MAT, a Misano la “fabbrica” dei creativi

Alcuni professionisti di MAT: da sinistra, Nada Ricci, Valter Giovagnoli, Renzo Serafini, Giancarlo Barletta e Federico Galli

Alcuni professionisti di MAT: da sinistra, Nada Ricci, Valter Giovagnoli, Renzo Serafini, Giancarlo Barletta e Federico Galli

MAT: dietro questa sigla, che sta per Materia Arte e Territorio, c’è uno spazio dove la creatività di più artisti-artigiani si fonde per dare vita a progetti capaci di sorprendere ed emozionare: dalle originali lampade del light designer, al fotografo, alla grafica esperta di moda. Siamo andati a visitare questo luogo così originale a due passi dallAutodromo di Santa Monica

di Primo Silvestri

Descrivere il MAT, che sta per Materia Arte e Territorio, non è un’impresa facile, data l’originalità dell’attività che svolge. Siamo nell’area artigianale di Misano Adriatico, dietro l’Autodromo di Santamonica, e a riceverci c’è Renzo Serafini, padrone di casa e motore di questa “fabbrica” così particolare che ha festeggiato da poco i suoi primi due anni di attività. Lungo le scale che portano ad un grande salone, sono appese le foto di tutti i collaboratori: 16 persone più 16 mestieri più 16 energie, come recita la presentazione. Quasi tutti professionisti locali nel settore dell’arredamento, design, edilizia e comunicazione, salvo un paio.
Si tratta di una “fabbrica” – così Serafini ama descriverla – un po’ anomala, dove l’energia creativa la fa da padrone. Professionalità e creatività che si uniscono e si fondono per dare vita a progetti capaci di sorprendere e di emozionare nello stesso tempo. Basta affacciarsi su questo grande spazio per rendersene subito conto: in onore dell’ideatore e fondatore che è “light designer” (disegnatore di luce), troviamo lampade dalle forme più originali e con i corpi più diversi, in ferro, rame brunito, ottone, alluminio, ecc., squadrate, attorcigliate, a spirale: penzolano dal soffitto sopra un letto matrimoniale, sono fissate alle pareti, oppure appoggiate su un mobile, pervadono e danno luce a tutto l’ambiente. Lo illuminano di luci diverse, perché ci sono lampade a LED, di ultima generazione, ma anche con filamenti di carbone, che emanano una luce calda, di prima generazione (precedente ai vecchi filamenti elettrici).
Serafini, titolare dell’azienda artigiana che produce le lampade che progetta e disegna nel piano di sotto, viene da una impresa familiare da tempo attiva negli impianti elettrici. Per lui si è quindi trattato di una evoluzione quasi naturale. Lampade artigianali uniche richieste in Italia, ma anche all’estero. A conferma che la creatività e la passione, requisito non secondario, possono rigenerare e trasformare anche cose che a volte ci sembrano tanto utili quanto scontate.

E qui entriamo un po’ nel cuore di questa strana fabbrica che si chiama MAT. Uno spazio condiviso, ma qualcosa in più di un co-working, che ospita tanti professionisti, artisti e artigiani, legati da un unico filo conduttore che è fatto di creatività, originalità, artigianalità, gusto del bello e, come sottolinea Federico Galli, ingegnere e fotografo di cantiere che con la sua Bottega del Progetto fa base nel MAT, ottimismo (di cui in questo momento c’è particolare bisogno). Ottimismo che vorrebbe, sulla spinta di un ambiente stimolante, trasferire e mettere al servizio di altri, perché dal contagio possano maturare e crescere idee e progetti innovativi. Così, nel suo spazio ha creato due postazioni di lavoro che vorrebbe trasformare in un “atelier di start-up” per giovani creativi, con una rotazione quindicinale, per ottenere una semina maggiore.
Giancarlo Barletta, con la sede della sua Riviera Network, occupa uno degli uffici e si dedica al brand consultant e connections building, mentre Valter Giovagnoli di Giovagnoli Collezioni, storica boutique di tessuti e tendaggi di Rimini, è il riferimento per il tessile d’arredo.
Poi c’è Nada Ricci, artista, grafica, specializzata in fashion. La sua fonte di ispirazione è il rigore, la semplicità della grafica giapponese e nord europea e il suo studio creativo Mimetico (www.mimetico.it) con in sottofondo la canzone imagine dei Beatles, ne è un primo assaggio.

Nella fabbrica a rete dei creativi del MAT, anche se con sede di lavoro altrove, non ci sono solo gli artisti-artigiani citati o che noi immaginiamo (stilisti, designer, esperti di marketing, ecc.), ma anche iron designer (forgiatori del ferro), fabbri, mobilieri, montatori di pannelli in cartongesso, idraulici, elettricisti, paesaggisti, imbianchini.
Il MAT, come dice la presentazione, è un luogo e uno spazio dove poter ospitare l’anima dell’artista, indipendentemente dal campo in cui si esercita. Anzi, la contaminazione creativa è uno dei suoi scopi. Uno spazio pronto anche ad ospitare eventi particolari (chiamati i party Mat) e mostre, come quella attuale dell’artista di Coriano Giovanni Lombardini, già ospite, nel 2014, alla biennale del disegno organizzata dal Comune di Rimini. Eventi che hanno richiamato un pubblico così numeroso da costringerli a mettere un numero chiuso, per non rischiare un eccessivo affollamento.
Ma il Mat vuole anche essere un invito a non porsi limiti, perché tutto, anche le cose più scontate, possono essere rinnovate, rigenerate e ricreate. Andando incontro ad una tendenza che si va sempre più affermando nel mercato moderno: è finita l’epoca dei prodotti di massa, oggi il consumatore vuole, ed è disposto a pagarlo, qualcosa di unico, e questo può nascere solo da una artigianalità creativa.