Mec 3, da San Clemente il gelato che conquista il mondo

Gelato Mec 3Chiuso il 2013 con oltre 94 milioni di fatturato, l’azienda di San Clemente è da poco stata comprata dal fondo americano Riverside. Ma non lascerà il territorio, anzi…

di Melania Rinaldini

Un edificio colorato come le creazioni di gelateria. La sede della Mec 3 a San Clemente è imponente, una struttura che dà lavoro a centinaia di persone e che miete successi sui mercati esteri. Quale l’ingrediente segreto? Lo abbiamo chiesto a Maurizio Raggi, direttore generale.

Quanto personale impiega la Mec 3? Quali sono i ritmi della produzione di ingredienti per il gelato?
“Mec 3 impiega oltre 250 persone, tra interni e risorse di vendita esterne all’azienda. La nostra stagione inizia a gennaio con la fiera Sigep, fino ad arrivare al massimo delle vendite tra luglio e agosto, poi la curva riscende lentamente tra settembre e dicembre. Nei picchi di lavoro arriviamo a 270 – 280 dipendenti. Riusciamo a calmierare i ritmi di produzione di prodotti così stagionali, grazie al fatto che esportiamo in tutto il mondo. Il 75% del nostro fatturato è all’estero, di cui un 80% in Europa.”

In un clima di sempre maggior internazionalizzazione delle aziende, quali sono le chiavi del successo sui mercati esteri?
“L’aspetto principale è quello di essere leader nel proprio settore, anche se si tratta di una nicchia. Siamo la prima azienda nella produzione di ingredientistica per il gelato. Ricordiamo che non tutto quello che ci vendono è gelato, soprattutto all’estero: ci sono ice cream e prodotti del genere che non hanno niente a che spartire con il gelato italiano. Saper innovare i propri prodotti è un fattore molto rilevante per far sì che la propria azienda abbia successo anche oltre confine. Come Mec 3 siamo presenti alle maggiori fiere ed eventi di settore come ad esempio il Gelato world tour, ad Austin, Texas dal 9 all’11 maggio, che si concluderà a Rimini dal 5 al 7 settembre 2014.”

Quali sono invece le difficoltà che si possono incontrare allargando il proprio bacino di affari?
“Sicuramente la distanza implica che non ci sia molto contatto faccia a faccia tra le persone. C’è difficoltà a trovare in loco i giusti referenti e partner che capiscano appieno i valori del brand, che riconoscano la qualità e se ne facciano ambasciatori. Ci vuole molto lavoro per trovare le persone giuste.”

Maurizio Raggi Mec 3

Il direttore generale di Mec 3 Maurizio Raggi

Recentemente ci sono stati dei cambiamenti in casa Mec 3 che hanno allarmato sul probabile abbandono del territorio riminese da parte dell’azienda, cosa c’è di vero?
“Assolutamente nulla, non abbiamo nessuna intenzione di lasciare Rimini e nello specifico San Clemente. Abbiamo chiuso l’anno 2013 con oltre 94 milioni di euro di consolidato di gruppo. Vogliamo continuare a garantire slancio e linfa all’azienda e in questo modo anche al territorio. Per questo il presidente Giordano Emendatori ha scelto di vendere al fondo americano Riverside. Si tratta di un aiuto concreto all’azienda, un fondo che affianca il nostro team nel mantenimento degli obiettivi già raggiunti e nel perseguimento di nuovi. La presenza di Emendatori come presidente è una garanzia per l’identità stessa della Mec 3. I nostri progetti sono di ampliamento, visti i nostri trend di crescita annuali a doppi zeri.”

Per quanto riguarda il rapporto con il territorio e nello specifico con gli enti, spesso le aziende mostrano del malcontento, come vive Mec 3 questa relazione obbligata?
“Abbiamo dei rapporti dialettici con le istituzioni locali, non abbiamo nessun problema o cose di cui lamentarci. La burocrazia lenta è un problema italiano, ma nello specifico non soffriamo troppo per questo aspetto.”

Sul fronte aeroporto di Rimini invece, la mancanza o il sottoutilizzo di uno scalo come quello riminese influisce sul vostro business?
“I nostri clienti sono internazionali certo, ma una persona seriamente interessata a visitare la nostra azienda, a conoscerci e fare affari con noi non si spaventa se deve atterrare a Bologna. Personalmente, sono forlivese, ho visto il tracollo del Ridolfi di Forlì e penso sia un peccato che queste strutture non funzionino al meglio per il loro territorio.”

Il lavoro è un tema caldo purtroppo, ci sono figure che Mec 3 cerca e non trova? O figure invece che si propongono, ma sono in esubero?
“Al momento non cerchiamo personale, l’organico è al completo, fatta eccezione per qualche agente monomandatario. Non seguo il personale in prima persona, ma posso dirle che riceviamo moltissimi curricula e le candidature per figure amministrative, marketing e comunicazione sono molte, un surplus. Abbiamo un’ottima collaborazione con l’Università di Bologna, accogliamo tirocinanti e stagisti e sono state molte anche le persone confermate dopo l’esperienza formativa. Sicuramente le figure più difficili da reperire sono quelle commerciali di esperienza internazionale.”

Sempre in ambito di formazione, avete istituito una Scuola di formazione internazionale di gelato, a chi è rivolta?
“Si tratta di corsi di vario livello, rivolti ai professionisti ma anche ai neofiti, a coloro che apriranno una gelateria e vogliono imparare al meglio l’arte gelatiera. I corsi si svolgono nella nostra sede centrale, ma anche in quelle distaccate, a San Paolo del Brasile, Dubai, Shangai, in Germania… Le sedi all’estero sono oltre 40.”

Dal punto di vista della formazione dei più giovani invece, come gli studenti degli istituti professionali?
“Qualche tempo fa avevamo fornito l’Istituto alberghiero di Riccione di un laboratorio di produzione del gelato, questo grazie anche alla collaborazione dei produttori di macchinari. I progetti sono tanti, non sempre si riesce a seguirli tutti, ma siamo sempre disponibili a valutarli e dare una mano.”