Sempre più riminesi in fuga per lavoro

Sono 20mila i riminesi iscritti all’AIRE (Anagrafe italiani residenti all’estero). Un fenomeno che riguarda sempre più la fascia tra i 18 e i 40 anni. Prima della crisi, i giovani emigrati si fermavano a una decina l’anno. Dal 2008 al 2012 il numero è salito fino a raggiungere 241 iscrizioni all’Aire. Cifra che raddoppia se si considerano tutte le classi d’età

La crisi prolungata e la mancanza di opportunità, in particolare per i giovani e le persone più preparate, stanno spingendo molti a cercare altrove, con una perdita di capacità e professionalità non indifferente. In questo panorama anche la provincia di Rimini, dove la disoccupazione e gli scoraggiati (le persone che dopo inutili ricerche di un lavoro hanno persino rinunciato a cercarlo) hanno toccato il massimo storico e le domande per un sussidio di disoccupazione sfiorano le 30mila unità, non è indenne dalla “grande fuga”.

La relazione tra emigrazione e crisi risulta subito evidente: fino al 2007 (anno pre- crisi) i residenti di questa provincia, di età compresa tra 18 e 40 anni, che trasferivano all’estero il proprio domicilio, iscrivendosi nell’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (Aire), non arrivavano alla decina l’anno. Dal 2008 al 2011 il numero sale fino a superare il centinaio. Nel 2012 si assiste ad un ulteriore balzo e si arriva a 241 migranti, cioè il doppio degli anni precedenti. In totale, dal 2008 al 2012, i giovani della provincia di Rimini che sono emigrati all’estero sono stati 712.
Questi numeri, che sono al netto dei trasferimenti verso la Repubblica di San Marino, coprono la fascia d’età più giovane e costituiscono una parte del totale, perché solo nel 2012 gli emigranti riminesi di tutte le classi d’età sono stati 482, che diventano 715 includendo anche quelli diretti verso la RSM.  Inoltre, questi numeri considerano solo un atto amministrativo formale come l’iuscrizione all’Aire: non ci vuole molto ad immaginare che la fuga sia ben più consistente, considerando quanti non hanno sentito o avuto la necessità di formalizzare il loro trasferimento in un altro paese.

Dove si va? L’Argentina con 100 emigrati (probabilmente italo-argentini che ritornano in Sudamerica per le minori opportunità in questo Paese), la Spagna, a quota 98, e il Regno Unito (80) restano le tre mete principali dei migranti riminesi negli ultimi anni. Seguono Germania e Francia (45),  Svizzera (44), Brasile (41) e Stati Uniti (37).
Questa emigrazione è avvenuta in un periodo breve di sette anni, tra i più difficili, per Rimini e l’Italia intera, dell’ultimo mezzo secolo. Ma l’emigrazione, che nel tempo si è venuta trasformando e professionalizzando acquistando caratteristiche diverse (molti si definiscono professionisti creativi in cerca di opportunità) da quella dei nostri nonni, non è un fenomeno recente. Tanto che all’inizio del 2013 erano quasi 20mila i residenti in provincia di Rimini (il 6 per cento della popolazione)  iscritti all’Aire: il 13 per cento del totale regionale (dove sono 147 mila) e  dopo le province di Bologna e Parma il numero più elevato.

Poco meno della metà dei riminesi iscritti all’Aire sono donne, il 20% ha un’età compresa tra 18 e 34 anni, e un altro 27% tra 35 e 49 anni. Tra tutti gli iscritti nazionali degli ultimi anni  a questa Anagrafe, oltre il 20% ha la laurea (solo nel 2012 se ne sono andati 9 mila laureati) e il 26% un diploma superiore. Sempre sul dato nazionale emerge anche la crescente attrazione esercitata dalla Cina, dove i residenti italiani, soprattutto a Hong Kong e Shanghai, sono triplicati dal 2006, raggiungendo quota 7 mila nel 2013.

Primo Silvestri