Rimini, le donne le più colpite dalla crisi

Lavoro_Centro-Impiego014Dei seimila posti di lavoro persi nel 2014 in provincia di Rimini, la metà sono stati tolti a donne. Il “gentil sesso” resta il più debole sul fronte occupazionale. Dal 2007 al 2013 il tasso di disoccupazione femminile balza dal 5 al 16%.
E a Rimini le pari opportunità appaiono più difficili che nel resto dell’Emilia-Romagna

Nel 2007, per ogni cento occupati in provincia di Rimini, le donne erano più di 44. Il massimo dall’anno Duemila. Nel 2013, sempre per ogni cento persone che lavorano, le donne sono scese a meno di 42. Dei seimila posti di lavoro persi nell’ultimo anno, tremila (la metà) sono stati tolti alle donne. Una giusta parità se questa ci fosse anche a monte, cioè nelle opportunità di lavoro per genere (sesso). Ma non è così. Perché se su cento uomini in età da lavoro (15-64 anni), sono 71 quelli che a Rimini risultano occupati, per le donne lo stesso dato (tasso di occupazione) si ferma a 50. Un divario di oltre 21 punti percentuali, che riporta questo territorio ai primi anni Duemila. Cioè tredici anni indietro.
Ci si può consolare dicendo che in Italia il tasso di occupazione femminile non arriva al 47% (quando nell’area euro è a 62, ma in Norvegia e Svezia supera il 77%), però non sarebbe di grande conforto. Per puntare al meglio basterebbe guardare all’Emilia Romagna, dove l’ultimo tasso di occupazione femminile (2013) è prossimo al 60% (che era l’obiettivo europeo per il 2010), cioè dieci punti sopra quello riminese. Divario, tra Rimini e la regione, che si è andato progressivamente ampliando dopo i colpi dell’ultima grande crisi.
A testimoniare poi che non sono le donne a voler rinunciare al lavoro, ma che sono proprio le opportunità a mancare, c’è l’incremento sostanziale del tasso di disoccupazione femminile (donne che vorrebbero lavorare ma non trovano) in provincia di Rimini, balzato dal 5% del 2007, a quasi il 16% di fine 2013. Vuol dire che è triplicato in sei anni. Quello maschile è di circa la metà.
Ed ancora una volta il confronto con l’Emilia Romagna mostra tutti ritardi, con una forbice, a svantaggio di Rimini, che si allarga sempre di più. Infatti, se nel 2007, a seguito di una lunga marcia di avvicinamento, la differenza tra i due tassi di disoccupazione si era ridotta ad un punto e mezzo, nel 2013 è risalita a cinque punti. Peggioramento confermato anche da un altro dato: dei 17mila ufficialmente senza lavoro in provincia di Rimini, le donne sono più di 10mila.