Maria Cristina Pesaresi: “Ancora opportunità per chi evolve”

Cristina Pesaresi_GAL1173Innovarsi e affrontare il cambiamento sono due necessità secondo Maria Cristina Pesaresi, grintosa imprenditrice riminese. “Le occasioni di lavoro sono cambiate nel tempo, bisogna essere più dinamici nell’affrontarle. Dobbiamo investire di più sui giovani”

di Melania Rinaldini

Maria Cristina Pesaresi è membro del Cda della Pesaresi Giuseppe Costruzioni, Spa leader nella costruzione di infrastrutture. Per l’azienda di famiglia si occupa perlopiù della parte commerciale, come ci racconta, e degli aspetti finanziari, “ma essendo noi un’azienda di tipo familiare, i ruoli non sono poi così fissi, perché si prendono le decisioni comunque assieme, nel Consiglio di Amministrazione”.

Quanto ha influito la crisi dell’edilizia sulla vostra realtà?
“A dire il vero si fa un po’ di confusione: la crisi riguarda l’edilizia privata, la costruzione di immobili, noi invece ci occupiamo di infrastrutture, settore nel quale non si è avvertito un arresto dei lavori. Certo, le occasioni di lavoro sono cambiate nel tempo, bisogna essere più dinamici nell’affrontarle. A mio avviso si tratta di affrontare il cambiamento e di non replicare all’infinito un modello antiquato. Ci sono ancora opportunità di lavoro per chi evolve.”

Cosa vuol dire per lei affrontare il cambiamento?
“Innanzitutto, bisogna investire sui giovani, dare loro più fiducia, ascoltare il loro punto di vista più aperto verso il mondo. Poi ovviamente vanno formati, come va adeguata continuamente la tecnologia. La prima cosa rimane comunque il capitale umano. A molti non piace questo discorso, ma io ci credo fermamente.”

Quanto è “donna” la vostra azienda?
“Ovviamente dato il settore abbiamo bisogno di molti uomini: la forza fisica è importante nella maggior parte dei ruoli di questa azienda, ma dove non serve forza fisica le donne sono presenti e valide. Penso che un team di lavoro debba essere composto sia da uomini che da donne, le loro intelligenze diverse si integrano ottimamente quando si lavora per un obbiettivo comune.”

Come imprenditrice ha vissuto anche un momento critico, quello della vicenda Aeradria. La sua azienda era uno dei maggiori creditori e lei stessa ha partecipato in prima persona, nel CdA, al piano di concordato non ammesso dal Tribunale di Rimini che ha poi decretato, come noto, il fallimento. Cosa pensa degli ultimi sviluppi?
“Penso che bisogna guardare avanti, tutto ciò che volevamo dire come azienda toccata da questa vicenda, l’abbiamo detto. Ora spero che tutto volga per il meglio, ho piena fiducia nella nuova società. L’obiettivo è riportare al territorio ricchezza e ridare valore a una preziosa infrastruttura che porta giovamento a tutta la zona”.