Turismo: operatori uniti per il rilancio della Valmarecchia

Turismo Valmarecchia

Veduta di Verucchio

Gli obiettivi del consorzio Vivi Valmarecchia, nato per un’offerta turistica integrata e di qualità. Vito Campanelli: “allontanarsi dal modello Rimini”

Vito Campanelli, direttore insieme a Lorenzo Mini del 4 stelle Oste del Castello di Verucchio, ha due buoni motivi per essere soddisfatto del trend turistico nelle colline del Montefeltro. Il primo è che il fatturato del suo hotel, aperto nel 2006 nel bel mezzo della crisi, continua nonostante tutto a crescere del 15-20% ogni anno, arrivando anche a vendere suite da 700 euro.
Il secondo motivo si chiama Vivi Valmarecchia, ed è il consorzio, nato tre mesi fa con la benedizione informale dell’assessore Maurizio Melucci, con cui Campanelli e altri dodici operatori della valle hanno scelto di unirsi per riaffermare la dignità turistica del territorio. “Perché le cose in realtà funzionano. Noi lo sappiamo, per questo abbiamo deciso di fare squadra. E’ normale che chi lavora come faceva dieci anni fa sia in crisi, ma chi si impegna a cambiare il modo di fare impresa, a proporre un’offerta di qualità e ben strutturata, riesce ad emergere persino con maggiore facilità rispetto a prima”. Ora, si tratta solo di stabilire alcune basi da cui partire. Eccone tre basilari secondo Campanelli.

  1. Per prima cosa, allontanarsi dal modello Rimini. Se la costa punta sulla battaglia dei prezzi, l’entroterra deve conservare le proprie eccellenze, continuando a rivolgersi verso un target medio-alto. “I 4 stelle che fanno mezza pensione a 18 euro, ad esempio, sarebbero da denunciare”.
  2. Secondo obiettivo: creare sinergie. Quello che molti non capiscono, spiega Campanelli, è che le persone oggi bisogna andare a prenderle. Per questo il consorzio è già al lavoro su cinque nuove offerte, da presentare ai potenziali clienti con la collaborazione dei tour-operator: Cammini di San Francesco, Benessere e Sport, Enogastronomia, Castelli e Musei, Poeti e Arte. Ma collaborare non significa necessariamente strutturare pacchetti turistici, si può partire anche da cose più semplici: “basterebbe invitare i propri clienti, quando si è al completo, a contattare altri colleghi”. Sulle sinergie però, ammette il presidente del consorzio, c’è ancora molta strada da fare. “Quando siamo partiti, abbiamo chiamato tutte le partite IVA legate alla ricettività, nessuno escluso. Ma la risposta iniziale è stata del 50%, il resto si è autoeliminato. Forse torneranno quando avranno capito che funzioniamo”.
  3. Credere nell’entroterra, per troppo tempo rimasto un fanalino di coda della Riviera, spesso agli occhi degli stessi operatori. “Quando ho aperto l’Oste del Castello in molti erano scettici, non credevano nelle potenzialità di Verucchio. Ma l’imprenditore non deve dare una risposta alle domande del presente, piuttosto deve capire la domanda del futuro. E nel futuro l’entroterra non potrà che crescere. I 130mila visitatori che ho portato a Verucchio in questi otto anni adorano l’Alta Valmarecchia che noi tanto bistrattiamo”.

A proposito di futuro, tra le iniziative del consorzio rientrano anche la formazione degli operatori turistici del territorio e la costituzione di un gruppo d’acquisto per abbattere i costi delle materie prime. Il denaro risparmiato sarà investito per le attività di marketing, o come direbbe Campanelli, “per fare più baccano possibile”.

Isabella Ciotti