Le cooperative reggono meglio la crisi

Cooperative sociali RiminiAd eccezione del comparto costruzioni, il settore delle cooperative, in provincia di Rimini, ha continuato a crescere dal 2008: un migliaio in più gli occupati mentre l’aumento di imprese (+7%) è superiore alla media regionale

di Mauro Bianchi

C’è un numero che da solo descrive la situazione di forte crisi economico-sociale nella nostra provincia: 5.000. Sono i posti di lavoro persi in un anno a Rimini, ai quali si aggiungono i drammatici dati sulla cassa integrazione nei primi mesi del 2014, resi noti dalla Cgil di Rimini: 1,357 milioni di ore di Cassa Integrazione in Deroga (281 mila ore in più rispetto al 2013, +26%, e vanno considerate anche le ore non ancora autorizzate, stimabili in circa 400mila secondo la  Cgil) e 1,5 milioni di ore di Cassa Integrazione Straordinaria (500 mila in più rispetto al 2013, + 52%). Molte famiglie riminesi, stimabili per la CGIL in circa 3.000, stanno scivolando nella povertà e nell’indigenza proprio a causa della crisi economica e della mancanza di lavoro. E non va meglio per i nostri giovani.  Secondo l‘Istat il tasso di disoccupazione giovanile in provincia di Rimini è passato in 5 anni dal 13,80% del 2009 al 25% del 2013, con un incremento di ben nove punti percentuali.

Non è crisi per tutti

C’è un comparto che, nonostante crisi del sistema economico-finanziario si ripercuota in misura pesante sul sistema imprenditoriale locale determinando un calo delle imprese attive dello 0,7% in un anno , ha tenuto e – in qualche caso – ha anche aumentato gli occupati.
E’ il  “sistema” delle cooperative, una sorpresa anche per gli addetti ai lavori. A confermarlo, i dati diffusi online nel report di Unioncamere Emilia-Romagna Le cooperative (al 30 giugno 2013). Le cooperative oggetto di analisi sono quelle incluse nel Sistema di monitoraggio delle imprese e del lavoro in Emilia-Romagna (Smail ER). Questo sistema informativo incrocia e integra il Registro imprese camerale con gli archivi Inps dell’occupazione.

L’occupazione nelle aziende cooperative dell’Emilia Romagna cresce del 3,1% rispetto al 2008, in controtendenza rispetto al totale delle imprese (-3,8%). Nello stesso periodo il numero delle cooperative aumenta del 5,1% mentre il numero totale di imprese attive si contrae dell’1,9%; in particolare le cooperative sociali registrano il risultato migliore (+11,7%), con punte del 47,5% e del 23,6% rispettivamente nella province di Ferrara e Parma.
Nel periodo giugno 2012-giugno 2013 l’occupazione nelle cooperative manifesta una lievissima flessione (-0,5%) mentre per il totale delle imprese la perdita di addetti è del 2,1%. La variazione dell’occupazione nelle cooperative sociali, invece, rimane positiva (+0,5%).
Le cooperative operano prevalentemente nei servizi e quasi tre lavoratori su quattro trovano impiego in questo settore. In termini di addetti, i settori di attività economica più importanti sono, nell’ordine, la sanità e l’assistenza sociale (quasi 29 mila nel complesso), l’industria (poco meno di 28 mila) e i trasporti e la logistica (oltre 24 mila).
Un dato ancora più sorprendente è il trend occupazionale del settore riminese delle cooperative: tra il 2008 e il 2013 gli occupati aumentano di circa un migliaio, con un tasso positivo del 10,7% (nello stesso periodo il tasso di disoccupazione aumenta di 4 punti percentuali nel totale delle imprese) e dello 0,5% su base annua (media regionale -0,5%).

Perché questi numeri in controtendenza?

L’incremento della struttura produttiva e dell’occupazione cooperativa a livello regionale è stato senza dubbio favorito dal fatto che le imprese della cooperazione operano prevalentemente nei servizi, nei quali è collocato il 73% dei loro addetti. Tra questi, emergono, per dimensione assoluta, sanità e assistenza sociale (in regione 28.600 addetti), poi trasporti e logistica (23.600), servizi di pulizia e altri servizi operativi (22.500) e dal commercio (18.600). Le cooperative industriali occupano 27.700 addetti e quelle agricole 10.800.
A livello settoriale si riscontrano alcune variazioni piuttosto marcate, sia in aumento (altri servizi alle persone +15%, sanità e assistenza +11%, Industria +7%, servizi di pulizia e altri servizi operativi +6%) che in diminuzione (trasporti e logistica -10%, costruzioni -13%).
Un cenno a parte merita il settore del credito, il cui forte incremento tra il 2008 e il 2013 (+32%) riflette alcune acquisizioni da parte di imprese cooperative di aziende con altra forma giuridica.
Risulta poi di rilievo l’incremento evidenziato dalle cooperative sociali, passate nell’ultimo quinquennio da 838 a 936 imprese e da 34.600 a 38.800 addetti, con incrementi nell’ordine del 12%. Le cooperative sociali operano in larga maggioranza nel campo sanitario-assistenziale ed educativo (tipo A), comparto in cui si concentra il 60% delle imprese e il 72% degli addetti.
Nell’ultimo anno
(giugno 2012-giugno 2013), l’occupazione nelle cooperative si è leggermente ridotta (-0,5%), mentre la flessione relativa al complesso delle imprese supera il -2%. La variazione delle cooperative sociali resta invece positiva (+0,5%)
Tra i diversi settori si registrano variazioni occupazionali prevalentemente negative ma generalmente inferiori al mezzo punto percentuale. Fanno eccezione i trasporti e la logistica (-2,4%), gli “altri servizi alle persone” (-2,1%) e i servizi avanzati (-0,8%). L’industria e la sanità mostrano invece variazioni positive (+0,7% e +0,3% rispettivamente).

Nel Riminese il settore cooperativo più forte è quello sociale, con circa 3500 addetti, che vale il 36% del totale (a livello regionale il comparto è il secondo per importanza con il 21% sul totale delle imprese). Segue la categoria delle cooperative di produzione e lavoro con quasi 3mila addetti (30,4% del totale) e le “altre” (11,7%).
A favorire questa crescita in controtendenza possiamo ipotizzare che il settore cooperativo è stato più veloce di altri a posizionarsi su settori ad alta concentrazione di lavoro e bassa intensità di capitale: le imprese cooperative si concentrano infatti, in prevalenza, nel settore dei servizi che ha risentito meno della crisi. Commercio e turismo, rilevanti nella nostra economia, danno lavoro cooperativo a 1.236 dipendenti, mentre la logistica dà lavoro ad altre 1.974 persone.
Complessivamente, alla fine del giugno 2013, le cooperative riminesi davano lavoro a 9.639 addetti,contro i 9.588 dell’ anno precedente. In calo invece l’occupazione per le cooperative attive nell’ industria e nelle costruzioni.