Rate non pagate, come si comportano le banche riminesi

Still Life Sofferenze Bancarie_GAL7651Carim, Banca Malatestiana e Banca di Rimini denunciano un aumento delle insolvenze da parte dei clienti che devono restituire prestiti e mutui. In aumento le rate non pagate e le richieste di moratorie e proroghe. Ma bisogna anche fare i conti con le rigide normative di Banca d’Italia

E’ assodato che oggi la gente faccia più fatica a rispettare gli accordi stipulati con la propria banca al momento della concessione del prestito, ma come si comportano gli istituti di credito di fronte ad un cliente (privato o impresa) che non riesce a restituire il finanziamento concesso?

Carim: oltre 700 privati e 600 imprese insolventi

Al 30 settembre 2014, Carim contava tra i clienti, 327 privati e 166 imprese con rate non pagate (tecnicamente, past due); alla stessa data sono ben 386 i privati e 477 le imprese in condizione di difficoltà conclamata seppure transitoria (tecnicamente, incagli).
“Gli indici di deterioramento della qualità del credito, ovvero i sintomi di peggioramento nella capacità di ripagare il debito da parte di famiglie e aziende, hanno fatto registrare i peggiori livelli nel 2013 e nel 2014. Nella seconda parte di questo 2014, le “nuove insolvenze” sono in calo; resta fermo che l’ingente numero di clienti in difficoltà che sono entrati nel gruppo delle esposizioni deteriorate, richiede grande impegno per la riconduzione, ove possibile, alla normalità”.
Cosa si registra per le famiglie?
“La difficoltà nel rispettare gli impegni finanziari assunti è spesso riconducibile alla riduzione del reddito disponibile in termini reali, a causa della perdita del lavoro o della riduzione delle ore lavorate (contratti di solidarietà, mobilità, cassa integrazione) oppure alla necessità di sostenere spese familiari straordinarie ed improvvise alle quali non è più possibile far fronte con la quota dei risparmi, che va progressivamente assottigliandosi”.
E per le aziende invece?
“Su questo fronte, registriamo un’elevata incidenza del calo della domanda e la stagnazione prolungata dei mercati di sbocco, che causano un calo del fatturato e severe riduzioni dei ricavi; registriamo, inoltre, forti difficoltà nel recupero dei crediti vantati dall’impresa verso i propri clienti, con pesanti conseguenze sul fronte della liquidità e tensioni finanziarie che non consentono di generare i flussi a servizio del debito. A ciò si aggiungono le criticità che affliggono specifici settori economici, particolarmente penalizzati negli ultimi anni nella nostra provincia (immobiliare) e situazioni di non corretta pianificazione finanziaria da parte delle aziende, con eccessiva dipendenza dal credito bancario e scarso apporto di capitale proprio”.
Come si comporta la vostra banca se un privato o una impresa non paga un paio di rate di mutuo di seguito per colpa di sopraggiunti problemi economici legati alla crisi?
“In questi casi l’obiettivo prioritario per Carim è quello di sostenere il proprio cliente agendo tempestivamente nell’individuazione delle cause che determinano la difficoltà e ricercando insieme le possibili soluzioni, per evitare un ulteriore aggravamento della situazione. Lo stretto rapporto fiduciario che lega la Banca al cliente deve affermarsi anche e soprattutto nel momento della difficoltà”.
Come avviene questo sostegno?
“Nel caso di privati e famiglie è importante ricercare gli strumenti adeguati per sopportare insieme la crisi (ad esempio, moratorie o anticipo della cassa integrazione). Nel caso delle imprese occorre ricordare che l’insolvenza è solo lo stadio terminale della crisi, che in realtà ha sempre una gestazione molto più lunga: per questo è importantissimo il dialogo costante fra banca e imprenditore, per analizzare il calo delle vendite, misurare il calo dei margini operativi, capire l’incidenza dei costi e cercare di mantenere l’equilibrio fra fabbisogni finanziari e forme di finanziamento. La crisi d’impresa è raramente causata da problemi solo finanziari, poiché essi sono il sintomo di problemi industriali, commerciali, gestionali. Il rapporto fra banca e impresa deve essere trasparente, realistico e lungimirante per cogliere tempestivamente i sintomi della malattia e mettere in campo idonee soluzioni per gestire la fase di difficoltà”.
Come affrontare queste situazioni di difficoltà?
“Per privati e famiglie la banca valuta l’opportunità di proporre misure di sostegno come le moratorie, che prevedono la sospensione delle rate dei mutui e la rinegoziazione delle condizioni del finanziamento. Per quanto riguarda invece le aziende, è importante condividere con l’imprenditore l’analisi delle cause dello stato di difficoltà per condurre una corretta e approfondita revisione delle linee di credito al fine di definire moratorie, rinegoziazioni, piani di rientro o piani di ristrutturazione del debito. Ciascuno deve fare la sua parte: la banca sopporterà gli oneri connessi alla gestione dell’esposizione deteriorata (allungamento delle scadenze, stralcio di parte del credito), mentre l’imprenditore attuerà gli interventi necessari – anche durissimi – per contrastare la crisi sul piano industriale, commerciale e di contenimento dei costi”.
Capita che vengano rivisti i contratti con condizioni nuove?
“Lo strumento della rinegoziazione è per Carim un fenomeno significativo che nel solo anno in corso ha riguardato quasi 500 soggetti per un controvalore superiore ai 300 milioni di euro. Una dimostrazione dell’attenzione che il nostro istituto riserva alla clientela”.

Banca Malatestiana: tra disponibilità e normative stringenti

“La nostra banca, per ovvie ragioni di presidio del rischio a tutela del risparmio, ma anche perché lo ritiene necessario anche nell’interesse del cliente, si attiva subito quando si presentano situazioni di ritardo nel pagamento di rate di prestiti”.
In che modo?
“La fase iniziale prevede il contatto diretto e personale con il cliente da parte della filiale di riferimento, e l’avvio di un dialogo che mira ad individuare reciprocamente le possibili soluzioni. Queste possono essere di vario tipo, non riconducibili a fattispecie generalizzate. Se, ad esempio, i ritardi derivano da situazioni contingenti e temporanee, può essere sufficiente la proroga delle singole rate in ritardo”.
Se invece i ritardi di pagamento derivano da situazioni più critiche e complesse, come oggi spesso accade, cosa succede?
“Le soluzioni diventano più importanti, passando attraverso rinegoziazioni del finanziamento con sospensioni temporanee di pagamento di quota capitale, oppure di interessi, oppure con allungamento dei piani di rientro dei prestiti. Ovviamente, non è possibile generalizzare: le situazioni sono diverse caso per caso e la gamma di possibili soluzioni è molto ampia. Quello che è importante ricordare, in questo contesto, è che si cerca di andare quanto più possibile incontro alle esigenze del cliente, sia in termini di costi che di condizioni, non dimenticando la relazione, il momento di grande difficoltà, la natura cooperativa del nostro istituto”.
E’ assodato che oggi la gente faccia più fatica a rispettare gli accordi stipulati al momento della concessione del prestito, la vostra banca conferma?
“La nostra banca conferma il persistere del momento di difficoltà nel rispetto, da parte di non pochi clienti, delle tempistiche e del rimborso stesso dei finanziamenti ricevuti, senza significative differenze tra privati e imprese. Cerchiamo di affrontare queste situazioni di temporanea difficoltà nella maniera più tempestiva, attiva, diversificata e compatibile con le possibilità e la situazione del cliente e dei garanti. Tuttavia, se questa fase non produce risultati e se, nonostante le varie agevolazioni concesse, prosegue il mancato rientro dei finanziamenti o la loro regolarizzazione, la banca è costretta ad intraprendere azioni più severe, attraverso l’affidamento della posizione in incaglio a funzioni organizzative di specifica gestione del credito cosiddetto anomalo e, conseguentemente, una serie di misure a maggiore controllo creditizio. Non va dimenticato, d’altra parte, che la banca, per normativa della Banca d’Italia, deve segnalare specificatamente e gestire in maniera più restrittiva le esposizioni creditizie scadute da oltre 90 giorni”.
Capita che vengano rivisti i contratti con condizioni nuove?
“Sì. In occasione delle operazioni di rinegoziazione e di rifinanziamento capita che le condizioni vengano riviste, dal momento che le varie richieste vengono dettagliatamente analizzate, istruite e valutate in funzione del rischio creditizio”.

Banca di Rimini: “Imprese più in difficoltà delle famiglie”

Anche Banca di Rimini, negli ultimi 3 anni, con il deteriorarsi della liquidità di imprese e famiglie, ha ricevuto richieste molto numerose di moratorie, stand-still, proroghe e ristrutturazioni.
“La percentuale di richieste è molto superiore da parte delle imprese rispetto a quelle delle famiglie e dei privati” affermano dall’istituto di credito riminese.
“Il comportamento della nostra banca è stato sempre orientato al sostegno delle situazioni di difficoltà temporanee. Le moratorie e le proroghe non hanno previsto, per nostra policy aziendale e nel rispetto delle normative, una variazione delle condizioni contrattuali. In caso invece di ristrutturazione definitiva del debito, il cliente può richiedere un aumento del finanziamento concesso e un allungamento anche consistente delle durate: per questo tipo di interventi diventa quindi possibile, oltre che logico, ridefinire eventualmente le condizioni economiche”.