“Sbankiamo”, giovani a scuola di tasse e impresa

sbankiamo riminiUn progetto innovativo per portare in Italia il meglio delle esperienze internazionali in materia di educazione finanziaria ed imprenditoriale rivolte ai giovani. Nasce con questo obiettivo “Sbankiamo”, frutto della collaborazione tra Caritas diocesana ed Eticredito (oggi inglobata in Banca Carim).

L’iniziativa mira a diffondere tra gli studenti delle scuole medie e superiori (sono, rispettivamente, nove e cinque gli istituti della provincia coinvolti per il 2014/15) i concetti chiave per una gestione consapevole del denaro, fornire ai ragazzi gli strumenti per rapportarsi in modo consapevole con il mondo bancario e finanziario, incentivare un approccio critico nei confronti delle loro scelte e sviluppare la mentalità imprenditoriale tra le nuove generazioni.
Oltre a Eticredito-Carim e Caritas, gli altri enti promotori sono il Gruppo Italstudio Spa e Banca Popolare Valconca, cui si sono aggiunti Banca di Rimini e Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Da quest’anno, poi, “Sbankiamo” ha come partner tecnico il mensile TRE-Tutto Rimini Economia, supplemento del settimanale IlPonte.

Perché “Sbankiamo”?

Tutto è nato dalla collaborazione con MyBnk, organizzazione londinese che si occupa di educazione finanziaria che ha già incontrato in Inghilterra oltre 70.000 giovani e ottenuto importanti riconoscimenti internazionali.
Anche nel Riminese, come a Londra, i dati riguardanti l’educazione finanziaria delle persone non sono rassicuranti: il 63% dei giovani non possiede conoscenze finanziarie di base; ben sette italiani su dieci hanno difficoltà nella comprensione delle informazioni economiche; un italiano su tre non è in grado di capire il proprio estratto conto e uno su due non è in grado di valutare gli impatti dei propri finanziamenti sul suo reddito. Solo il 33% degli italiani pianifica correttamente le proprie entrate ed uscite e solo il 4% degli intervistati è in grado di valutare la rischiosità dei propri investimenti (Aggiornamento della rilevazione sul livello di cultura finanziaria degli italiani: l’ICF PattiChiari2010).
L’educazione finanziaria è importante proprio per colmare questo gap. Esperienze internazionali dimostrano che l’educazione finanziaria e imprenditoriale contribuiscono, non solo ad ispirare imprenditori di domani, ma soprattutto a rafforzare la loro consapevolezza delle proprie scelte e capacità. Questo rende le nuove generazioni più fiduciose nel futuro e capaci di essere imprenditori di se stessi.

Il metodo. Coinvolgimento, partecipazione, formazione interattiva sono le caratteristiche delle modalità di intervento proposte. L’obiettivo è quello di rendere interessante il mondo finanziario ed economico, creando nei giovani la curiosità e l’interesse. La metodologia dell’“imparare facendo” rende le lezioni particolarmente attive e coinvolgenti. Sono proposte simulazioni, giochi di ruolo, quiz ed attività che fanno sì che i contenuti, talvolta complessi, siano trattati in modo semplice, concreto e adeguato ad ogni età.
I programmi attualmente in corso sono due: Economidea per le scuole medie e Economidea al quadrato per le scuole superiori. Ogni programma prevede tre incontri da due ore ciascuno su temi di attualità economico-finanziaria, banche, risparmio, lavoro, tasse, budget, banche etiche, consumo critico e altri argomenti utili per la vita di tutti i giorni.

La novità. Da quest’anno scolastico, “Sbankiamo” si occuerà anche di educazione all’imprenditorialità, come spiega la responsabile del progetto, Paola Bonadonna. “Partiremo nel secondo quadrimestre con due diverse proposte. Per le scuole medie sono previsti cinque incontri in cui i ragazzi dopo aver appreso, sempre in maniera interattiva e giocosa, i concetti basilari del fare impresa (budget, business plan, programmazione delle attività, ecc.) saranno chiamati a creare la propria piccola impresa e a vendere i loro prodotti in un evento che verrà allestito appositamente”. Sbankiamo darà agli aspiranti imprenditori dei piccoli prestiti (ancora da studiare le modalità) per comprare o prodotti già esistenti da rivendere sul mercato, o i materiali che serviranno loro per realizzare i propri prodotti, che dovranno essere a Km zero o con una valenza equo-solidale. Non a caso uno degli incontri più teorici verterà proprio sull’impresa sociale.
Diverso il percorso pensato per le scuole superiori. “In questo caso – prosegue Paola – tratteremo con i ragazzi gli stessi temi ma gli incontri saranno finalizzati ad un progetto su base volontaria: chi vorrà, tra gli studenti, potrà partecipare con la sua idea di impresa e quella migliore riceverà un premio che stiamo ancora definendo”.
Insieme a Paola e Virginia, motore di “Sbankiamo” dalla sede di Caritas diocesana, collaborano al progetto, in rappresentanza degli enti promotori, un neolaureato riminese, imprenditore, in rappresentanza di Italstudio, tre dipendenti di Banca Carim, Banca di Rimini e Banca Popolare Valconca e alcuni tirocinanti della sede riminese dell’Università di Bologna.
Il progetto è patrocinato da Comune e Provincia di Rimini.

Per saperne di più:
www.sbankiamo.it
info@sbankiamo.it
Facebook: Sbankiamo
Youtube: www.youtube.com/user/sbankiamo