Piste ciclabili: gli interventi riminesi

Biciclette Pista Ciclabile Via Coletti  IMG_9012A Rimini appena il 20% dei residenti usa la bicicletta con continuità. Strada ancora in salita per le ciclabili. Da migliorare soprattutto il problema sicurezza: negli ultimi dieci anni 25 morti e oltre 2.500 feriti sulle due ruote

di Laura Carboni Prelati

I dati nazionali (Coliped-Fiab) mostrano un crollo delle vendite auto in favore di una generosa ripresa della mobilità sostenibile. L’Italia, fanalino di coda europeo, sta rimontando velocemente nella graduatoria che vede la buona pratica allargarsi (1.606.000 bici vendute nel 2012 contro 1.402.000 auto). Ma il sorpasso è avvenuto anche in paesi dove le due ruote, per cultura e tradizione, sono solide realtà come Germania (3.966.000 bici, 3.083.000 auto) Gran Bretagna (3.600.000 bici, 2.045.000 auto) Francia (2.835.000 bici, 1.899.000 auto) e Spagna (780.000 bici, 700. 000 auto). In sella quindi, ma, c’è da chiedersi: la rete di ciclabili del nostro territorio è all’altezza?

Percorsi da rinnovare

Come può innovarsi una città, stare al passo coi tempi, promuovere la ciclabilità come alternativa all’auto, competere con altre città europee, assicurando nel contempo il fattore sicurezza? E ancora, come incentivare anche i più giovani a servirsi di mezzi alternativi (ed ecologici) che non siano l’auto?
“Secondo un’indagine svolta dalla Provincia –dice Sara Visintin, assessore all’Ambiente del Comune di Rimini -il 20% dei residenti usa la bicicletta, solo il 10% la usa per spostamenti casa-lavoro, il 7% per il tragitto casa-scuola. Per incentivare l’uso della bici e sensibilizzare i giovani ad un modello di mobilità sostenibile dobbiamo favorire le direttrici casa-lavoro e casa-scuola con una linea di trasporto pubblico interconnessa ad una rete di ciclabili omogenee, sviluppando l’intermodalità trasporto pubblico/bicicletta, il bike sharing e altre tipologie (trasporto merci con cargo-bike, ecc.) i parcheggi, le aree di sosta per biciclette nei nodi-scambio del trasporto pubblico”.
Il Comune di Rimini ha promosso campagne di informazione attiva come I like my byke-città mobile senz’auto, ma resta il problema sicurezza.
“Dobbiamo aumentare la sicurezza, rimediando alle criticità esistenti, nell’attuare il completamento, la ricucitura e la modifica della regolamentazione – prosegue l’assessore -. Occorre dare continuità al percorso, eliminare gli stop&go ad ogni intersezione e abolire, ove possibile, la promiscuità pedoni-ciclisti”.
“Occorre bonificare i tratti che presentano un manto disastrato, pieno di buche –aggiunge Sandro Luccardi, Presidente Associazione Camminando e Pedalando-. Vi sono attraversamenti poco idonei su strade trafficate, che terminano contro un muro od un fosso… Le ciclabili moderne sono strutture autonome, più funzionali dal punto di vista pratico, percorribili senza alcun rischio, idonee anche ai bambini”.

Esistono strade/vie ciclabili senza rischi?
“La sicurezza è il problema principale- prosegue Luccardi-. Gli incidenti che coinvolgono ciclisti e pedoni, seppur diminuiti, esistono. Secondo un’indagine condotta dalla nostra associazione, dal 2001 al 2012 sulle nostre strade vi sono stati 25 morti e 2276 feriti fra i ciclisti e 42 morti e 1253 feriti fra i pedoni. Serve un piano operativo che individui e risolva le criticità dei tratti a rischio. L’anno scorso, insieme ad Associazioni, Regione e Comune di Rimini, abbiamo fatto una campagna di sensibilizzazione. Sono emerse delle idee. L’obiettivo è ridurre in 10 anni il 50% di incidenti; purtroppo ci sono strade extraurbane più pericolose di altre (es. Statale Adriatica molto trafficata dai Tir) e strade urbane problematiche anche nella zona turistica (i viali delle Regine, via Coletti). Dopo l’apertura della nuova ciclabile sul Lungomare abbiamo suggerito di trasformare la zona rivierasca, la sera, in ZTL; il traffico veicolare andrebbe dirottato, in alternativa, su via Roma, a monte della ferrovia”.

Per quale motivo?
“Siamo pratici! Una famiglia, d’estate, passeggiando nei viali a marina, trova mille impedimenti. Il marciapiede è ingombro di mercanzie, tavolini, commercio abusivo. Famiglie con carrozzine, passeggini si spostano sulla strada dove, ahimè, passano auto, moto, pullman, taxi, ecc. Occorre regolamentare la circolazione veicolare in modo che le ZTL consentano di utilizzare la via solo per i mezzi di trasporto pubblico (taxi, tram) mentre la passeggiata commerciale rimane libera. Nella Zona Nord (Torre Pedrera, Viserbella, Viserba e Rivabella)le ZTL sono già operative dalle 20 alle 24. E’ una proposta senza costi economici, potrebbe essere sperimentata”.

Altre problematiche?
“La continuità dei percorsi. Spesso è problematico arrivare a destinazione in tutta sicurezza, con tranquillità, anche per un adulto. Mancano scivoli, vi sono pali o barriere, esistono attraversamenti pericolosi, ciclabili interrotte. La percezione della sicurezza è fondamentale; più il percorso è percepito sicuro, più la gente si fiderà ad usarlo. Purtroppo non dappertutto si possono organizzare dei percorsi ciclabili. Nel centro storico, dove è più problematico crearne uno, l’unica soluzione è ridurre la velocità (30 Kmh)”.

Sono controllate le sedi delle ciclabili?
“Spesso in centro sono occupate da auto o moto parcheggiate male”.
Poco rispetto e poca educazione quindi nei confronti della bici; responsabile sarà forse anche al nostro vecchio Codice della Strada che contempla il “velocipede” e non la bici come mezzo di trasporto… Non sarebbe ora di svecchiarlo un po’?.

La sfida: più piste, meno incidenti

Abbiamo verificato altri dati (fonte: pisteciclabili.com): l’Emilia Romagna possiede 532 itinerari; capofila tra i capoluoghi di provincia è Bologna con 131 itinerari, poi c’è Modena con 102, Reggio E. con 97, Ferrara con 95, Parma ne ha 83, Ravenna 39, Forlì-Cesena 24 e Rimini solo 21.
Ma se è vero che il futuro ci vedrà sempre più in sella alla bici, quanti chilometri conta tra percorsi urbani ed extraurbani la rete delle ciclabili del territorio?
“Nel Comune di Rimini – precisa l’assessore Visintin – sono oltre 80 Km e aumenteranno con la realizzazione di nuovi itinerari, non previsti dal Piano Urbano Mobilità (del 2008). Vogliamo favorire, rilanciare e incentivare questo tipo di mobilità verde seguendo le linee guida del Masterplan Strategico, in particolare ‘l’anello verde’ (una circonvallazione ciclabile che connette il Centro Storico e le frazioni) tramite direttrici specifiche. Il progetto, costituito di recente dall’Ufficio Mobilità Sostenibile, serve a sviluppare un modello di pianificazione del traffico, proiettato ad una progressiva limitazione dell’uso dell’auto; daremo perciò centralità e rilevanza a queste nuove piste che non saranno realizzate solo in sede propria (rialzata o separata fisicamente) ma anche in corsia riservata, sempre su carreggiata, come in altri paesi europei. Queste saranno a norma pur avendo costi inferiori (quindi ne potremo fare di più) ma aumenteremo il livello di sicurezza del ciclista”.

L’assessore porta un esempio: “Se una bici transita su sede propria, non viene percepita dall’auto che transita velocemente al suo fianco (60/70 Kmh) poichè la corsia è libera, ma se la bici viaggia in carreggiata, a fianco all’auto, si è consapevoli della sua presenza, e, nel momento in cui l’auto deve svoltare, occorre tener conto della presenza di una figura che si sta muovendo”.
“Ma a questo punto potrebbe essere troppo tardi- ribatte Luccardi- purtroppo molta gente è distratta quando guida, c’è chi invia sms, accende una sigaretta, inserisce un cd e i risultati sono drammatici, li leggiamo sulle pagine dei giornali…”.

Le Risorse: speranze dal Decreto Sblocca Italia

Di quale importo sono le risorse messe a disposizione da Regione, Provincia/Comune per la ristrutturazione o costruzione di nuove piste? Quante risorse sono state spese e per quali tratti?
“Rimini – spiega ancora l’assessore Visintin -partecipa ad iniziative e progetti di livello europeo per la Mobilità Sostenibile 2014-‘20 all’interno del programma LIFE con il progetto URBE 2 (logistica merci ambito urbano) con l’utilizzo di piazzole dedicate al carico/scarico nei parcheggi in prossimità di Centro Storico o zona turistica e l’utilizzo di veicoli ecologici (cargo bike o elettrici) per gli spostamenti nelle zone a traffico limitato (ZTL). A livello nazionale dopo l’approvazione del “Decreto Sblocca Italia” potrebbero partire opere accessorie funzionali alla fluidificazione del traffico sulla SS16, che consentirebbero anche di separare il traffico motorizzato dalla mobilità ciclopedonale, attraverso sottopassi alle intersezioni della SS16 con le vie Pomposa, Covignano e Montescudo-Coriano.
La Regione ha contribuito con 55.000 euro per realizzare, entro quest’anno, una ciclabile denominata “Percorsi Sicuri casa-scuola” in zona Colonnella; la Provincia invece ha contribuito con € 245.362,91 (sull’importo di un 1 mln di euro) alla pista via Coriano- Villaggio San Martino”.