Prezzi in discesa, anche per pandoro e panettone

Un anno fa i prezzi aumentavano al ritmo del 2,4%, oggi siamo allo 0,7. Sarebbe una buona notizia, se non fosse che il loro calo non è il segnale di un’economia più efficiente, che produce a costi più bassi, bensì di un’economia che non riparte, della disoccupazione che aumenta (solo nell’ultimo anno sono andati persi mezzo milione di posti di lavoro) e di famiglie, la classe media-lavoratrice, che ha sempre meno da spendere.
Se le persone non tornano a domandare prodotti e servizi sarà molto difficile per le imprese aumentare la produzione. E’ un circolo vizioso.  Questa è la ragione per cui i prezzi bassi non sono, questa volta, sinonimo di cose che vanno bene.
Dalla nostra indagine mensile notiamo un blocco dei prezzi per i prodotti di marca, che prosegue dal gennaio 2012. I primi prezzi dei nostri dieci beni essenziali, invece, sono aumentati leggermente in due supermercati, Ipercoop e Conad Ape, mentre sono scesi negli altri due, Le Clerc-Conad e Iper di Savignano.  Però la sostanza è che tutti risentono del clima poco favorevole e cercano di controllare i prezzi.
Perfino il panettone e il pandoro, tipici dolci di Natale, stanno mantenendo gli stessi prezzi di un anno fa. Anzi, i due Conad li hanno perfino diminuiti (di circa 40 centesimi).

Rilevazione diretta di TRE