Lavoro, un Fondo per creare nuove opportunità

Entra nel vivo il progetto del Fondo per il lavoro istituito dalla Diocesi di Rimini. Un aiuto che va oltre l’assistenzialismo, un patto per la dignità della persona che coinvolge tutta la società. Previsti per gennaio i primi bandi per nuove start up e inserimento di persone disoccupate.

Un riminese su dieci vorrebbe lavorare, ma non riesce a trovare un impiego. Nelle file di chi bussa, invano, alle porte delle imprese, ci sono i 15mila disoccupati registrati in provincia, più i lavoratori in mobilità calcolati dai sindacati, di fatto in procinto di licenziamento. In totale si tratta di 20mila persone senza più un’occupazione (il 10% della forza lavoro totale, cifra che sale al 13% se si considerano le donne) e in queste statistiche (le più alte a livello regionale) non rientrano i cosiddetti “scoraggiati” che un nuovo lavoro hanno smesso di cercarlo per eccessiva sfiducia smettendo perfino di inviare curriculum o di rivolgersi ai Centri per l’impiego del territorio.
Numeri impietosi dietro i quali si nascondono persone in grande difficoltà. Il lavoro è il presupposto, oltre che della dignità, della libertà di ciascun individuo e l’impossibilità di soddisfare i bisogni quotidiani, di fatto, priva la persona delle sue prerogative fondamentali, dalla libertà di comprarsi un pezzo di pane a quello di regalare un gelato al proprio figlio.
Considerando anche gli “scoraggiati”, non è difficile immaginare che i senza-lavoro, alla fine del 2013, potrebbero superare tranquillamente la soglia dei 25mila. Un numero mai toccato prima, che dovrebbe obbligare tutti ad un impegno straordinario.

Un Fondo per ridare speranza
Non è rimasta insensibile di fronte a questi numeri la Diocesi di Rimini che oltre a sostenere attraverso la Caritas diocesana e i vari centri d’ascolto parrocchiali le persone colpite dalla crisi economica, il 13 ottobre scorso (dopo, in realtà, diversi mesi di lavoro insieme a vari rappresentanti delle imprese riminesi) ha annunciato l’idea di un Fondo per il lavoro, volto a combattere la crisi attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro. Tre gli obiettivi: assegnazione di borse lavoro tramite bandi, sostegno alle persone che si trovano in difficoltà economica a causa della crisi e contributi a nuove start up, sempre tramite bando.
“Stiamo vivendo in un periodo di grave crisi dell’occupazione. Più volte Papa Francesco e il nostro Vescovo Francesco hanno richiamato l’importanza di dare significato e concretezza alle parole solidarietà, dignità del lavoro e di opporsi alla globalizzazione dell’indifferenza o alla facile chiusura nelle proprie mura individuali” spiega così la scelta di istituire il Fondo, il vicario generale della Diocesi di Rimini, mons. Luigi Ricci.

Due i gruppi al lavoro in ambito diocesano. Il primo è quello impegnato nella promozione e comunicazione del progetto. Due i canali: Internet (con un portale dedicato, www.fondoperillavoro.it, dove è possibile, per ogni singolo cittadino, informarsi e versare il suo contributo con carta di credito o PayPal) e quello più classico delle parrocchie (dove il Fondo viene promosso in occasione dell’Itinerario di Avvento), istituzioni e associazioni.
Il secondo gruppo è invece impegnato nello studio dei bandi che si conta di far partire già a gennaio. Certo, su quest’ultimo fronte molto dipende dalla cifra che si riuscirà a raggiungere. Si parte da una certezza: i 100mila euro già versati dalla Diocesi nel conto aperto per l’occasione presso Banca Carim. La speranza del Vicario generale è di poter almeno raddoppiare questa cifra grazie al contributo di istituzioni, banche, associazioni di categoria, imprese del territorio e, soprattutto, di ogni persona di buona volontà. L’appello è rivolto a tutta la società anche se questa iniziativa non vuole essere una semplice raccolta fondi, bensì un patto di solidarietà per la dignità della persona.
“Proprio questo Natale – prosegue mons. Ricci – può essere una occasione per dare risposta e sostanza a questo appello d’impegno sociale: a ciascuno il compito di fare la propria parte. Al di là dei contributi in danaro, pure importanti, ci deve stare a cuore la dimensione educativa e culturale per dare valore alla solidarietà e alla dignità.
Fondamentale, in quest’ottica, la collaborazione delle parrocchie, sia nella raccolta fondi sia nel cogliere le opportunità lavorative sul territorio. In tutte le comunità si sta avviando un’opera educativa di sensibilizzazione alla solidarietà, capace di coinvolgere tutte le fasce di età. Parallelamente, tramite le Caritas parrocchiali o interparrocchiali, si stanno cominciando a raccogliere richieste di lavoro, facendo un primo filtro.

Le prime adesioni
L’iniziativa promossa per fronteggiare la crisi economica attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro, sta raccogliendo le prime adesioni concrete. Dopo Banca di Rimini, che ha invitato i dipendenti e il Consiglio di Amministrazione a devolvere ore di lavoro o gettoni di presenza a favore del Fondo, impegnandosi poi a raddoppiare il contributo raccolto (di 10mila euro la cifra finale raccolta) è arrivato anche l’appoggio di Banca Carim. Il CdA della banca ha deliberato di concorrere con 20 mila euro. Diecimila euro sono stati devoluti anche da Confindustria Rimini. Altri 5 mila euro arrivano invece dal Gruppo Italstudio Spa, come annunciato dal presidente, l’imprenditore riminese Bonfiglio Mariotti, membro dello stesso gruppo di lavoro diocesano sul Fondo. “Il nostro gruppo che comprende quattro aziende tra Rimini e Santarcangelo, è in crescita – commenta Mariotti -. Anche nel 2012 e 2013 abbiamo continuato ad assumere passando da 170 a 185 persone”. Solo Italstudio (alcuni dipendenti nella foto in alto a sinistra) conta 90 dipendenti tra Rimini e Santarcangelo. “A loro, dopo aver spiegato le finalità del Fondo, abbiamo chiesto di contribuire donando un’ora del proprio lavoro a questa iniziativa, semplicemente rimandandoci una mail di conferma. Una richiesta che è stata accolta con grande entusiasmo. Al di là dei 5 mila euro versati come azienda, è questa l’adesione di cui vado più fiero”.
Un’iniziativa, quella di Italstudio, perfettamente in sintonia con lo spirito del progetto diocesano che prevede, tra le varie opere di sensibilizzazione, proprio un appello a tutti i lavoratori dipendenti a togliersi un’ora dalla propria busta paga a sostegno dei colleghi meno fortunati. “Ci teniamo molto a questo aspetto capillare della sensibilizzazione – prosegue don Luigi Ricci – È vero che alla fine sono le cifre che contano, ma il vero scopo del Fondo è quello di coinvolgere ogni singola persona, anche il bambino che pensa a rinunciare a qualcosa per chi sta peggio di lui”.
Da Mariotti, che fa parte del gruppo di lavoro diocesano sul Fondo, arriva anche un appello alle associazioni di categoria del territorio. All’indomani della presentazione dell’iniziativa, tutti i vertici di Confindustria, Confartigianato, Cna e Camera di Commercio interpellati, hanno fatto avere il loro appoggio a parole. Ora, sottolinea Mariotti, è arrivato il momento di passare ai fatti. “Si spendono tanti soldi, in numerose iniziative. Partecipare al Fondo della Diocesi servirebbe anche a dare un senso di emulazione”.
Tra le aziende del territorio, anche il Ponte farà la sua parte: al Fondo verranno devoluti i proventi del volume L’asinello del Presepe, la quarta storia di Natale scritta dal Vescovo di Rimini Francesco Lambiasi per le edizioni il Ponte.
La macchina è in moto, la speranza è di partire con i primi bandi per le borse lavoro e le start up, già all’inizio del nuovo anno (per aderire e avere altre informazioni: www.fondoperillavoro.it).

Alessandra Leardini