Start up: chi le ha viste?

Tre bandi, tre occasioni andate perdute per le imprese innovative riminesi. Il motivo?  Tra le 128 start up iscritte nel Registro delle Camere di Commercio, solo tre (al 30 settembre 2013) appartengono a questa provincia. Il numero più basso. Cosa ci manca per “accendere la lampadina”?

Una volta può capitare di non entrare in una selezione, ma quando la storia si ripete con troppa frequenza vuol dire che c’è qualcosa di più profondo che non funziona. Ora siccome è difficile immaginare che a Rimini ci siano meno competenze e voglia di innovare e di fare che nel resto dell’Emilia Romagna, va trovata una spiegazione diversa. Ma prima veniamo ai fatti da cui prendiamo le mosse.
A metà giugno scorso la Giunta Regionale dell’Emilia Romagna (Determinazione n° 8672 del 18/07/2013) approva la graduatoria del bando per “Servizi innovativi e strategici per la crescita delle imprese giovanili innovative e creative”. Delle 19 imprese finanziate, di cui 11 tra Bologna e Modena,  nessuna ha sede in questa provincia. Anzi, nessuna viene dalla Romagna.
Un paio di mesi dopo, siamo a settembre, c’è un’altra iniziativa: la StartCup Spinner 2013, che premia tre start up innovative, ma anche questa volta Rimini è assente.
Nel mese successivo, sempre con un altro bando, la Regione seleziona otto start up per partecipare gratuitamente alla fiera SMAU 2013 di Milano, dedicata all’informatica e alle nuove tecnologie. Caso vuole che ancora una volta nessuna impresa di Rimini risulti tra le premiate (delle otto scelte  4 sono di Bologna, 3 di Ravenna e 1 di Modena).
A questo punto, visto il reiterarsi dell’assenza di questa provincia in molti bandi regionali riservati alle nuove imprese – difficile DA definire casuale – va cercata una spiegazione più convincente. Dove? Nella tabella delle start up innovative iscritte in uno speciale registro delle Camere di Commercio: delle 128 regionali,  quelle in provincia di Rimini sono solo 3, il numero più basso, mentre Bologna e Modena da sole ne hanno 75, quasi i due terzi del totale.
E’ evidente, allora, che essendo così poche, tutte nell’area dei servizi, la possibilità di primeggiare in qualche bando a partecipazione volontaria, si assottiglia.
Ma questo pone un altro problema: come mai, in una realtà alla quale non manca lo spirito imprenditoriale (Rimini ha il numero di unità locali in rapporto agli abitanti più alto del Nord Italia), le nuove imprese nei settori più innovativi sono così rare? Una risposta, possibile, è che l’ecosistema locale, inteso come le attività economiche già presenti, la produzione e diffusione dell’innovazione, la circolazione delle idee e delle competenze, non stimola e non supporta a sufficienza la nascita di nuove imprese nei settori più innovativi. Tutto questo a detrimento delle  potenzialità di crescita e di sviluppo futuro.

Primo Silvestri