Professione “aggiustatutto”

Dal calzolaio stilista alla sarta “lampo”. Chiudono i negozi a Rimini, ma ne aprono anche di nuovi. E il settore riparazioni è uno dei più dinamici al momento. Peccato che manchi manodopera specializzata

Dal giugno 2010, in via Garibaldi, sempre nel cuore di Rimini, anche Assunta Simbula ha aperto un negozio dove si effettuano riparazioni, orli e tutto quanto concerne l’opera sartoriale di aggiusto su capi di vestiario uomo-donna

Il marchio Officina Tessile – spiega la titolare – è proprio di una catena di franchising; ci sono 100 negozi in Italia. Io ne gestisco due, questo e un altro a Forlì, nel centro commerciale”. Nel listino, ben esposto e visibile, ci sono elencate alcune prestazioni sartoriali: orlo classico, speciale e poi stringere, allargare, accorciare maniche, ma anche cambiare la fodera, ad una giacca, una gonna, mettere una cerniera.

Qual è la riparazione più richiesta?
“Sicuramente l’orlo, però è riduttivo parlare di riparazioni, in realtà qui vengono tante persone che vogliono semplicemente modificare un capo perché gli piace quel tipo di tessuto, oppure acquistano un capo di seconda mano e lo vogliono personalizzare”.

L’orlo ai jeans costa 6,90 euro, se si fa fare al negozio chiedono 9-10 euro. Sono prezzi concordati con l’azienda?
“Alcuni si, altri li ho adattati alla tipologia di clienti che abbiamo, perchè noi garantiamo una consegna velocissima. Di regola il negozio per riconsegnare il capo chiede 2-3 giorni. Noi, dopo 20 minuti, consegnamo”.

Un aggiusto particolare?
“Facciamo anche rammendo; la cosa più particolare finora è stato un lavoro su un abito da sposa e anche su un abito da sera con tante pailettes e perline che formavano disegni e motivi decoro. Occorre grande abilità, tempo e… mani da fata”.

E’ vero che con la crisi le persone tendono a recuperare di più? Si spende di meno e soprattutto, ne vale la pena, per un capo di vestiario?
“Vedo persone ritornare perché non speravano, con una piccola spesa, di indossare ancora quella gonna, quei pantaloni o quel cappotto. Evidentemente il lavoro è stato consigliato bene ed eseguito meglio”.

Il suo personale che lavora è dipendente?
“Si, ne ho quattro; sono Elena, Iby, Lucia e Angela, sono loro le sarte, io gestisco i due negozi perché c’è anche un reparto merceria e c’è bisogno di servire al banco”.

Parlando di sartoria; il famoso ricambio generazionale non c’è stato!
“No. Oggi è difficile trovare una sarta. Vorrei precisare che quando consegno il capo a lavoro fatto c’è anche lo scontrino; di solito per queste riparazioni…c’è molto nero, molto sommerso, nessuno fa ricevute”.

 

Da nove mesi, nel centro storico di Rimini, ha aperto la  Botica del Diego di Diego Giuliante, 43 anni, argentino, professione calzolaio.

Qual è la riparazione più comune?
Soprattacco e risuolatura; oggi tutti i calzolai si servono della macchina da cucire per risuolare, non fanno cuciture a mano. La mia artigianalità invece è “diversa” perchè eseguita completamente a mano. Amo presentare un lavoro più curato, più rifinito: quando eseguo una risuolatura dedico tempo, attenzione e precisione. Procedo lentamente; ad ogni punto devo forare mezzo centimetro di cuoio per far passare l’ago, poi devo cucire; pian piano, punto dopo punto, con pazienza…”

In Argentina c’è una vera e propria tradizione nella lavorazione della pelle e del cuoio.
“Si. Coloro che lo lavorano si chiamano Maroquineros, ma in America Latina  fanno lavori più importanti come selle, briglie, paramenti. Io potrei farle, però cucite a mano; non ho macchinario. Sono del parere che il prodotto industriale ammazza l’uomo e la sua arte manuale. Per me è familiare lavorare il cuoio. Ho iniziato da giovane ad esercitare una certa manualità e creatività; facevo mollette (fermagli) per capelli, cinture, borsette, portafogli, ma anche collane e braccialetti, cose che faccio anche adesso. Era uno svago, quando si è giovani si cerca di impegnare e mettere a frutto la fantasia”.

I giovani cercano di imparare questo mestiere?
Vengono, ma per la legge sull’apprendistato non riesco a mettere in regola chi non sa fare nulla anche se volenteroso. Così i giovani non hanno possibilità di imparare”

Oltre i lavori di calzoleria, cosa riesce ad aggiustare?
“Borse, borsette, valigette, cucio tracolle e manici staccati, anche nelle valigie e tutti quei piccoli lavori artigianali di riparazione”

Ultimamente ha visto il lavoro calare?
“Si, parecchio, perchè non tutto si aggiusta, per una questione di materiali. Una volta c’era la gomma, il cuoio e basta. Adesso ci sono dei componenti che vengono dalla Cina che non si incollano più; qualcuno ti dice che si può mettere a posto, ma dura quanto un pezzo di ghiaccio dentro l’acqua!”.

Ad esempio?
“Uomini, donne, soprattutto giovani, indossano scarpe con il fondo in gomma che un tempo erano per il solo uso sportivo da palestra. Una volta consumate, si buttano, non si aggiustano più”.

Quali altre riparazioni esegue?
“Cambio cerniere, faccio cuciture, metto borchie e bottoni a pressione, riparo articoli da viaggio (es.valigie) borse e oggetti per equitazione e faccio anche sandali a mano. Ora sto preparando una borsa, il disegno è pronto, il pellame l’ho appena acquistato”.

Laura Carboni Prelati