano i latini. Nessun altro detto può adattarsi meglio al problema della conservazione di tutta la documentazione che, volente o nolente, ciascuno di noi accumula nell’arco della propria vita. Talvolta prevista dalla legge come obbligo – ma si tratta anche di una forma di tutela per il consumatore – la conservazione della documentazione dei pagamenti secondo i tempi necessari per poter dimostrare di non essere evasori, non è sempre facile, data la mole dei pagamenti che si accumulano tra bollette, ricevute, tasse, ratei, bollo auto, versamenti, conti correnti postali, estratti bancari, scontrini, ecc. ecc..
Per quanto tempo è meglio conservare fatture e ricevute per non pagare due volte? Questo periodo di tempo si chiama prescrizione e varia da caso a caso. Attenzione, però, perché talvolta il tempo va ulteriormente allungato.
Riportiamo di seguito un elenco con l’indicazione del periodo per conservare vari tipi di documentazione, ed entro il quale è ammesso un eventuale reclamo.

Abbonamento TV (relative ricevute di pagamento)
Da conservare per 10 anni.
Affitto (relative ricevute di pagamento)
Da conservare per 5 anni.
Atti di compravendita o di proprietà della casa
Da conservare per sempre.
Atti notarili in genere
Da conservare per sempre.
Atti di matrimonio, di separazione, ecc.
Da conservare per sempre.
Assicurazioni (ricevute pagamento premi)
Da conservare per 1 anno dalla scadenza.
Tuttavia le documentazioni utilizzate per le detrazioni ai fini fiscali (premio vita, infortuni, ecc.) vanno mantenute per 5 anni
Acquisti e spese tramite conto corrente
Da conservare per 5 anni.
Bollette/fatture relative a fornitura di energia elettrica, gas, acqua, telefono, tassa sui rifiuti
5 anni è la prescrizione prevista per legge, consigliamo però di conservarle per almeno 10 anni.
Contratti per fornitura di luce, gas, telefono, acqua
Da conservare per 10 anni.
Bollettini/ricevute pagamento ICI, IMU, TASI,TARSU ecc…
Da conservare per 5 anni dall’anno successivo a quello di pagamento.
Bollo auto (relative ricevute di pagamento)
Da conservare per 5 anni dalla scadenza; consigliamo però di conservare le ricevute per almeno 7 anni.
(Recentemente sono state richieste documentazioni di pagamenti alla scadenza del quinto anno)
Certificazione unica dei redditi (CUD) per lavoratori dipendenti, assimilati e pensionati
Da conservare almeno per 5 anni ed inizia dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi.
I redditi del 2013 vengono dichiarati nel 2014 e andranno conservati fino al 2019
Contributi previdenziali INPS
Da conservare per sempre.
Documentazione relativa a dichiarazioni dei redditi
Da conservare fino alla scadenza del 5° anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.
Denunce di smarrimento o di furto
Da conservare per sempre.
Diplomi scolastici – libretti di lavoro – attestati
Da conservare per sempre.
Estratti conto bancari
Da conservare 10 anni. Si hanno 60 giorni di tempo per contestare le risultanze contabili dell’e/c bancario; in caso di errori di calcolo, omissioni o duplicazioni, ci sono però 10 anni di tempo per proporre l’impugnazione dell’estratto conto.
Fatture di alberghi e ristoranti
Da conservare per 6 mesi.
Fatture di artigiani
Consigliamo la conservazione per almeno 10 anni.
Modelli UNICO e 730
Da conservare almeno per 6 anni. Gli accertamenti possono essere effettuati entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione dei redditi
Multe stradali
Da conservare per 5 anni.
Mutui (ricevute di pagamento delle rate)
Da conservare per sempre.
Pagamenti rateali
Da conservare per 5 anni.
Parcelle/fatture di liberi professionisti
Da conservare per 3 anni dalla fine del rapporto.
Referti medici (ricoveri-analisi-lastre ecc…)
Da conservare per sempre.
Ristrutturazioni edilizie per interventi relativi al risparmio energetico
Da conservare per 14 anni. Dal momento che il fisco effettua i rimborsi a rate (normalmente in 10 anni) è consigliabile tenere tutta la documentazione per i 4 anni successivi a quello della presentazione dell’ultima dichiarazione dei redditi.
Scontrini di acquisto merce
Da conservare per 26 mesi (sia ai fini della prova di acquisto, sia per esercitare i diritti di garanzia).
Spese condominiali
Da conservare per 5 anni.
Titoli di Stato
La restituzione del capitale va richiesta entro 5 anni dalla data di rimborsabilità (scadenza del titolo). Gli interessi vanno richiesti entro 5 anni dalla scadenza.

NOTA: in ogni caso si consiglia di trattenere sempre copia delle ricevute per almeno altri 2-3 anni oltre le scadenze indicate; questo in quanto rispetto a certi termini di prescrizione, possono esserci ancora incertezze interpretative.

Gli impegni scritti sono sempre vincolanti, quelli verbali sono più elastici sopratutto a distanza di tempo. Quindi a scanso di equivoci e per evitare il classico “hai capito male “ anche negli accordi fra privati un documento firmato dalle parti può evitare il ricorso a vie legali, danneggiamenti e cattive interpretazioni. Si riconferma sempre il detto carta canta, villan dorme.