Rifiuti, più differenzi… più paghi!

La provincia di Rimini segna grossi progressi nella raccolta differenziata. ma il beneficio in bolletta ancora non si vede. Federconsumatori Rimini fa presente il caso del comune di Rimini, il 15° capoluogo più caro tra i 107 italiani.

La gestione dei rifiuti urbani registra nella provincia di Rimini dati  lusinghieri (rilasciati dall’ISPRA, istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale), per quanto concerne la raccolta differenziata che, grazie agli investimenti del gestore (Hera Spa) e al buon comportamento degli cittadini, nel primo semestre dello scorso anno si è attestata al 61,5%. Notevole anche il dato sulla percentuale di rifiuti destinati al riciclo che viene effettivamente recuperata: il 93,5%. Questo risultato è stato raggiunto senza un sistema porta a porta spinto su tutta la provincia, che risulta essere più costoso, ma adottando nuove tecnologie tra cui il cassonetto E-gate con la chiavetta elettronica.

Questi dati farebbero pensare immediatamente ad un beneficio tangibile per i contribuenti, le cui bollette dovrebbero essere “alleggerite” grazie alla buona prassi di questi anni, e invece… Invece scopriamo l’esatto contrario, come sottolinea il presidente provinciale di Federconsumatori Andrea Bascucci. In base ai dati del centro C.r.e.e.f. (centro ricerche economiche educazione formazione di Federconsumatori)  si registra infatti che Rimini è tra le città di media dimensione al terzo posto per la raccolta differenziata (dato aggiornato al 2012 quando la differenziata raggiungeva il 56% del totale dell’immondizia prodotta dai cittadini dei comuni riminesi) ma è la 15esima città capoluogo sulle 107 italiane più cara. Bascucci porta un esempio. Nel 2012 una famiglia riminese di 3 persone, residente in un’abitazione di 100 mq, pagava ben 248 euro annui di bolletta con il vecchio regime della TIA (tariffa di igiene ambientale).

Perché Rimini è così cara? Produciamo troppi rifiuti procapite. A Rimini nel 2012 ben 818,5 kg a persona, anche se, sottolinea il presidente di Federconsumatori Rimini, “forse non basta a giustificare questa incongruenza”. In più, “con il nuovo regime tariffario introdotto quest’anno, la spesa è poi aumentata del 18% portandola a ben 294,76 euro!” In 10 anni il tasso d’inflazione è stato del 22% mentre l’aumento delle tariffe del servizio rifiuti ha registrato mediamente un +59%. Più del doppio.

Allora cos’è a far lievitare così tanto la bolletta? Il vero motivo è causato da come si forma il costo in tariffa, avvisa Federconsumatori, che si basa sul numero dei residenti e sulla metratura dell’immobile, ma non c’è nessun rapporto con il quantitativo dei rifiuti prodotti e men che meno sulla percentuale di differenziata, che non è affatto come scritto premiante. In realtà le tariffe nell’epoca odierna delle multiutility  devono coprire nel tempo esattamente la programmazione stabilita degli investimenti  programmati della stessa e garantire sempre i dividenti degli azionisti. Qui sì che i conti tornano sempre!