Mobilità sostenibile: a Rimini ancora troppe auto

Rn,13/07/06:traffico, lungomare, piazza marvelli, autobus, tram ©Riccardo Gallini_GRPhoto

Rimini è solo 37esima tra le principali 50 città italiane, nella classifica sulla mobilità sostenibile stilata da Euromobility. In città circolano 54 auto e 21 motocicli ogni 100 abitanti. Buono l’uso di veicoli gpl e metano: 15% contro il 10% nazionale. Ancora al rallentatore il trasporto pubblico: 21 milioni di passeggeri in provincia nel 2013

Di Primo Silvestri

Era stato scritto che in una società iperconnessa ci sarebbe stato meno bisogno di muoversi: non è così. Almeno fino ad oggi. Il telelavoro da casa non ha preso piede, la condivisione dell’auto, anche quando ce ne sarebbe la possibilità, non è molto praticata, chi abita anche a pochi chilometri dal lavoro quasi sempre preferisce l’auto alla bici. Auto che quasi sempre viaggiano con una persona. Uno spreco, di benzina e di spazio pubblico (strade, aree di sosta, rumore, traffico, ecc.). Al contrario i mezzi pubblici, a parte quelli scolastici, restano poco utilizzati.

Secondo l’ultimo Osservatorio 2014 sulla mobilità sostenibile in Italia, edito da Euromobility con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, il comune di Rimini è al 37esimo posto tra le principali 50 città italiane. Non proprio una posizione lusinghiera.
In città circolano 54 auto ogni cento abitanti, valore in linea con la media dei maggiori capoluoghi italiani, ma decisamente superiore allo stesso dato europeo che è di 48 auto per cento residenti. Negli ultimi anni questo indice non è aumentato, e questo è un piccolo segnale di cambiamento. Oltre la metà delle auto in circolazione sono euro 4 ed euro 5, invece sono ancora poche le euro 6, ossia quelle con il minor valore di emissioni inquinanti in atmosfera). Le città più ecologiche sono Aosta, Trento e Bolzano, dove le auto da euro 4 in su raggiungono l’85 per cento. Chiaramente questi dati non tengono conto, per Rimini, del flusso turistico, che in larga maggioranza si muove in auto.
Dove invece Rimini supera abbondantemente la media è nell’indice di motorizzazione da motocicli: ce ne sono 21 ogni cento abitanti, quando la media nazionale non arriva a 14.
In compenso Rimini ottiene un buon posizionamento nell’utilizzo di veicoli a basso impatto ambientale: vanno a gpl il 10% e a metano il 5%, mentre sono veramente poche (0,15%) le auto elettriche (la media nazionale dei veicoli a basso impatto è dell’8%). In Emilia Romagna fanno meglio, nell’ordine, Ravenna, Bologna, Ferrara, Reggio Emilia e Forlì.

PIU’ MOTORI, PIU’ SMOG

Tante auto e motocicli in circolazione, ciascuno con la sua dose di emissioni, non aiutano la qualità dell’aria, che per una località turistica dovrebbe costituire un elemento di priorità: nel 2014, nella centraline di via Flaminia, a Rimini, le giornate di sforamento dei limiti consentiti per le polveri sottili PM10 sono state 52 (e sono già 10 le giornate di superamento solo nel mese di gennaio 2015). Nel 2013 i superamenti erano stati 68, 88 nel 2012 e 72 nel 2011. Le giornate di sforamenti sono in calo, ma sempre sopra il limite consentito e per risalire all’ultimo anno completamente a norma bisogna tornare al 2009. I mesi col maggior numero di sforamenti si confermano quelli invernali, quando oltre alle auto ci sono anche le emissioni dei riscaldamenti.

TRASPORTO POCO PUBBLICO

Ci sarebbero tutte le condizioni, complice anche la crisi che riduce i bilanci familiari, per rilanciare il trasporto pubblico, che stenta però a conquistare spazio. L’ultimo rapporto Eurispes scrive che la metà circa degli italiani lo utilizzerebbero di più, ma dal 2000 al 2010, il numero dei viaggiatori annui per abitante è sceso, a Rimini capoluogo, da 99 a 88. Nei due anni successivi c’è stata una risalita, poi però di nuovo una caduta, per stabilizzarsi a 96 viaggiatori per residente nel 2013. Sono numeri che non sfigurano nel contesto regionale, dove solo Bologna e Parma fanno meglio, ma va considerato che quelli di Rimini comprendono anche i turisti.
Complessivamente, nel 2013, sui mezzi pubblici riminesi sono stati trasportati 13,9 milioni di passeggeri (21 milioni nell’intera provincia), qualcosa in meno dell’anno prima, ma oltre un milione e mezzo in più del 2010. Una tendenza condivisa, per lo stesso periodo, con i comuni capoluogo dell’Emilia Romagna, mentre sull’intero territorio regionale il numero dei viaggiatori del TP mostra una certa stazionarietà e dal 2009 non si raggiunge il numero di viaggiatori-obiettivo (nel 2013 l’obiettivo era 270 milioni di passeggeri, se ne sono contati 259 milioni).

C’è un problema di passeggeri da conquistare, ma anche di costi da coprire. Perché con la vendita dei biglietti e degli abbonamenti si riesce a coprire appena un terzo dei costi di esercizio del servizio. L’obiettivo di arrivare almeno al 35% stabilito per legge, è ancora lontano.
Nel 2012 (ultimo dato disponibile) ogni viaggiatore trasportato in regione costava 1,54 euro, ma solo 0,51 euro venivano coperti dal biglietto, il 33% a fronte di un 32% nazionale, contro il 46% in Francia, il 58 % in Spagna, il 64 % nel Regno Unito e l’83 % in Germania.
La contribuzione pubblica in Italia raggiunge i 2,4 euro in conto esercizio per ogni chilometro di servizio, contro i 2,2 €/km della Francia, 1,7 €/km della Spagna e solo lo 0,9 €/km della Germania e 0,8 €/km del Regno Unito.
La differenza deve essere coperta dal Pubblico: per il bacino di Rimini ciò si traduce in contributi regionali per circa 15 milioni di euro l’anno, e comunali mediamente per un altro 5 per cento del totale dei contributi pubblici erogati (Rapporto annuale di monitoraggio 2014 della Regione Emilia Romagna).
Aumentare, quindi, il numero dei passeggeri trasportati (un bus che viaggia semi vuoto ha lo stesso costo di uno pieno) è quasi un imperativo.