La provincia di Rimini sempre più in crisi

Presentato il Rapporto Economico 2013-2014 della provincia di Rimini, a cura di Camera di Commercio e Fondazione Carim. Trend in peggioramento rispetto al 2012, per quanto riguarda lavoro, imprese e credito. Vedono la ripresa solamente le imprese più impegnate sui mercati esteri.

di Alessandra Leardini

Una provincia ancora impantanata nella crisi, e sono ormai anni che il Rapporto Economico curato da Camera di Commercio di Rimini e Fondazione Carim, finisce per riportare questo ritornello. Il Rapporto 2013-2014, presentato questo pomeriggio all’Aula Magna della sede del Campus Universitario riminese, presenta numeri preoccupanti. L’unica nota positiva è rappresentata dall’export visto che le uniche imprese che vedono la ripresa sono quelle che interfacciano i mercati esteri. Celli, Colorificio MP, New Factor e pastificio Canuti sono i quattro modelli di imprese “esterofile” che la Camera di Commercio riminese ha scelto di presentare, attraverso la testimonianza dei suoi protagonisti, a margine del bilancio puramente numerico. Così come Elettromeccanica Lucchi, Yalla Yalla, ES Italia e Umpi R&D per l’innovazione e SGR Servizi, Cereria Terenzi, Eurocom Telecomunicazioni e Teddy Spa per la valorizzazione delle risorse umane. A queste imprese l’arduo compito di testimoniare una ripresa comunque possibile.

Lavoro: crollano le assunzioni

Il calo di assunzioni in provincia, nel 2013, è il più forte dallo scoppio della crisi: -9,4% per gli avviati, lavoratori che hanno instaurato almeno un rapporto di lavoro dipendente nell’anno (da 63.538 a 57.558) e -12,5% per gli avviamenti (da 106.759 a 93.373). A soffrirne di più sono gli under 25. Se la Cassa Integrazione Guadagni (CIG) diminuisce, rispetto al 2012, dell’1,6% (da 9.186.908 a 9.037.647 ore autorizzate) è il trend di chi ha perso definitivamente il lavoro a far scattare l’allarme: gli iscritti alle liste di mobilità (che dal 2013 comprendono solo i lavoratori coinvolti da un licenziamento collettivo) sono 729 nel 2013 (dato ancora provvisorio), rispetto ai 476 di un anno fa, per un balzo del 53,2%. Il 70,4% delle persone in mobilità durante il 2013 non è più riuscito a trovare un lavoro.
Sono numeri che fanno impennare il tasso di disoccupazione all’11,5% (contro il 9,8 del 2012) mentre in Emilia Romagna questo si ferma all’8,5%. Per i giovani la situazione è ancora più difficile: è senza lavoro un giovane su quattro tra i 15 e i 29 anni (dall’11,8% del 2011 si è saliti al 25%) ma il tasso di disoccupazione raggiunge il picco nella fascia 15-24: 30%, raddoppiato rispetto a due anni fa.

Banche e credito

A fine dicembre 2013 gli impieghi totali ammontano complessivamente a 11.441 milioni di euro (-3% ) Calano gli Impieghi alle imprese (-4,2%, da 8.020 milioni di euro a 7.685 milioni), decremento che sale al 9,9% considerando i soli “impieghi vivi” (al netto delle sofferenze). La situazione peggiore riguarda il credito al settore edile (-23,9%). Ad aumentare (del 41%) sono invece le sofferenze bancarie: al 30 settembre 2013 ammontano a 1.177 milioni (erano 834 milioni un anno prima).
Nel 2013, in provincia, le imprese che hanno fatto ricorso ad un Confidi sono il 23,9% (21,3 nel 2012), comunque meno del 26,3% dell’Emilia-Romagna (anche questo in aumento rispetto al 20% del 2012).

Imprese: calano produzione, fatturato e ordinativi

Si salva solo l’export anche se l’incremento in un anno è marginale (+0,3%). Molto scarso anche il calo di imprese attive, complessivamente, in provincia (35.521 contro le 35.781 di un anno fa). Soffrono quelle individuali (-2,2%) mentre aumentano solo le società di capitale (+1,2%). Venendo alla congiuntura maniufatturiera risultano in perdita produzione (-2,4%), fatturato (-2,3) e ordinativi: (-2,3).
Per la prima volta registra il segno meno anche il turismo riminese con un calo di arrivi dell’1,6% e di presenze del 3%. Aumentano solo i turisti russi (arrivi +13,5, presenze +10,6) che si confermano prima clientela straniera sul territorio. Aeroporto permettendo.