Una casa in legno per uscire dalla crisi

Mentre l’edilizia tradizionale continua a perdere pezzi, il settore specifico del legno è in ascesa. In Italia, ogni 12 nuovi edifici uno è realizzato con questo materiale. Molteplici i vantaggi. Ma a Rimini i cantieri vengono aggiudicati solo in minima parte da imprese locali

Crisi dell’economia, crisi del lavoro, crisi delle costruzioni. L’edilizia come cartina tornasole delle difficoltà che il nostro paese si è trovato ad affrontare negli ultimi anni. Dopo il boom di inizio millennio anche il mercato immobiliare infine si è arrestato. Dati Istat alla mano, dal 2008 al 2012, il settore delle costruzioni ha perso più di un quarto (-25,8%) degli investimenti, riportandosi ai livelli della metà degli anni ‘70. Soffrono tutti i comparti, a partire dalla produzione di nuove abitazioni (-44,4%), l’edilizia non residenziale privata (-27,9%) e i lavori pubblici (-37,5%).
Secondo le stime Ance, le misure contenute nel recente Decreto Sviluppo rappresentano solo un primo segnale concreto per contrastare la crisi: gli investimenti in costruzioni dovrebbero arrestare la loro caduta (+0,1% in termini reali rispetto al 2012) per effetto dei provvedimenti di incentivazione ed in particolare di quelli di immediato impatto sui livelli produttivi dell’anno riconducibili alle detrazioni per interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico. Sono necessarie ulteriori misure di stimolo alla domanda per riattivare il mercato e innestare una fase di ripresa generale.
Eppure, nello specifico c’è sempre l’eccezione che conferma la regola, e la crisi di un sistema può diventare un’opportunità di cambiamento. Così anche nell’edilizia, il caro vecchio latero-cemento sta subendo il recupero di sistemi costruttivi giovani, creativi, innovativi.

Come il caso del legno. Ormai una realtà consolidata, scevra dei pregiudizi dati da una scarsa conoscenza. Negli ultimi anni, grazie a un’attenzione sempre crescente verso i temi della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico, sta avvenendo una sostanziale riscoperta del legno, e oggi ogni 12 nuovi edifici uno è realizzato con questo materiale.
Si fa presto a capire il perché. I vantaggi sono innumerevoli e oggettivamente sostenuti dagli esperti del settore. Si va dalla garanzia di sicurezza, assicurata dalle alte resistenze al sisma e al fuoco, all’innegabile sostenibilità (l’energia impiegata nel processo produttivo è drasticamente inferiore a quella per un edificio in muratura, e in più il legno è riciclabile al 100%), all’efficienza termo-acustica dieci volte maggiore rispetto al cemento, al comfort ambientale (salubrità dell’aria ed emissione zero di formaldeide), e infine anche al rapporto qualità/prezzo (tempi di consegna veloci e sicuri, grazie a elevati standard di progettazione, prefabbricazione e costruzione a secco).
Naturalmente, trattandosi di tecniche costruttive di antiche origini, ma dall’innovativo presente, nonostante l’apparenza semplice e abbordabile, necessita di competenze tecniche specifiche indispensabili, ma non facilmente rintracciabili su tutto il territorio nazionale.

Secondo l’ing. Bruno Brighi, direttore di Protek, impresa di Viserba che progetta e realizza strutture in legno, è stata infatti l’occasionale mancanza di professionalità in materia delle piccole imprese locali che “ha causato negli ultimi anni un’inversione di tendenza per quanto riguarda le costruzioni in legno, e ha portato i privati a rivolgersi piuttosto alle grandi aziende altoatesine padroni del mercato, capaci di assicurare una qualità del prodotto certa e spesso certificata. Quindi nonostante un aumento delle quote di mercato del legno da un punto percentuale a un 5-6%, ad oggi solo una minoranza dei cantieri è seguita da soggetti locali.” In un momento come questo, in cui il cliente ha accesso a una quantità indefinita di informazione grazie al web, spesso egli “si trova nella condizione paradossale di saperne più dell’ufficio tecnico”.
Sostanzialmente d’accordo anche l’arch. Stanislav Patchamanov, da diversi anni nel campo della bioarchitettura in collaborazione con l’azienda riminese Ecotecsistemi S.r.l.. Per questo progettista “diventa fondamentale investire sul nostro territorio nella formazione di tecnici qualificati e in possesso di un know-how capace di soddisfare le esigenze della clientela per un prodotto di qualità, in grado di competere con l’offerta altoatesina.” Di pari passo con la specializzazione dei professionisti deve comunque avviarsi una adeguata pubblicità e informazione riguardante il settore e l’offerta locale, in modo da equilibrare domanda e offerta in un’ottica di sviluppo delle stesse.
Essenziale il ruolo delle amministrazioni, di associazioni di categoria e di enti come l’ACER “Azienda Casa Emilia-Romagna” perché promuovano con continuità iniziative sia di formazione che di informazione, e buone pratiche di edilizia pubblica, convenzionata, e autocostruzione. Quello della casa in legno è sicuramente un campo più che interessante in cui investire le nostre risorse, economiche e soprattutto professionali e lavorative, d’altronde la parola “crisi” deriva dal greco “separare, scegliere”. Molti riminesi hanno già scelto, la casa in legno conviene. Ora servono gli strumenti.

Mattia Bianchi