Turista in bicicletta? Ahi Ahi Ahi!

Chi sceglie di soggiornare in Riviera può lasciare l’auto in garage? Molti studi dicono che la “mobilità dolce” aumenta l’appeal di una località di vacanze. Rimini però, quanto a piste ciclabili e iniziative a misura di due ruote ha ancora molto da pedalare.

A piedi o in bici, purché sia slow. La nuova tendenza del viaggio è la lentezza, possibilmente abbinata alle emissioni zero. La prima regola della “fuga dalla quotidianità” è andare piano: muoversi con mezzi alternativi all’aereo e alla macchina, preferendo le due ruote e il treno. Che si tratti di un trend apprezzato lo dimostra il moltiplicarsi di associazioni, tour operator e iniziative che fanno della lentezza la parola d’ordine delle proposte turistiche. Accanto alle passeggiate archeologiche e naturalistiche e ai tradizionali Cammino di Santiago e Via Francigena, rispolverati e riscoperti non solo da pellegrini e fedeli, ma soprattutto dal popolo del turismo lento (come anche il Cammino degli Angeli, 200 km da Roma ad Assisi), o il Sentiero degli Dei (150 km da Bologna a Firenze) fioriscono nuovi itinerari: il Genova-Torino-Milano (710 km), i 500 km in 28 tappe nella mitica isola di Creta, quello lungo le mulattiere del Gran Paradiso, oppure “Vento”, progetto di ciclovia che connette Venezia con Torino lungo il fiume Po, passando per EXPO2015 progettato dal Politecnico di Milano.
E Rimini? La nostra famosa costa e l’entroterra riminese con le sue nascoste bellezze, possono diventare mete ciclo-percorribili e rilanciare una nuova immagine di turismo, più a misura d’uomo e di “ciclista”? Arrivando al concreto, sono state adottate politiche attive per la mobilità su due ruote nella nostra provincia, quale offerta e quali modalità di utilizzo sono attive per i bikers? Le piste ciclabili sono un fattore di sviluppo e qualificazione turistica della costa?

Spostarsi sulle due ruote a Rimini

Gli obiettivi della Provincia

L’esperienza dei Bike Hotels a Rimini e Riccione

 

Spostarsi sulle due ruote a Rimini

Innanzitutto sfatiamo un mito: quella della bicicletta ormai non è più mobilità lenta, ma rispetto al traffico congestionato delle aree urbane è diventata mobilità veloce. Il 48,4% delle distanze che si percorrono quotidianamente in città è inferiore ai 2 km, mentre il 90% è entro i 10 km (il 30,1% dei tragitti urbani non supera il chilometro di lunghezza; il 18,4% è compreso tra 1 e 2 km; 27,1% tra 2 e 5 km.)[i] Sotto il profilo statistico, negli spostamenti urbani la bici è il mezzo più rapido e, per andare oltre i 2 km, basta un minimo allenamento. In ambito urbano la bicicletta è il mezzo di trasporto più efficiente, non solo sulle brevi distanze. La bici garantisce una velocità media cittadina superiore a quella di autobus e auto, pesa poco e, rispetto ad un mezzo a motore, per muoverla basta un soffio. Sulle brevi e medie distanze, fino ai 6-7 km (ovvero la maggioranza di quelle relative agli spostamenti quotidiani individuali), la bici è competitiva rispetto ai mezzi motorizzati .

Secondo il XIX Rapporto sulla qualità ambientale dei comuni capoluogo di provincia – Ecosistema Urbano curato da Legambiente nel 2012, uno degli indicatori più importanti della qualità di vita delle nostre città è la  mobilità ciclabile. Sono 26 in Italia le città dove si superano i 10 metri equivalenti ogni 100 abitanti di superficie destinata alle due ruote (erano 28 lo scorso anno). Da segnalare tra queste, per rimanere nella nostra regione: Reggio Emilia con il valore più alto in assoluto di 34,48 m_eq/100 ab. e Forlì (20,49 m_eq/100 ab.).
Per costruire un indicatore in grado di valutare l’offerta ciclabile di una città sono stati conside­rati i km di piste ciclabili in sede propria, i km di piste ciclabili in corsia riservata, i km di piste su marciapiede, i km di piste promiscue bici/pedoni e le zone con moderazione di velocità a 20 e 30 km/h. Da quest’anno inoltre sono state richieste anche le piste nel verde (ovvero quei percorsi che non corrono lungo la carreggiata stradale, ad esempio nei parchi, lungo i fiumi, strade bianche, etc.) al fine di poter meglio distinguere le piste con un uso urbano e quotidiano da quelle ricreative. Queste informazioni, opportunamente pesate, hanno concorso a formare l’indice di “metri equivalenti” di percorsi ciclabili ogni 100 abitanti.
Nonostante i miglioramenti degli ultimi anni, che esprimono un trend di crescita, le città italiane in generale e la riviera in particolare rimangono ancora indietro rispetto alle capitali europee.
A Rimini la Road Map per una Riviera ciclabile pedala in salita. I passi di montagna da attraversare sono quelli della realizzazione di nuove piste ciclabili. Il Piano della mobilità provinciale prevedeva di incrementare il numero di piste ciclabili, ma nei documenti ufficiali non siamo riusciti a trovare obiettivi temporali. Nel Progetto Europeo Itaca (Innovative Transport Approach in Cities and metropolitan Areas) a cui aderisce la Provincia di Rimini, si afferma che “negli ultimi tre anni un nuovo percorso è stato realizzato dalla Via Marecchiese, una strada che collega Rimini a Novafeltria, separando la carreggiata delle auto dal percorso delle biciclette. La stessa cosa è stata fatta sulla Via Montescudo, tra Rimini e Montescudo e Rimini e Coriano. La lunghezza totale del percorso è di circa 12 km. Inoltre, è in fase di sviluppo un nuovo percorso, per biciclette e pedoni lungo le rive del fiume Conca, una nota area naturalistica”.

Gli obiettivi della Provincia

Gli obiettivi della Provincia sono promuovere la ciclabilità  sia nel territorio urbano, dove la bici è vista come alternativa ai mezzi di trasporto su 4 ruote, sia in quello extraurbano, con una ciclabilità di tipo ricreativo, che può rafforzare, diversificare e promuovere prodotti turistici nuovi nell’ottica dell’estensione della stagione turistica.
Il “Bici Plan”, la rete provinciale delle mobilità ciclabile, dovrebbe essere costituito da 13 itinerari principali, per una lunghezza complessiva di circa 250 km assicurando continuità e sicurezza a tutta la rete provinciale tramite il completamento dei tratti in progetto e la risoluzione delle criticità individuate.
Di questi percorsi, 126 km dovrebbero essere articolati in 12 itinerari d’ambito extraurbano e 117 km di rete escursionistica. In particolare, il Bici Plan prevede 109 km di nuova proposta: 56 km d’ambito extraurbano e 53 km della rete escursionistica.

Si tratta dunque di raddoppiare la dotazione provinciale di piste ciclabili, rendendole continue, sicure e riconoscibili, con il fine di aumentare sensibilmente il numero di cittadini che preferiscono usare la bicicletta per gli spostamenti effettuati nel raggio di 4-5 km, e incrementare anche il turismo su due ruote.
Tuttavia, questi obiettivi ambiziosi sono già viziati da alcuni forti punti di debolezza, secondo le associazioni dei bikers e secondo gli stessi amministratori.
Gli interventi, risultano frammentati ed eseguiti con finalità di utilità locale di tipo comunale (difficoltà a fare sistema). Solo la ciclabile del Marecchia risulta completa in un’ottica di intervento di area vasta; l’infrastruttura ciclabile risulta generalmente collocata sul marciapiede insieme con i pedoni, penalizzando la mobilità pedonale; la segnaletica orizzontale e verticale risulta carente, e così la sicurezza nelle intersezioni;

Dal punto di vista dell’attrattività spesso le ciclabili urbane sono poco riconoscibili e attraenti; è necessaria una manutenzione e una forte spinta riqualificatrice. Inoltre scontiamo un ritardo anche sul piano quantitativo, in termini di chilometraggio ciclabile. Anche se il dato riminese risale al 2010, il nostro comune capoluogo è ancora l’ultimo in regione per metri equivalenti di piste ciclabili ogni 100 abitanti. Con la nuova pista ciclabile del lungomare inaugurata quest’anno il dato si è sicuramente alzato, ma permane un ritardo da colmare se si vuole raggiungere un buon livello di qualità della vita.
Un altro parametro di confronto è l’indice sintetico di ciclabilità (con valori che vanno da 0 a 100) misura la capacità delle amministrazioni comunali di predisporre una serie di strumenti che favoriscano la mobilità ciclabile. Le piste ciclabili da sole infatti non sono sufficienti a rendere una città “amica delle biciclette”.
I parametri considerati nella ricerca di Ecosistema Urbano sono: ufficio biciclette; presenza di Biciplan – Piano per la mobilità ciclabile; segnaletica direzionale dedicata ai ciclisti; cicloparcheggi di interscambio; bicista­zione; sensi unici “eccetto bici”; strumenti per il contrasto dei furti; bike-sharing.
In base alla presenza o assenza dei parametri considerati (e ai differenti pesi ad essi attribuiti) ogni città ottiene un punteggio normalizzato variabile da 0 a 100. Per il bike-sharing, inoltre, è considerata non solo l’attivazione del servizio, ma si è anche cercato di misurarne l’efficacia attraverso il numero di prelievi (in rapporto al numero di residenti). L’indice di ciclabilità riporta un valore sicuramente più interessante per il capoluogo riminese, che supera in regione città come Ravenna e Forlì, ma si mantiene distante dalle “eccellenze” di Reggio Emilia e Ferrara.

In conclusione, se si vanno a consultare i principali siti di turismo sostenibile e su due ruote, almeno tra i primi 20 siti Rimini e la provincia non compaiono mai. Segno di una mancanza di appeal della nostra offerta turistica sul pino della ciclabilità.

L’esperienza dei Bike Hotels a Rimini e Riccione

L’esperienza dei “Bike hotel” e “Bike village” è una importante novità nel settore turistico e sembra poter rappresentare, per il viaggiatore che abbina il turismo alla bicicletta, una importantissima opzione di fruizione territoriale da considerare. E’ da notare che i primi bike hotels nascono proprio in Riviera: offrono al turista un elevato standard di servizi, dall’officina al deposito bici, dalla ristorazione per sportivi a svariate proposte di itinerari per bicicletta da corsa e mountain bike; gli hotel e i villaggi così strutturati si pongono l’obiettivo di rendere interessante e soddisfacente il soggiorno “sulle” due ruote e “con” le due ruote.
Il Consorzio Italy Bike Hotels, che riunisce un centinaio di alberghi italiani con servizi specifici per cicloturisti, nasce nel 2001 a Riccione.  Recentemente ha stretto una partnership con Garmin, azienda che si occupa della realizzazione di navigatori satellitari per un progetto comune di promozione e servizi per la crescita del cicloturismo. La sede italiana di Garmin, infatti, svilupperà un database contenente l’elenco completo delle strutture affiliate al consorzio Italy Bike Hotels così da poter tracciare una mappa completa dei percorsi e delle strutture adatte all’ospitalità dei cicloturisti. Inoltre, negli hotel aderenti all’iniziativa sarà possibile noleggiare un gps Garmin.
Molti albergatori ormai credono che l’unione faccia la forza, a maggior ragione quando si tratta di condividere il know how e la spinta promozionale.
IBH è un consorzio all’avanguardia per quanto riguarda gli strumenti di marketing per il segmento dei bikers e può rilanciare con forza l’immagine di una Riviera a misura di ciclista. I promotori si augurano tuttavia che lo sforzo promozionale degli enti (Comuni, Provincia e Regione) sia all’altezza delle potenzialità della nuova infrastruttura.

Ultimo nato in Riviera è “Rimini Bike Hotel” presentato circa un anno fa: comprende una quindicina di strutture alberghiere situate nella provincia di Rimini che offrono servizi su misura per i ciclisti e vede partecipi l’Associazione Albergatori della Riviera di Rimini con il patrocinio dell’Assessorato al Turismo e del Comune di Rimini e la partnership della azienda romagnola di biciclette Freewheeling FRW. I servizi offerti ai viaggiatori vanno dai Bike Tour organizzati  alla messa a disposizione di Guide cicloturistiche esperte, dal Noleggio di biciclette gamma Corsa, MTB e Trekking al Servizio deposito biciclette in hotel, per arrivare al Bike washing e servizi di lavanderia, Assistenza meccanica e officina in hotel, Minivan per assistenza e servizio di soccorso, ecc.

“Il cicloturismo ci permette di mettere in rete e collegare idealmente la costa e la nostra città con l’entroterra – commenta la presidente di AIA Rimini Patrrizia Rinaldis -. Anche Rimini sta cominciando a pensare alla mobilità sostenibile adeguandosi ai parametri europei. Stiamo ponendo una grande attenzione sui parametri del turismo sostenibile, è iniziata una partita importante sulla quale stiamo investendo risorse e progetti. Le difficoltà non mancano ma tutto è migliorabile nel tempo”.
“L’offerta cicloturistica riminese si sta fortemente sviluppando sia in termini quantitativi che qualitativi – aggiunge il presidente regionale di Federalberghi Sandro Giorgetti, che però resta più pessimista. L’offerta è ancora appena sufficiente. Ci sono sicuramente aspetti positivi quanto serie criticità. Ho delle riserve tecniche, ad esempio sulla nuova pista ciclabile del lungomare di Rimini: costruita su due livelli può risultare pericolosa. In effetti  questa, come tante altre, è una pseudo pista ciclabile costruita con una forzatura sul marciapiede. Il vero problema delle piste ciclabili del riminese è la sicurezza, il caso limite è la pista ciclabile di Viserbella e Viserba: con le sue intersecazioni e cordoli è poco sicura, per non dire pericolosa. Non basta dare un colore alla strada per fare una pista ciclabile”.

Una critica all’amministrazione comunale riminese?
“Non critico il sindaco Gnassi per le sue scelte politiche – precisa Giorgetti – ma certo non si può raccontare che Rimini in quanto a piste ciclabili sia pari a Friburgo! Un fattore sicuramente critico della mobilità sostenibile della Riviera è che ogni amministrazione fa a modo suo, sia in termini costruttivi che strutturali e di comunicazione: non siamo stati capaci a fare rete, a sviluppare un vero sistema a rete del turismo ciclabile”.
L’appetibilità per le due-ruote delle colline riminesi può in ogni caso contare su un testimonial d’accezione, per di più a costo zero: Linus, il famoso speaker di radio Deejay, ha dedicato ben due video ai suoi tour in bicicletta nell’entroterra romagnolo. L’anno scorso in Valmarecchia, quest’anno in Valconca. Video che decantano le bellezze delle nostre colline, dal paesaggio all’enogastronomia, postati sul blog del deejay con una buona visibilità anche su Internet. Una pubblicità gratuita e uno stimolo a continuare a pedalare. In discesa.

Mauro Bianchi