Più caro il latte, in leggero calo il resto

L’ultima indagine mensile dei prezzi di TRE si chiudeva con l’osservazione di un aumento significativo del prezzo del latte, di cui praticamente non si parla mai. L’aumento tuttora continua, causa il rialzo delle quotazioni nella borsa di Lodi, la più importante del Nord Italia assieme a quella di Verona. Ai produttori il latte viene pagato 42-45 centesimi al litro, ma in borsa ha raggiunto anche 51 centesimi, consentendo così alle grandi organizzazioni della raccolta (Galbani, Parmalat, ecc.) di guadagnarci sopra, se lo rivendono subito,  un buon 20 per cento senza troppe trasformazioni.  L’aumento non sembra destinato a rientrare a breve, per la domanda crescente dei Paesi emergenti (un caso di globalizzazione concreta).
Fortunatamente il rialzo del latte non è stato seguito (a parte l’incremento dell’Iva scattato il 1° ottobre) dagli altri prodotti, che fanno parte della borsa della spesa settimanale di una famiglia tipo.
L’indagine effettuata nel mese di ottobre è più lunga rispetto alle consuete rilevazioni mensili e comprende una lista di cinquanta prodotti, sicuramente più esaustiva e adatta a testare il polso della situazione.
Come si vede nella tabella che segue, fatta eccezione per l’Iper di Savignano, in tutti gli altri supermercati i prezzi tengono e sono anche in lieve discesa (ricordiamo che stiamo parlando di prezzi minimi e di prodotti, il più delle volte, non di marca) rispetto a sei mesi fa.  Se il riferimento diventa, invece, l’ultimo anno, i ritocchi all’insù sono stati numerosi delle discese.

Rilevazione diretta di TRE del 30 settembre 2013. Dalla rilevazione sono esclusi i prodotti biologici e le offerte/promozioni