Rimini tra le capitali verdi d’Europa

Rimini ambienteUn confronto tra Rimini e le “città verdi” più virtuose secondo The Economist. Male le emissioni di Co2, l’uso di energia non rinnovabile e della mobilità “dolce”. Bene il consumo di acqua e la raccolta differenziata dei rifiuti

di Primo Silvestri

La qualità dell’aria è solo uno degli aspetti che rendono una città più o meno verde. Un recente rapporto della rivista inglese The Economist ha messo a confronto una serie di capitali europee, stilando la solita classifica delle città verdi, che vede ai primi tre posti Copenaghen, Stoccolma e Oslo, con Roma solo al quindicesimo posto.
Ricordando il binomio virtuoso ambiente-turismo – dato che a nessuno fa piacere passare le vacanze in un luogo peggiore da quello di provenienza – abbiamo provato a confrontare Rimini con  alcune capitali verdi d’Europa, perché la competitività e l’attrattività di un territorio turistico si gioca molto su questo terreno.  E se siamo più avanti o indietro, lo si vede solo paragonandosi con altri.

I deficit riminesi…

Il risultato di questo confronto, a parte la distanza del reddito medio che a Rimini (30 mila euro) è inferiore a molte capitali escluso Atene e Zagabria, mostra innanzitutto un livello di emissioni di anidride carbonica per residente (più di otto tonnellate l’anno) decisamente superiore a tutti, ma in modo particolare alle capitali in testa alla classifica delle città verdi come Oslo (due tonnellate) e Stoccolma (meno di quattro tonnellate), nonostante siano città ben più grandi. Emissioni, lo ribadiamo, vogliono dire pessima qualità dell’aria che tutti respiriamo, residente e turisti.
Rimini è anche un territorio energivoro
, causa non secondaria di emissioni oltre  a maggiori costi economici, perché consuma più di 107 GicaJoule (il juole è l’unità di misura dell’energia) per abitante, superiore perfino a Stoccolma, che si ferma a 105 GJoule, sicuramente più fredda.  Alti consumi che sono il risultato di una scarsa efficienza energetica, a cominciare dalle abitazioni civili.
Ancora più indietro l’utilizzo, da parte de cittadini di una mobilità meno inquinante come ad esempio la buona abitudine di muoversi con il trasporto pubblico, a piedi e in bicicletta per tragitti non lunghi: a Rimini vi ricorrono 39 residenti su cento, quando a Copenaghen sono 68 e a Stoccolma addirittura 93. E non si può nemmeno dire che le condizioni climatiche, in queste città, siano più favorevoli.
Non siamo molto avanti, anche se sono stati compiuti dei passi nella giusta direzione, per l’uso delle energie rinnovabili (fotovoltaico, eolico, idroelettrico, ecc.): appena il 2  per cento di tutta l’energia elettrica consumata a Rimini proviene da queste fonti (principalmente biomasse e fotovoltaico). Una percentuale superiore a Berlino e Bruxelles,  ma  lontana da  Copenaghen (19 per cento), Stoccolma (20) e Oslo  (65).

…e i punti di forza

Dove invece Rimini mostra di essere più competitiva è nel consumo dell’acqua: 57 metri cubi (1 m3= 1000 litri) per abitante solo però per uso domestico, che è poco più di un terzo di quanto si utilizza a Copenaghen, Oslo e Stoccolma.
Un secondo punto di forza per Rimini sta nella raccolta differenziata dei rifiuti, al 58 per cento nel 2012 (salita al 62 per cento nel 2013), la percentuale più alta tra tutte le capitali europee prese in considerazione (tra le più alte Amsterdam 43 per cento, Berlino 35 e Stoccolma 31).

In conclusione, l’ambiente, che nelle sue molteplici sfaccettature comprende emissioni, mobilità, energia, costruzioni, ecc., è un forte elemento di richiamo e di posizionamento, quasi sempre ai primi posti nelle preferenze dei vacanzieri europei. Allora, valorizzare quello che si fa di buono è importante, tanto quanto rimediare alle criticità e ai ritardi. Infine vale comunicarlo, perché non si può apprezzare ciò che non si conosce. Un impegno da non confondere con la pubblicità, che è un’altra cosa.