Il caffè: più lo mandi giù più ti… alleggerisce

L’inflazione è al minimo (i prezzi nazionali al consumo, misurati su base annua, sono scesi dal 3,2% del settembre 2012 allo 0,8% di settembre scorso), e la nostra cesta della spesa, a parte qualche lieve oscillazione, si mantiene abbastanza stabile. L’unico ad aumentare è il latte Granarolo, che all’inizio dell’anno costava 1,15 al litro, ed oggi è salito a 1,34 euro (+ 16%).
Tra gli altri prodotti di marca continua invece a costare caro il caffè Lavazza, anche se un paio di supermercati sono tornati sotto la soglia degli 8 euro per la confezione doppia. Il caffè si sta comportando come la benzina: lesto a salire, più lento a scendere, nonostante il prezzo internazionale del caffè crudo, alla borsa di New York, tra marzo 2012 a marzo di quest’anno sia sceso da 188 centesimi di dollaro la libbra a 141 cent/libbra. Ma sulla tazzina non si vede.

La crisi sta però cambiando molte abitudini alimentari e come rileva una indagine della catena Coop, stanno calando le vendite della carne, del pesce, delle verdura e perfino del pane. Gli unici ad aumentare sono il pollo, che costa meno, e i prodotti di benessere, perché la vanità non va mai in crisi.

Rilevazione diretta a cura della redazione di TRE