Lo sport multato: ASD nel mirino del Fisco

danzaL’Agenzia delle Entrate ha fatto irruzione in diverse associazioni sportive del territorio riminese. Piccole scuole di danza e palestre che si sono viste comminare decine di migliaia di euro di multa. Complice una normativa inadeguata e lacunosa

Di Laura Carboni Prelati

“La danza è tutta la mia vita -affermava Rudolf Nureyev- Intrapresa questa via non si può più tornare indietro. Questa è la mia condanna, ma anche la mia felicità”.
A Rimini sono numerosi i ragazzi che hanno predisposizione per le discipline sportive e artistiche, e, per tanti di loro, sarebbe entusiasmante costruire il proprio futuro coniugando passione ad attività lavorativa. Ma scegliere di farlo per la vita è un’opportunità per pochi.
Paola (che preferisce mantenere l’anonimato) ha fatto sacrifici e rinunce per aprire la sua scuola di danza. “La danza è tutto il mio mondo e mi ha appassionato fin da bambina” dice. Eppure potrebbe essere costretta a rinunciare per sempre al suo sogno. La crisi ha costretto molte famiglie a tirare la cinghia, ha tagliato qualche corso per adulti al mattino, non – per ora – quelli per ragazzi dai 3 anni in su. Ma la crisi conta solo fino ad un certo punto. La scure che si è abbattuta sui sogni di Paola è una multa di 50mila euro elevata dall’Agenzia delle Entrate (AdE).
“Da qualche tempo – racconta Paola – l’AdE si è accanita contro le ASD (Associazioni sportive dilettantistiche, ndr.) come la mia. Il Fisco sostiene che nessuna associazione tra quelle multate rispetta le finalità dell’associazionismo. Le ASD, infatti, devono essere a carattere associativo, cioè senza scopo di lucro, perciò sono esentasse: non c’è Iva”.
Invece cosa vi hanno detto i funzionari dell’Agenzia delle Entrate?
“Che le nostre sedi sono delle attività commerciali e che noi siamo evasori fiscali. I verbali sono allucinanti. E’ uno strapotere!”.
Come siete arrivati a questa situazione? E’ difficile rispettare la normativa?
“La legge è antiquata, inadeguata e poco trasparente. Ci sono molti cavilli e occorre rimanere su certi parametri; serve una documentazione apposita che viene regolamentata da un preciso Statuto”.
Com’è avvenuta la visita dell’AdE?
“Hanno suonato, sono entrati mostrando il tesserino e hanno controllato i dati nel computer, poi hanno richiesto documentazione cartacea, e ciò che non c’era nel pc lo hanno recuperato dal nostro commercialista. Quindi mi hanno convocato per un contraddittorio, con mille domande, e mi hanno riconvocato per consegnarmi il processo verbale assieme a 50.000 euro di multa”.
Non avevate documentazione?
“Può succedere che a livello formale si dimentichi un verbale di ammissione, viene l’AdE e non è tutto cristallino, perché manca un foglio. Per questa mancanza l’Associazione perde i benefici riconosciuti, non è più tale. Una vera sciocchezza! Per il conteggio di quell’anno, tra sanzioni e redditi non pagati, l’Iva (non soggetta alle ASD) è di 15.000 euro”.
Quanto tempo avete per pagare?
“Dall’emissione del processo verbale si hanno due mesi di tempo per presentare le memorie difensive. Convinti dell’illegittimità dell’intero procedimento seguito dall’Ade abbiamo intrapreso un’azione legale nei loro confronti e abbiamo presentato le memorie difensive. L’ade ci ha già anticipato l’intenzione di rivedere la pretesa riducendola, in modo da emettere l’avviso di accertamento per importi minori. In ogni caso, se uscirà un accertamento ridotto sarà un ulteriore elemento a nostro favore, nel senso della erroneità dei criteri dell’ufficio.”

Anche un’altra ASD riminese ha avuto la visita dell’Agenzia delle Entrate e si è vista comminare una multa di diverse decine di migliaia di euro. A parlarcene è il presidente, Luca (anche questo nome è fittizio).
“Ho subìto un vero e proprio interrogatorio, traumatico, allucinante – racconta -. Mi hanno contestato il bilancio di qualche anno prima”.
Come ha agito l’AdE?
“Si sono presentati col tesserino; hanno controllato tutto, non solo il computer”.
Hanno fatto storie sui distributori di bibite?
“No, non sono nostri, sono gestiti da terzi. Nel mio caso l’AdE ha cercato di aggrapparsi a dei cavilli, cose inconsistenti, dicendo che eravamo scorretti, che avremo dovuto pagare grosse penali, cercavano di farci paura. L’ASD ha deciso di difendersi e siamo andati a processo”.
Quali i motivi della multa?
“Inspiegabili; ciò che più ha indispettito l’AdE è la scarsa affluenza dei soci alle riunioni dell’ASD. Noi affiggiamo l’avviso che indica giorno e ora, ma di solito i soci non partecipano, intervengono solo consiglieri e presidente. Penso che i soci non siano molto attratti dalle riunioni, quanto dallo sport che qui proponiamo e pratichiamo. Avere aperto questo luogo dove tanti giovani possono esprimere la passione per lo sport, mi riempie di orgoglio; vedo dei risultati di cui vado fiero, per me è una grandissima soddisfazione”.
Come si è concluso il processo?
“Abbiamo vinto! L’AdE avrà sei mesi di tempo per fare ricorso, ma dovrà andare a Bologna, in seconda istanza. Rimane comunque l’amaro in bocca. Perché il fisco si accanisce su di noi? Perché lo Stato non crea più palestre, centri polifunzionali, stadi, piscine? Sappiamo che molti bambini delle elementari non fanno neppure mezz’ora di attività sportiva e molte scuole non hanno le palestre; per questo i genitori si impegnano, facendo sacrifici, nel far fare attività ai figli”.
Si tratta anche di un settore che fa grandi numeri in termini di occupazione: come emerso da un recente convegno organizzato da Tecnogym, sono 50.000 le persone che lavorano nel settore Fitness in Italia, molte di più che nelle grandi fabbriche (FIAT). Eppure non c’è ancora una legge che regolamenti in modo preciso e trasparente le attività sportive.

Sport_Bambini3264

ASD, “ACCERTAMENTI FISCALI IN CRESCITA”

A cosa prestare attenzione per evitare “brutte sorprese” da parte del fisco? Perché molte associazioni senza scopo di lucro vengono accusate di essere attività commerciali?
“Gli accertamenti fiscali nei confronti delle Associazioni sportive senza finalità di lucro sono in crescita” afferma Fabio Fraternali, titolare dell’omonimo Studio Commerciale, che si occupa anche di attività di assistenza e consulenza in ambito sportivo. Fraternali, insieme a Emanuele Possidente dell’omonimo studio commerciale, ci aiuta a fare un po’ più di chiarezza sul tema.
“Il mondo delle Asd è molto variegato: dal calcio, alla danza, a chi gioca alle bocce fino alle palestre; tutto il comparto andrebbe studiato e rivisitato. Non si regge un serio confronto tra un’Asd insistente su 5000 mq, come se ne vedono a Roma o a Milano, ed una piccola scuola di danza; occorre fare delle cernite e scegliere i vari contesti. La pratica sportiva deve essere preservata, tutelata e semmai incentivata, se svolta all’interno di strutture sicure e ben gestite. Lo sport è sinonimo di disciplina, del rispetto delle regole, di condivisione di valori”.
Si auspica che al più presto il legislatore metta mano al settore e disponga di regole semplici le cui norme, semmai agevolative, risultino di facile interpretazione ed applicazione senza che ciò possa ingenerare eventuali “abusi del diritto”.
Come si costituisce un’Asd?
“Mediante la redazione per scrittura privata di un atto costitutivo. Le associazioni possono optare per un regime agevolativo particolare (legge 398 del 1991) che prevede delle facilitazioni in termini gestionali, ma anche criteri e regole tributarie piuttosto selettive e stringenti il cui mancato rispetto determina l’immediato decadimento da questo regime di favore”.
Le normative alle quali si deve attenere un’Asd, sono esplicitate nello Statuto? C’è un modello unico al quale attenersi?
“Rinveniamo spesso che gli statuti traggono origine da fac-simili scaricati dai siti Internet, che ben si potrebbero attagliare in termini generali ad ogni Asd ma è sempre consigliabile affidarsi ad un professionista esperto in materia. Una delle raccomandazioni è quella di trascrivere, sugli appositi libri delle adunanze del consiglio direttivo, gli espisodi che caratterizzano di regola la vita dell’associazione, ed in particolare seguire con attenzione la procedura dell’approvazione del bilancio annuale del sodalizio secondo i dettami dello statuto”.
Quali sono gli aspetti più controversi della disciplina giuridica ed amministrativa sulle ASD? Su cosa si basa l’Agenzia delle Entrate per applicare penali, multe, sanzioni?
“La norma è assai rigorosa. E’ sufficiente trasgredire una sola volta, per vedersi disconoscere le agevolazioni; è come l’utilizzo del denaro contante oltre certi limiti.
Ma per il tesseramento in un’ Asd si può fare un versamento in contanti?
“Può accadere che l’associazione percepisca danaro contante per il versamento ad esempio relativamente alla quota di tesseramento. Occorre prestare attenzione a non superare per ciascuna operazione la soglia dei 1000 euro, prima fissata in 516 euro. Particolare attenzione va prestata al versamento in banca nella cui causale vanno rigorosamente trascritti i nomi dei singoli soci che hanno pagato la quota per tesserarsi o il contributo per l’utilizzo della struttura”.
“Fino a ieri le associazioni venivano inconsciamente, meglio dire in buona fede, amministrate in termini del tutto approssimativi, al contrario occorre prestare la massima attenzione: il contesto contabile deve essere giornalmente monitorato rispettando i dettami della trasparenza e tracciabilità. Diverse sono state in effetti le contestazioni rilevate in tal senso dall’Agenzia delle Entrate”.
Occorre fare una convocazione dei soci solo per il bilancio o anche per altre motivazioni, (es. acquisto di un apparecchiatura sportiva)?
“Gli accadimenti che caratterizzano la vita sociale ed associativa devono essere doverosamente trascritti negli appositi libri delle adunanze dei contenuti delle periodiche riunioni tenute dal Consiglio Direttivo, ad esempio occorre darne menzione a mezzo registrazione dei contenuti nell’apposito libro dei verbali del Consiglio direttivo. Credo un compito non così difficile. Particolare attenzione va posta poi all’ approvazione del Bilancio sociale annuale, ed al rispetto delle modalità di convocazione dei Soci da parte del Presidente secondo i dettami dello Statuto; è obbligatorio che ad ogni associato pervenga l’apposita convocazione e che lo stesso associato rilasci apposita dichiarazione sottoscritta di aver ricevuto la convocazione salvo che l’invito alla partecipazione non avvenga a mezzo servizio postale per raccomandata”.
Ma se un’Asd ha 1000 tesserati?
“Si potrebbe sempre ricorrere, in alternativa, alla convocazione a mezzo pubblicazione dell’invito all’adunanza di approvazione del bilancio da pubblicarsi su un quotidiano possibilmente con più uscite”.
Nello Statuto le Asd vengono prefigurate come associazioni senza scopo di lucro. E’ un altro loro punto debole?
“I controlli fiscali si basano su due presupposti: democraticità e trasparenza dell’ente. Queste sono le cose che loro mirano a verificare. Tutt’attorno a questa normativa di democraticità e trasparenza vi è la famosa 398 del ’91. Anche il modello Eas e la sua mancata compilazione ci porta nuovamente al di fuori della legge 398. Tutte queste micro-sanzioni – che in effetti micro non sono – rischiano di portare delle notevoli problematiche agli enti verificati. Inoltre, sono proprio la serie di micro infrazioni, fino a ieri quasi irrilevanti, che oggi portano l’AdE a riposizionare gli enti sportivi non-profit in attività commerciali con tutte le conseguenze in termini di evasione Iva Ires etc. e relativi interesse e sanzioni. Le problematiche sin qui trattate valgono anche per le società sportive dilettantistiche solitamente costituite in Societa Sportive Dilettantistiche a Responsabilità Limitata”.
Ma non hanno un’assistenza fiscale queste ASD?
“Spesso vige il fai da te perché è un costo che molte piccole Asd non possono sostenere. Si è passati, da uno stato di aquiescenza a controlli a tappeto. Al momento i controlli vertono sull’annualità 2009. Non si può ora che auspicare che il legislatore possa attuare una rivisitazione seria delle attuali norme, affinchè gli enti sportivi possano continuare ad assumere il ruolo di aggregazione a loro deputato, senza dover correre il rischio di accertamenti che talvolta assumono connotati del tutto impropri”.