Le fatture elettroniche partono da Rimini

Dipendenti dell'azienda riminese IT Working (Gruppo Blue Next)

Dipendenti dell’azienda riminese IT Working (Gruppo Blue Next)

In provincia di Rimini sono 86 le pubbliche amministrazioni coinvolte dal nuovo sistema fiscale di fatturazione elettronica. Fino a 8000 le imprese fornitrici, interessate e in futuro l’obbligo potrebbe anche estendersi a chiunque abbia un registratore di cassa. Un’arma contro l’evasione. Bonfiglio Mariotti, Presidente di Assosoftware, lavora al progetto da dieci anni: “Tutto verrà fatturato, senza possibilità di errore. Nessuno sfuggirà”

di Laura Carboni Prelati

Dal 31 marzo tutti si devono confrontare con un cambiamento epocale in materia fiscale; i fornitori di beni e servizi alle Pubbliche Amministrazioni (PA) centrali e locali, dovranno obbligatoriamente emmettere fattura elettronica, in speciale formato XML. Questo nuovo documento elettronico avrà caratteristiche intellegibili, definite dall’Agenzia delle Entrate e Sogei (società di software del Ministero dell’Economia e Finanze -MEF) per cui, tutti, dalla grande impresa all’artigiano, dall’avvocato al commercialista, saranno tenuti ad emetterla. Ciò premesso Comuni, Asl, Scuole, qualsiasi soggetto identificato come PA, non potrà più pagare i fornitori se non a fronte di questo documento recante formato XML.
In provincia di Rimini sono 86 le PA coinvolte, da 3000 a 8000 le imprese (Vigilanza, cartolerie, tipografie, medici, farmacie, di pulizie,ecc) che dovranno usare solo il formato XML per trasmettere fatture. Per avere una visione a 360 gradi dei soggetti coinvolti, basterà accedere al sito governativo www.ipa.gov.it; si avrà a disposizione un elenco aggiornatissimo della provincia sugli attori coinvolti in tale riforma come: Caserme dei Carabinieri, Militari, Polizia, Prefettura, Scuole pubbliche, Case di Riposo (Valloni) Ospedali, Tribunali, tutti i Comuni e le partecipate, oltre a medici, architetti, avvocati, ecc.

MARIOTTI, IL “PADRE” DELLA FATTURAZIONE ELETTRONICA

Ma quali sono le caratteristiche rispetto a quelle già in uso? Quali soggetti dovranno emettere obbligatoriamente il formato XML?
Lo chiediamo a Bonfiglio Mariotti, imprenditore riminese a capo del Gruppo Informatico Bluenext e presidente di Assosoftware (Ass. Naz. Aziende Informatiche del settore di Confindustria) che ha sottoscritto, quasi 10 anni fa, un accordo con ABI (Ass. Banche It.) per lo studio e lo sviluppo di un protocollo standard di scambio delle fatture elettroniche.
“Fino a oggi non c’era un formato specifico – spiega Mariotti – la fattura era un foglio di carta, un pdf, che transitava nel web, via internet, con formato tradizionale. L’invio di documento o fattura in pdf però, non poteva rappresentare esattamente la fattura elettronica come viene intesa oggi. Era un invio-mail cartaceo. Il formato XML invece, che è alla base dell’attuale rivoluzione informatica nei rapporti con le PA, è un metodo studiato appositamente per far comprendere ad un altro software (un’altra banca dati) ogni singolo carattere di quella fattura. Una delle differenze sostanziali risiede in questo: una struttura dei dati interpretabile voce per voce. Il vecchio pdf-fattura, che si poteva verificare tra fornitore e fruitore, visionando il totale fattura, l’importo o il numero progressivo, oggi non esisterà più. Dal 31 marzo invece tutti i dati saranno controllati, senza possibilità di inesattezze”.

Bonfiglio Mariotti

Bonfiglio Mariotti

Quindi il nuovo sistema è a prova di errore?
“Si. Per questo lo useranno tutti i commercialisti italiani; c’è un portale, il sito www.commercialisti.it, che agevola la fatturazione elettronica a tutti i commercialisti (fatto da me e dalla nostra azienda). Esso prevede aiuti importanti per la compilazione; la fattura non viene inviata subito all’Ente o alla PA, ma va all’S.D.I. (Sistema di Interscambio) gestito dall’AdE (Agenzia delle Entrate): nessuno può mandare direttamente la fattura all’Ente, si manda sempre all’SDI che ha al suo interno un software di controllo. Se nella compilazione si verifica un errore, l’SDI manda un messaggio informando dello sbaglio che occorre correggere;il fornitore, avvisato, la potrà modificare. In questo si può essere supportati dalle Associazioni di categoria come CNA, Confartigianato..”.

Pensa che tutti saranno pronti a questa grande riforma, comprese le PA?
“Saranno obbligati coloro che lavorano con la PA; ma il Governo Renzi sta pensando di estendere l’obbligo di fatturazione elettronica alle imprese (Impresa verso impresa, non solo impresa o professionista verso la PA). Questa dead line, il 31 marzo, può essere vista come inizio delle grandi manovre che dureranno probabilmente un anno- due, per arrivare alla guerra vera, quella dell’obbligo di fatturazione elettronica fra imprese rivolta a tutti e a tutto”.

Qui si inserisce un altro dato non di poco conto: la PA riceve ogni anno, in Italia, qualcosa come 65milioni di fatture da oltre 500.000 fornitori più o meno abituati e un altro milione di occasionali.

SEMPRE E COMUNQUE L’OBBLIGO DI FATTURARE

A cosa serve la fatturazione elettronica?
“Ad avere la certezza dei pagamenti dalle PA a fronte di uno stanziamento preciso.
Leggendo i giornali o alla tv tutti ricordano numeri diversi di disavanzo citati dai politici sul debito dello Stato; mai gli stessi: una volta erano 30, 50, anche 80 miliardi, e ci si domandava il perché di tutto questo tira e molla di cifre esorbiranti sulla pelle delle imprese… Perché Comuni, Asl ed Enti si erano persi le fatture, i fogli di carta non si trovavano più, erano andati distrutti, bruciati… si è scoperto di tutto!. Il sistema delle fatture elettroniche invece prevede un flusso di documenti verso il sistema di interscambio dell’AdE/Sogei che ne trattiene una copia, una la manda all’Ente oltre ad una ricevuta di accettazione al fornitore. Con questo metodo lo Stato opera un monitoraggio attento alle spese dei singoli enti, non solo del valore totale ma anche di ogni singola matita acquistata”.

Al di sotto di quale cifra non è obbligatorio emettere fattura elettronica?
“Non è contemplato un minimo (o un massimo). Chiunque emette una fattura verso la PA deve utilizzare questo strumento”.

Potranno sopravvivere ancora le aziende che vogliono continuare a fare il “nero”?
“Molte vorrebbero continuare su questa linea, ad evadere le tasse; io lavoro da 10 anni in questa direzione. A metà del 2016 è probabile ci sia un inizio di sperimentazione che coinvolgerà tutti gli esercenti di bar, ristoranti e coloro che hanno un registratore di cassa, in modo che, anche se non emettono fatture, ma fanno scontrini, dovranno trasmettere telematicamente ogni singolo scontrino all’Agenzia delle Entrate. Sono due pezzi dello stesso puzzle: fatturazione elettronica fra imprese e invio degli scontrini di ogni singolo registratore di cassa all’AdE entrambe attueranno un controllo molto forte da parte dell’AdE sulle attività economiche”.

LA FATTURAZIONE ELETTRONICA: 4 BUONI MOTIVI

1. Tutte le fatture inviate al Comune avranno un formato che il computer riesce a leggere; lo Stato potrà controllare la spesa di ogni singolo ente, cosa che, in passato, non avrebbe mai potuto fare. Fra 2/3 anni, quando tutto sarà a regime, il formato XML sarà servito anche a questo.

2. Perché fare fatturazione elettronica verso la PA? Perchè si ha la certezza del credito. Se all’ASL di Ravenna arrivano 14.000 fogli di fatture all’anno – porta un esempio Mariotti – non si sa quanti ne perdono, perchè loro hanno veramente perso i documenti! Ci sono comuni danneggiati dagli allagamenti, Asl che hanno dato fuoco agli archivi (si dice); solo in questo modo avremo la certezza del credito (perché una fattura di 4000 euro l’Asl di XXX non mi potrà dire che si è persa, una copia è in mano all’AdE). Non sfuggirà più nulla.

3. Con la fatturazione elettonica le banche hanno la certezza che ho realmente fornito, ad una PA, 100.000 euro di X; se ho bisogno di credito da parte della banca, essa sa che io un credito certo nei confronti della PA, che è più che certo, vista l’autenticazione del sistema dell’AdE che mi documenta che è vero. Quindi la banca potrà erogare credito più facilmente.

4. Non si potrà più evadere nulla. Le aziende spesso emettevano fattura che, nella propria contabilità, non figurava da nessuna parte. Con questo sistema (lo Stato vuole applicarla anche all’interscambio fra privati) l’evasione si azzera, almeno per la parte degli interscambi economici fra imprese. Il nero, verso il Pubblico, non esisterà più”.