Tares, se la conosci… non la eviti

Ha il nome di una navicella spaziale o di un eroe della mitologia greca ma dal 2013 per i cittadini rappresenterà una dura realtà. La Tares, il nuovo tributo su rifiuti e servizi indivisibili comunali, esordirà ad aprile 2013, e non a gennaio come preannunciato, per effetto di un emendamento alla Legge di Stabilità approvato dalla commissione Bilancio del Senato. Già costretta a subire il primo slittamento per la sua entrata in vigore, per la Tares è stata posticipata anche la scadenza per il pagamento della prima rata, che avverrà ad aprile, per consentire al nuovo governo di rivederne logica e funzionamento. Una mossa in vista della campagna elettorale, perchè le correzioni apportate vertono principalmente sulla revisione delle scadenze (che originariamente erano 4, gennaio, aprile, giugno, ottobre) consentendo ai cittadini di tirare un sospiro di sollievo sul pagamento di un’altra tassa, almeno nel breve termine. Sembra infatti che il tributo possa essere pagato anche in una unica soluzione, oltre che rateizzato, ma l’organizzazione delle scadenze è demandata alla piena autonomia dei Comuni.
Leggi l’intervista al Direttore di Hera Rimini, Ing. Edolo Minarelli
Leggi l’intervista al Presidente di Federconsumatori Rimini, Andrea Bascucci

Secondo calcoli del Sindacato UIL il nuovo balzello comporterà un aggravio per le famiglie di circa 80 euro. Per Rimini equivarrebbe ad un incremento del 35% che andrebbe ad aggiungersi all’aumento del 16% già fatturato negli ultimi cinque anni. Un grosso esborso in più per le famiglie. Rimane la questione dell’applicazione dell’Iva al 10%. Ci si domanda ancora perché in tanti comuni è stata abolita, dopo una sentenza della Corte Costituzionale che l’ha dichiarata illegittima, mentre da noi tutto continua come prima e i cittadini sono ancora costretti a pagarla.

Resta in sospeso anche “la messa a gara” della gestione dei rifiuti per i prossimi anni; è imminente la scadenza dell’attuale gestore (Hera) a marzo, ma non trapelano notizie e probabilmente tutto rimarrà fermo fino al 2014.


In attesa dei prossimi cambiamenti chiediamo qualche notizia sulla Tares al direttore di Hera Rimini, Ing. Edolo Minarelli.

“La Tares –spiega – è il tributo in sostituzione delle tasse rifiuti Tarsu o Tia, che andrà a finanziarie sia il servizio di smaltimento dei rifiuti, sia l’amministrazione centrale, come previsto dal decreto sul federalismo municipale”.

Sarà un cambiamento sommario o radicale?

“Soprattutto a breve scadenza. Lo Stato prevede introiti consistenti pari a circa 2 miliardi di euro, stando alle stime”.

Quali sono le caratteristiche del nuovo tributo?

“La Tares è dovuta da chiunque possieda o detenga locali o aree suscettibili alla produzione di rifiuti. E’ però formulata in maniera diversa dalla tassa che era in vigore. L’importo verrà calcolato in parte con una base fissa e completato con una parte variabile proporzionale alla quantità e qualità di rifiuti prodotti, ma computata ai fini del calcolo, solo sull’80% della superficie catastale.  Coprirà in parte i costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti avviati allo smaltimento, in parte i costi relativi ai cosiddetti ‘servizi indivisibili’ dei comuni (illuminazione pubblica, verde urbano, manutenzione delle strade, ecc) attraverso una maggiorazione della tariffa”.

Come si procede per il calcolo in bolletta?

“La base imponibile, rappresentata dalla superficie dei locali, sarà determinata a seconda della tipologia dell’immobile. Per le unità immobiliari iscritte nel catasto edilizio urbano (categorie A,B,C) la superficie soggetta al tributo (pari all’80% della superficie catastale) viene determinata secondo alcuni criteri. C’è una profonda differenza con la Tarsu, in quanto quest’ultima faceva riferimento alla superficie calpestabile, quella cioè produttiva di rifiuti. La nuova base imponibile, invece, è definita in termini assoluti sulla superficie catastale. L’attuazione della Tares potrebbe creare problemi ai comuni in grave disallineamento, cioè non aggiornati tra la situazione reale e le risultanze catastali”.
Proviamo ad individuare il profilo del nuovo tributo.
“Si tratta di un prelievo destinato a coprire i costi dei servizi indivisibili erogati dai Comuni – prosegue Minarelli– ma la quota di base, pari allo 0,3% (0,30 centesimi euro al metro quadrato) è interamente riservata allo Stato. Al Comune è riservato solo l’eventuale incremento, che non può eccedere 0,10 euro al metro quadro”

Visto che, come tutti i Comuni, anche Rimini vive di entrate proprie dirette e di trasferimenti che gli pervengono dal Bilancio dello Stato, una volta stabilito il coefficiente (supponiamo uno 0,4 formato dallo 0,30 + 0,10 che serve per coprire i costi dei servizi indivisibili), il Comune si tiene l’intero introito, altrimenti si vedrebbe decurtare o diminuire, da parte dello Stato, i trasferimenti di cui accennato prima”.


La parola ad Anci, Federconsumatori e Uil. La Tares è oggetto di discussione per via del suo particolare assetto normativo. Il 31 ottobre i Comuni avrebbero dovuto varare il regolamento e stabilire i criteri per individuare il costo del servizio e determinare la tariffa di Tares. Ma non ci sono riusciti, come conferma Giorgio Pruccoli, sindaco di Verucchio e coordinatore provinciale ANCI. “Il regolamento non è stato approvato da nessun Comune. Si è creato – aggiunge – un vero e proprio disastro organizzativo in coincidenza dei tempi di approvazione. Il fatto è che vengono creati dei dispositivi di tassazione che noi non possiamo attuare perché su di essi si operano continue modifiche. E’ saltata l’approvazione del regolamento ad ottobre 2012,  si doveva calendarizzare l’approvazione in gennaio, ed eravamo in attesa della normativa, ma non abbiamo ancora i regolamenti, poi la scadenza rata è stata posticipata ad aprile, ed ancora non conosciamo la tariffa. Se il Comune deve approvare il bilancio entro il 30 giugno, non ha molto senso far pagare la prima rata  ad aprile quando non sappiamo come gestire una tariffa e come quantificare i costi…”.

Altro problema: alcuni Comuni, con la Tia, addizionavano l’importo del 10% di Iva. Per gli altri, con la Tarsu non c’era Iva…

“Proprio così. Diventa per noi incomprensibile e inapplicabile qualsiasi altra tassazione. Abbiamo assoluta necessità di adottare dei regolamenti, inoltre non abbiamo un quadro di riferimento cui attenerci. Per la prima scadenza dellA rata che avverrà ad aprile, speriamo di avere un quadro normativo e attuativo più chiaro”.

Un’altra considerazione riguarda la tassazione che viene caricata sulle superfici abitative, quindi sugli immobili; possiamo considerarla un’altra piccola patrimoniale sugli immobili?

“Si, per questo è stata definita la piccola Imu 2013, per quello 0,30 di euro al mq che va allo Stato; la prima rata è importantissima perché c’è aspettativa del gettito erariale”.

Sulle problematiche legate alla Tares è molto critico anche il presidente provinciale di Federconsumatori Andrea Bascucci.

“E’ impossibile risalire ad una quantità certa di rifiuti che conferisce l’utente –spiega– quindi stabilire un’entità e determinare una tariffa; si insiste a far pagare agli utenti una tariffa che è un’alchimia tra il numero dei residenti e le superfici abitative. Più che altro sembra uno strumento per coprire il 100% del costo del servizio. L’altra problematica è che non c’è nessun incentivo premiante per chi differenzia più di altri. Rimane una buona pratica farlo, ma mi piace il concetto che chi inquina di più deve pagare di più”.

A proposito: trova che la raccolta sarebbe opportuno farla porta a porta, come già succede altrove?

“Certo. Fin dall’inizio siamo stati contrari anche all’I Key (cassonetto con chiavetta) perché non ci sembrava la modalità premiante. Molti la utilizzano male, è poco funzionale.”

Nella Tares verrà aggiunta una percentuale sulle superfici abitative, cosa ne pensa?

“Sono tutte tasse inique perché colpiscono indistintamente le famiglie senza valutarne i redditi. L’aumento applicato, al di sopra dell’indice inflattivo, si ripercuote in maniera drammatica sulle famiglie. Se le tasse non premiano i buoni comportamenti, vengono ormai percepite dalla popolazione come inique, ingiuste, da non pagare”.

E con quel 10% di Iva sulla Tia, com’è andata a finire?

“Le diverse tariffazioni (Tarsu o Tia) hanno creato disuguaglianze nei cittadini. Su questo problema c’è un blocco politico, ma anche organizzativo-legislativo. Come Federconsumatori siamo impossibilitati a fare una class-action che tuteli tutti gli utenti. Abbiamo raccolto 8.000 richieste di rimborso che abbiamo spedito a Comune ed Hera che sono andati in crisi solo per protocollarle! E ora, per questa nuova tassa, c’è ancora poca informazione e trasparenza e molta iniquità!”

Negativo sulla Tares anche il giudizio di Giuseppina Morolli, segretaria generale Uil Rimini.

“Di sicuro ci sarà un aumento rispetto a quello che pagavamo prima, ma è a discrezione dei singoli comuni. Come sempre saranno lavoratori dipendenti e pensionati che ne faranno le spese, con questo ulteriore balzello che dovranno pagare. Non si sa nulla su agevolazioni e detrazioni per certe categorie, speriamo si possa modulare sulle fasce deboli e protette, in base alle loro oggettive difficoltà”.

Laura Carboni Prelati