Giù i consumi, su i prezzi

Consumi ancora in calo. Scrive il Rapporto sull’economia regionale 2013 di Unioncamere Emilia Romagna che “La pronunciata diminuzione della domanda interna ha riflesso gli andamenti dello stesso tenore di consumi e investimenti. Nel 2013 la spesa delle famiglie ha risentito della riduzione della capacità di spesa, evidenziando una flessione del 2,1 per cento rispetto all’anno precedente, la più elevata degli ultimi vent’anni dopo quella, di circa il 4 per cento, registrata nel 2012.
La crescita dei senza-lavoro e degli ammortizzatori sociali, con conseguente taglio degli stipendi, ha generato un clima di profonda incertezza poco favorevole alle spese, replicando di fatto la situazione del 2012. Il perdurare della recessione ha avuto impatti negativi sul tenore di vita della popolazione. Secondo l’indagine Istat sul grado di soddisfazione dei cittadini effettuata a marzo, il 58 per cento delle famiglie emiliano-romagnole ha giudicato la propria situazione economica un po’ o molto peggiorata, in aumento rispetto alla quota del 49,7 per cento di un anno prima”.
Ciononostante il 2014 si apre con una gragnola di annunci di aumenti: dalle poste alle autostrade, dal caffè alle bibite distribuite nelle macchinette automatiche.
Aumenti che non sono mancati nemmeno nei supermercati locali posti sotto la lente di ingrandimento di TRE. Basta fare il confronto, tra il totale della lista dei dieci prodotti base a fine dicembre di quest’anno con quello che, la stessa, costava un anno prima: escluso l’Iper di Savignano, in tutti gli altri l’aggravio della spesa varia da meno di due a più di quattro euro, che equivale a circa il dieci per cento. Sono risultati, invece, più stabili i prezzi dei prodotti di marca, che da tre anni si mantengono sugli stessi livelli. Che rappresenta una magra consolazione viste le decurtazioni dei redditi.