Mini Imu sul Web: i piccoli Comuni battono i grandi

La confusione ha regnato sovrana per colpa sia del Governo sia di alcuni Comuni. Ma come è andata sui siti delle amministrazioni riminesi dove la mini Imu andava pagata? Non tutti hanno semplificato la vita dei contribuenti…

Il mese scorso in un terzo dei comuni italiani (2.401) si è pagata la mini Imu. I contribuenti chiamati a pagare l’imposta in tutta Italia, tra ambiguità dell’informazione e revisioni dell’ultim’ora, sono stati 10 milioni, ovvero coloro le cui amministrazione comunali hanno innalzato l’aliquota base. In provincia di Rimini i comuni interessati sono stati quindici: Bellaria-Igea marina, Coriano, Gemmano, Misano Adriatico, Mondaino, Monte Colombo, Montefiore Conca, Montegridolfo, Morciano di Romagna, Novalfeltria, Rimini, Saludecio, San Clemente, S. Giovanni in Marignano, Verucchio.

Novità? L’importo te lo calcoli da te. Mini tassa maxi confusione, si è detto. Code alle Poste precedute da code ai Caf e dai commercialisti per capire quanto pagare; professionisti in imbarazzo nel chiedere 50 euro per una tassa che ne vale in media 30… una fatica non indifferente per una tassa che è stata abolita e che voleva essere persino restituita. Sulla Stampa si è persino letto: “Lo psichiatra certifica: i contribuenti soffrono di stress da imposte”. Per chi non l’avesse ancora pagata, il Governo si impegna ad imporre sanzioni leggere nelle due settimane successive alla scadenza (24 gennaio).  Il Comune di Rimini ha fatto invece a modo suo. Dopo aver detto ai contribuenti di far slittare il pagamento a giugno, ha corretto il tiro invitando i cittadini a pagare entro la data stabilita ma promettendo anche di non applicare sanzioni a chi lo farà entro il 16 giugno. Non tutti però si fidano; c’è chi teme ritorsioni del Governo sui contribuenti.

Piccola cifra, grande fatica

Per quanti ancora a Rimini non hanno pagato la mini Imu (nel comune capoluogo che ha fatto slittare i termini al 30 giugno, circa il 10% dei contribuenti non ha ancora pagato, a detta dell’assessore Gianluca Brasini) è bene fare attenzione. Calcolarla non è affatto semplice.
Il Sole 24 ore ha rilevato per le famiglie riminesi un importo medio di 34 euro, considerando le rendite catastali pari a 508,94 euro di media. L’aliquota comunale è dello 0,5% rispetto a quella statale dello 0,4. Le aliquote riviste dagli altri comuni della provincia variano dallo 0,45% di Misano Adriatico, Montegridolfo e Novafeltria allo 0,6% di Bellaria-Igea marina e S. Giovanni in Marignano.
Il modello di calcolo è il seguente. Va prima calcolata l’Imu con aliquota base, poi quella con aliquota comunale. In entrambi i casi va tenuto conto delle possibili detrazioni, come i figli, e della rivalutazione della rendita catastale del 5%, in seguito da moltiplicare per 160. Poi si fa la differenza fra le due Imu e se ne calcola il 40%: questa è la cifra da versare. Per il Governo gli importi sotto i 12 euro non si pagano, ma i comuni possono aver deciso altrimenti. Non è il caso di Rimini. Per gli altri è meglio controllare. Questi intrecci legislativi da capogiro non hanno di certo giovato alla comprensione.

Il web cura la paura

Così titolavano i giornali riminesi pochi giorni prima della scadenza: 11 gennaio, “Posticipo mini-Imu, dietrofront in vista” (Corriere di Romagna); 19 gennaio, “I commercialisti sicuri: ‘Mini Imu, meglio pagare subito’” (Resto del Carlino); 20 gennaio, “Brasini: nessuna sanzione per chi paga fino al 16 giugno” (Newsrimini). Il minimo che si può richiedere alle amministrazioni comunali in un clima di pandemia generale è la trasparenza informativa, che oggi passa anche dalla Rete, perché capillare ed accessibile. Data la delicatezza della scadenza fiscale i siti comunali hanno deciso di aiutare il contribuente fornendo assistenza al calcolo online. Ma non tutti i portali della provincia di Rimini si sono rivelati campioni di chiarezza. Per questo li abbiamo passati al vaglio, con gli occhi dell’utente medio, scrutandone le pagine web tra il 20 e il 21 gennaio, ovvero pochi giorni prima della scadenza. Quali sono stati i comuni più user-friendly?

Rimini. La pagina iniziale è la più silente di tutte. Nessun riferimento alla mini Imu. Chi usa poco il mouse decide presto di spegnere il pc e di mettersi in coda ai Caf. I più acuti si spostano sulla side-bar, il menù laterale, che tra decine di voci minute presenta la scritta “Tributi”, ma senza alcun accenno alla tassa in scadenza. Cliccandola, sbarchiamo nella pagina delle imposte fra cui scegliamo “Imu”. Altro menù. In cima appare “Mini Imu: informazioni generali” e clicchiamo subito quella. Appare la schermata tanto agognata che spiega in modo esaustivo perché e come si paga l’imposta. Ci sono persino esempi di calcolo. Ma dov’è il calcolatore? Scorrendo, lo individuiamo infilato tra stralci di normative. Tornando indietro di una pagina, però, ci siamo accorti di averlo tralasciato più in basso. Questo perché gli servirebbe una maggiore visibilità a partire dalla presenza nella home page. Nel calcolatore la procedura è ben spiegata. Peccato per l’accessibilità non immediata per navigatori poco… navigati.

Bellaria. Altra home page sgombera da richiami all’impellente tributo. Più facilmente individuabile, troviamo sul lato “Tributi”. Clicchiamo “Portale tributi per il cittadino” e “Accedi al servizio” per sbarcare su portaleperilcittadino.it, una piattaforma per il calcolo della mini Imu, la più scoraggiante di quelle incontrate. Motivo? Richiede la creazione di un account con tanto di scansione di documento di identità. Tempo 5 minuti e si accede al calcolatore. Anche qui, chi non mastica pane e web tutti i giorni spegne il portatile e si mette in coda. Oltre a ciò, le spiegazioni sulla tassa vanno reperite da altri link. L’ideale sarebbe raccogliere tutto assieme.

Misano Adriatico. “Calcolo Imu e stampa F24” direttamente nella home page. La pagina su cui si sbarca raccoglie tutte le fonti legislative sull’Imu: ideale per gli addetti ai lavori, un po’ dispersiva per il cittadino medio che avrebbe bisogno di una semplice guida in pochi punti. Il calcolatore è, però, immediatamente accessibile e piuttosto intuitivo. Anche Monte Colombo punta sull’immediatezza: stesso link nella pagina iniziale corredato di spiegazione di tutti i passaggi. Servizio analogo anche sui siti di San Clemente e Gemmano.

Novafeltria presenta una delle soluzioni più chiare. Titolo a caratteri cubitali in cima alla pagina: “Mini Imu, scadenza 24 gennaio”; esaustiva spiegazione della tassa; link diretto al calcolo online a lato. Quest’ultimo, per di più, è integrato nel sito stesso e non rimanda a piattaforme esterne, come nei casi precedenti: decisamente un vantaggio, perché la continuità grafica delle pagine infonde familiarità. La stessa soluzione è adottata da Verucchio, dove però lo stile confuso dell’home page rende più difficile l’individuazione del link, smarrito in un marasma di scritte appiccicate.

Saludecio e Mondaino presentano la stessa tipologia di piattaforma per il calcolo online integrata nel sito. Il modello F24 si compila in poco tempo, con semplicità. Il ricco menù racconta tutto ciò che ruota attorno all’universo Imu.

Coriano. A metà home page troviamo la sezione dedicata all’Imu: piuttosto misera. Nessuna nota di spiegazione sulla genesi della tassa né sul metodo di calcolo; ci sono solo i pdf delle delibere comunali scritte in politichese. Il link rimanda allo stesso calcolatore di Bellaria, quello scomodo. Anche il corianese medio preferisce il commercialista.

Morciano di Romagna non lascia scampo ad equivoci. In apertura di home page, regolamento e metodo di calcolo ricevono una descrizione sintetica ma efficace, compattata in un’unica schermata, così non ci si perde tra link e sotto link. A lato, l’icona “Calcola la tua Imu” rimanda al calcolatore utilizzato da Rimini, quello semplice ed immediato.

S. Giovanni in Marignano non si rivela essere d’aiuto. Nella pagina iniziale si trova, sì, una folta spiegazione sulla mini Imu, però manca il calcolatore. Vengono minuziosamente snocciolati tutti i codici indispensabili per compilare l’F24, ma non è possibilità farlo in modalità assistita online.

Santarcangelo, Riccione e Cattolica non devono versare alcuna tassa avendo mantenuto l’aliquota pari a quella statale. Montegridolfo presenta il link al calcolo online nella home page, ma quando clicchiamo, la delusione ci assale: “Sessione scaduta”.

Mirco Paganelli