Luce: mercato libero, bolletta “elettrica”

Secondo l’Autorità per l’energia, chi è passato al mercato libero paga l’energia elettrica il 13% in più. E Federconsumatori, comparando le bollette di 14 venditori diversi, rileva che le possibilità di risparmio sono scese notevolmente negli ultimi anni

Quando si tratta di promettere, i vantaggi per il consumatore si sprecano. Peccato che poi nella realtà le cose vadano diversamente. E’ il caso delle tariffe dell’energia elettrica, che in un mercato libero avrebbero dovuto essere molto convenienti, invece pare che non sia così. I risparmi massimi ottenibili rispetto al regime di maggior tutela, infatti, anziché aumentare, negli ultimi anni sono calati e, in media, come ha rilevato l’Autorità per l’energia (su dati 2011), chi è passato al mercato libero paga l’energia il 12,8% di più di chi è rimasto o è tornato sotto la tutela dell’Aeeg.

Un’utile fotografia della situazione la fornisce una ricerca appena presentata dalla Federconsumatori. L’associazione ha comparato, per tre profili di consumo diversi – 1.800, 2.700 e 3.500 kWh annui – le offerte di 14 venditori diversi, usando il comparatore “Trova Offerte” dell’Aeeg o, per le offerte non inserite sul portale dell’Autorità, consultando i siti dei venditori. Un’indagine che Federconsumatori effettua con le stesse modalità da anni e i cui  risultati parlano chiaro: specie per le offerte variabili le possibilità di risparmio offerte dal mercato libero sono diminuite significativamente. Prendendo il profilo di consumo da 2700 kWh anni, si vede ad esempio che nel 2010 la tariffa del mercato libero più conveniente permetteva di risparmiare 47 euro l’anno, mentre in questa ultima rilevazione il risparmio si riduce poco meno di 18 euro. Ragionando in percentuali, per le offerte variabili il risparmio possibile è letteralmente dimezzato: dal 10,70% del 2010  si è arrivati al 5,16% rilevato a febbraio 2014.

Migliore è la situazione per le offerte a prezzo bloccato, cioè quelle che garantiscono un prezzo del kWh fisso per un determinato periodo di tempo, da uno a due anni per quelle considerate nell’indagine della Federconsumatori. Qui il risparmio ottenibile è un po’ più consistente e negli ultimi quattro anni è calato in misura minore: anche nell’ultima rilevazione, se si sceglie la tariffa giusta, con un consumo di 2.700 kWh annui, si riescono  a spendere oltre 50 euro in meno rispetto al regime di maggior tutela. In termini percentuali, il risparmio possibile è rimasto quasi stabile negli ultimi quattro anni, passando dall’11,38% del 2010 al 10,31% della rilevazione del febbraio scorso.

A conti fatti il mercato libero non sembra quindi mantenere quelle promesse di riduzione sensibile della bolletta e se si sceglie di abbandonare la maggiore tutela ha più senso considerare anche le offerte a prezzo bloccato che permettono i risparmi maggiori (fino a 70 euro per un consumo di 3.500 chilowattora annui). Anche qui però occorre comprendere fino in fondo l’offerta: quanto tempo dura il blocco e come si modifica il prezzo successivamente. E proprio perché non è tutto oro quello che luccica, dall’indagine di Federconsumatori emerge che scegliendo la tariffa a prezzo bloccato sbagliata, a seconda del profilo di consumo, si possono spendere dai 60 ai 150 euro in più all’anno rispetto al regime di maggior tutela.